venerdì, 2 Dicembre, 2022
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Parla a calabrianews una psicologa dell’Asp di Catanzaro: 3mila euro al mese per stare seduta vicino alla finestra

Ho sempre pensato che la dignità viene prima di tutto e che nessuno ha il diritto di calpestarla“. Inizia così una lunga lettera dettagliata spedita alla nostra redazione in cui Annina Gullà, psicologa dirigente presso l’ASP di Catanzaro distretto di Soverato. “…la mia mansione – ci scrive – consiste nello stare seduta su una sedia vicino ad una finestra senza far niente perché non esiste alcuna attività lavorativa”.
Abbiamo voluto sentirla telefonicamente per porre qualche domanda:

Da quanto tempo è psicologa dirigente presso la struttura di Soverato?
Sono giunta all’età di 65 anni e da 40 anni svolgo l’attività di psicologa dirigente presso l’ASP di Catanzaro distretto di Soverato. Premetto che fino all’anno 2018 la mia attività lavorativa di psicologa è stata espletata presso il Centro Territoriale di Riabilitazione (CTR) di Squillace che dipendeva dal servizio Fragilità e Cure Intermedie di Soverato. Nel mese di ottobre dell’anno 2018, il responsabile del servizio mi ha chiesto se ero disponibile a gestire l’Ufficio di Ausili e Protesi di Girifalco in quanto lo stesso rischiava la chiusura per carenza di personale. Io ho acconsentito ed ho fatto richiesta a condizione di continuare a svolgere l’attività di psicologa. Quindi per circa tre anni ho gestito l’Ufficio Ausili e Protesi di Girifalco e nello stesso tempo svolgevo la mia attività professionale di psicologa presso il CTR di Squillace.

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Ma allora cosa fa nella struttura di Soverato?
Le spiego cosa è successo. Nel mese di agosto dell’anno 2021 è stata nominata il nuovo direttore del distretto di Soverato che ha manifestato da subito un comportamento arrogante e vessatorio nei miei confronti che con diversi atti e comportamenti mi ha esasperata e costretta a denunciarla per “mobbing”. Lei sosteneva che io non potevo più svolgere quella mansione perché “dovevo ricoprire una funzione corrispondente alla qualifica posseduta”. Faccio presente che nel Servizio di Fragilità e Cure di Soverato, quasi tutto il Personale opera con mansioni non corrispondenti alla propria qualifica: gli Assistenti Sociali, i Cuochi e gli Infermieri Professionali svolgono esclusivamente mansioni Amministrative. La dirigente ha pensato bene di trasferirmi (penalizzarmi) con una Disposizione di Servizio del 1 dicembre 2021 per due giorni la settimana dovevo prestare servizio presso il PUA (Punto Unico di Accesso) di Soverato e per i restanti tre giorni La settimana presso l’RSA/CP (Struttura Psichiatrica) di Girifalco. Avendo sempre lavorato per 40 anni nell’ambito della Riabilitazione dove ho acquisito conoscenza e competenza, ad un anno dalla pensione non posso svolgere un compito in una Struttura Psichiatrica con la necessaria preparazione che il nuovo impegno richiede. Per quanto attiene la mia attività al PUA di Soverato, da quando sono stata trasferita non ho mai svolto nessuna attività né di psicologa e né amministrativa la mia mansione consiste nello stare seduta su una sedia vicino ad una finestra senza far niente.

Lei ci scrive “vorrei riacquistare un poco di dignità” ci spieghi meglio.
Ho sempre pensato che la dignità venga prima di tutto e che nessuno ha il diritto di calpestarla. Come può la dirigente lasciarmi su quella sedia in una situazione di enorme disagio, esposta alla berlina e al ludibrio? Intendeva questo la dirigente quando nella Disposizione di Servizio dichiarava “l’urgenza del trasferimento per svolgere le funzioni corrispondenti alla qualifica posseduta”? La mia pretesa di essere rispettata come persona “in primis” e come professionista dopo, è una richiesta assurda? La dirigente ha valutato le conseguenze che il persistere di questa situazione può provocare alla mia persona?

Ha mai rivolto sollecitazioni di verificare la sua posizione ai dirigenti dell’ASP? Qual’ è stata la loro risposta?
Al direttore del Distretto di Soverato ho espresso le mie perplessità in merito al trasferimento e non ho avuto nessun riscontro. Ho comunicato al Direttore Generale la denuncia di “mobbing” nei confronti del direttore del Distretto di Soverato, ho chiesto un incontro ma non ho ricevuto nessuna risposta.

Ci sono colleghi che occupano la sua stessa posizione e che invece hanno diversa utilizzazione?
Quelli di cui io sono a conoscenza hanno sempre lavorato nei settori di loro competenza, anche se qualcuno pur non avendo carico di lavoro, continua “tranquillamente” a stare al suo posto senza essere contestato.

Lei è ad un passo dalla pensione, qual è la sua considerazione del lavoro che effettua all’ASP nel suo settore?
Fino ad agosto del 2021 io ho sempre lavorato con professionalità e con tranquillità, svolgendo la mia attività di psicologa con responsabilità e collaborazione fattiva con tutti i Responsabili del Servizio che si sono succeduti nel tempo.

Contattata l’ASP provinciale, nessuna dichiarazione sull’argomento se non un generico commento:  “verifica dei fatti per trovare una soluzione nell’interesse del lavoratore e dell’azienda“. Calabrianews è pronta a dare spazio ad eventuali precisazioni da parte degli enti chiamati in causa.

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