Obbligo di dimora per Mario Oliverio accusato di abuso di ufficio-VIDEO INTERCETTAZIONI

VIDEO INTERCETTAZIONI Catanzaro – Il gip distrettuale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza per il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, eletto nelle file del Pd. L’accusa è abuso di ufficio. Il provvedimento è stato emesso nell’ambito dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Cosenza in materia di appalti pubblici e chiamata “Lande desolate” che ha portato nelle province di Cosenza, Catanzaro e Roma, misure cautelari personali nei confronti di 16 persone, tra cui dirigenti della Regione Calabria e dipendenti pubblici e politici indagati a vario titolo per corruzione, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture.
La Dda di Catanzaro aveva chiesto gli arresti domiciliari per il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. Richiesta non accolta dal gip Pietro Carè che invece ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Il particolare è emerso nel corso della conferenza stampa tenuta dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, alla presenza anche del comandante regionale della Calabria della Guardia di Finanza, Fabio Contini e del comandante provinciale Marco Grazioli.
E’ stato possibile ricostruire violazioni e irregolarità nella gestione e nella conduzione degli appalti per l’ammodernamento dell’aviosuperficie di Scalea, degli impianti sciistici di Lorica e nella successiva fase di erogazione di finanziamenti pubblici.
Nei confronti di alcuni indagati viene ipotizzata anche l’aggravante dell’articolo 7 per avere agevolato la cosca di ‘ndrangheta Muto di Cetraro.
Dalle carte dell’inchiesta è emerso un completo asservimento di pubblici ufficiali, anche titolari di importanti e strategici uffici presso la Regione Calabria, alle esigenze dell’imprenditore Giorgio Barbieri attraverso una consapevole e reiterata falsificazione dei vari stati di avanzamento lavori ovvero l’attestazione nei documenti ufficiali di lavori non eseguiti al fine di far ottenere all’imprenditore l’erogazione di ulteriori finanziamenti comunitari altrimenti non spettanti.
Sotto questo profilo per gli inquirenti è «emblematica la spregiudicatezza che caratterizzava l’agire dell’imprenditore romano spinta al punto di porre in essere condotte corruttive nei confronti di pubblici funzionari, finalizzate al compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio consistenti in una compiacente attività di controllo sui lavori in corso, nell’agevolare il pagamento di somme non spettanti ovvero nel riconoscimento di opere complementari prive dei requisti previsti dal codice degli appalti oltre al mancato utilizzo di capitali propri dell’impresa appaltatrice in totale spregio degli obblighi previsti dai bandi di gara».
In carcere è finito Giorgio Ottavio Barbieri, 42 anni (già arrestato nel febbraio dello scorso anno nell’ambito di un’altra inchiesta perché accusato di essere intraneo alla cosca Muto);
Ai domiciliari:
Vincenzo De Caro, 66 anni
Gianluca Guarnaccia, 43 anni
Carmine Guido, 58 anni
Marco Trozzo, 46 anni
Francesco Tucci, 63 anni
Luigi Zinno, 64 anni
Obbligo di dimora:
Gerardo Mario Oliverio, 65 anni
Marco Oliverio, 44 anni
Sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per:
Rosaria Guzzo, 63 anni
Pasquale Latella, 54 anni
Damiano Francesco Mele, 52 anni
Paola Rizzo, 49 anni
Divieto temporaneo di esercizio di attività professionale e/o di impresa per:
Carlo Cittadini, 43 anni
Ettore Della Fazia, 58 anni
Gianbattista Falvo, 62 anni.