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	<title>Video - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 10 Oct 2026 08:45:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>VIDEO-Crotone: Presunta corruzione in appalti Asp, 13 indagati tra imprenditori e pubblici ufficiali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 08:44:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone stanno procedendo alla notifica di 13 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi dalla Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti, nella prospettiva accusatoria, responsabili di una serie indefinita di delitti di corruzione, previsti e puniti [&#8230;]</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone stanno procedendo alla notifica di 13 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, emessi dalla Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio, nei confronti di altrettanti indagati, ritenuti, nella prospettiva accusatoria, responsabili di una serie indefinita di delitti di corruzione, previsti e puniti dagli artt. 318 e 321 c.p., posti in essere anche nella forma associata. Le attività investigative – condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria sotto la costante opera di coordinamento dell’Ufficio di Procura – hanno consentito di far luce su alcuni presunti casi di malaffare connessi all’indizione ed alla gestione di diverse procedure volte alla fornitura di prodotti sanitari, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, indette, dal 2019 al 2021, dalle principali strutture sanitarie provinciali.</p>
<p>Il complesso degli elementi raccolti ha evidenziato il coinvolgimento, nelle trame illecite ricostruite, di pubblici funzionari, al tempo in servizio all’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, imprenditori e professionisti tutti a vario titolo implicati nelle dinamiche di manipolazione delle procedure di aggiudicazione. In tale contesto, in più occasioni sarebbe stata accertata l’anticipazione dei documenti di gara, la condivisione di informazioni riservate concernenti le determinazioni delle stazioni appaltanti, nonché la materiale predisposizione dei capitolati e dei disciplinari tecnici con l’intervento diretto dei referenti delle imprese da avvantaggiare.</p>
<p>Sarebbero stati ricostruiti, altresì, accordi corruttivi che prevedevano l’elargizione di controprestazioni monetarie, determinate nel loro importo in misura percentuale rispetto al valore delle commesse e, in molti casi, mascherate da fittizie prestazioni di consulenza. Al riguardo, nel corso delle indagini sono state monitorate e documentate plurime dazioni di denaro contante, il cui ammontare complessivo, supera i 45mila euro.</p>
<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-405235-2" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/GdiF-KR-1.mp4?_=2" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/GdiF-KR-1.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/GdiF-KR-1.mp4</a></video></div>
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		<title>VIDEO-Incendio alla discarica di Pianopoli, sindaca Cuda: “Faremo piena luce sull’accaduto”-REAZIONI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:17:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Valentina Cuda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sono volute lunghe ore di grande apprensione, ma finalmente l&#8217;incendio che ha colpito la discarica di Carratello è stato domato&#8221;. E&#8217; quanto scrive sui social la sindaca di Pianopoli, Valentina Cuda che aggiunge &#8220;Non conosciamo ancora la causa che lo ha scatenato, ma le forze dell&#8217;ordine e gli esperti sono al lavoro già da [&#8230;]</p>
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<div dir="auto">&#8220;Ci sono volute lunghe ore di grande apprensione, ma finalmente l&#8217;incendio che ha colpito la discarica di Carratello è stato domato&#8221;. E&#8217; quanto scrive sui social la sindaca di Pianopoli, <strong>Valentina Cuda</strong> che aggiunge &#8220;Non conosciamo ancora la causa che lo ha scatenato, ma le forze dell&#8217;ordine e gli esperti sono al lavoro già da ieri sera per capire esattamente cosa sia successo. Con il tecnico comunale siamo stati sul posto fino a tarda serata per seguire e monitorare la situazione da vicino,Insieme a noi c&#8217;era il Direttore Generale dell&#8217;Arpacal, il dottor Iannone, che ringrazio di cuore: dopo esserci sentiti al telefono, è accorso subito sul sito con la sua equipe per attivare immediatamente tutti i controlli ambientali necessari per la nostra sicurezza&#8221;. &#8220;Un grazie immenso e speciale &#8211; aggiunge la sindaca &#8211; va ai Vigili del Fuoco eroi instancabili e patrimonio determinate , senza il loro incredibile e costante lavoro , insieme al lavoro incessante e continuo del personale della discarica, avremmo rischiato il peggio. Voglio rassicurarvi: andremo fino in fondo a questa vicenda. Faremo piena luce sulle dinamiche dell&#8217;accaduto e metteremo in atto ogni azione necessaria per tutelare la nostra comunità. Vi terrò aggiornati&#8221;- conclude Valentina Cuda.</div>
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<div dir="auto">Intanto dall&#8217;<strong>Arpaca</strong>l <em>(secondo video)</em> fanno sapere che gli espertri e i tecnici hanno &#8220;effettuato immediatamente un sopralluogo alla presenza del sindaco e del caposquadra dei Vigili del Fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento. Il confronto sul posto è stato finalizzato a valutare la situazione e programmare le attività di controllo e monitoraggio ambientale da avviare in coordinamento con le istituzioni coinvolte e nel rispetto delle condizioni di sicurezza. Gli aggiornamenti sulle attività dell’Agenzia e sugli esiti degli accertamenti saranno comunicati attraverso i canali istituzionali&#8221;.</div>
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<div dir="auto">
<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">Anche il &#8216;<strong>Comitato No discarica Pianopoli</strong>&#8216; è intervenuto sulla vicenda: &#8220;A seguito dell&#8217;incendio che ha interessato la discarica di Pianopoli, a tutela dei cittadini, chiediamo immediate spiegazioni al gestore della discarica e agli enti competenti su quando accaduto e sulle possibili ripercussioni sulla popolazione e sull&#8217;ambiente. La situazione è grave. È necessario un immediato piano di monitoraggio dell&#8217;aria e delle acque per verificare la dispersione di inquinanti. Appena due settimane fa il Comitato si è riunito in pubblica assemblea a Cancello per discutere dell&#8217;evoluzione della discarica e delle nostre preoccupazioni. Ancora una volta ribadiamo il nostro No alla riapertura della discarica di Pianopoli e all&#8217;apertura di nuove discariche&#8221;- conclude il Comitato.</div>
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		<item>
		<title>VIDEO-Arrestato dai Carabinieri di Gioia Tauro il latitante Vincenzo La Rosa: La sua fuga finita a Parghelia</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-arrestato-dai-carabinieri-di-gioia-tauro-il-latitante-vincenzo-la-rosa-la-sua-fuga-finita-a-parghelia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:59:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; La latitanza è finita tra le villette e le strutture ricettive di un villaggio turistico di Parghelia, nel Vibonese. È qui che i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Gioia Tauro assieme ai colleghi dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” Calabria, hanno rintracciato e arrestato Vincenzo LA ROSA, ricercato da mesi dopo essersi sottratto all’esecuzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-404708-5" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Latitante-La-Rosa-Vincenzo-_compressed.mp4?_=5" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Latitante-La-Rosa-Vincenzo-_compressed.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Latitante-La-Rosa-Vincenzo-_compressed.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La latitanza è finita tra le villette e le strutture ricettive di un villaggio turistico di Parghelia, nel Vibonese. È qui che i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Gioia Tauro assieme ai colleghi dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” Calabria, hanno rintracciato e arrestato Vincenzo LA ROSA, ricercato da mesi dopo essersi sottratto all’esecuzione di un ordine di carcerazione. L’arresto è scattato al termine di un’articolata attività investigativa avviata dai militari su delega della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria diretta dal Dott. Gerardo Dominijanni.<br />
A far perdere le proprie tracce era stato lo stesso LA ROSA, già sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Il 9 febbraio 2026, infatti, la Procura Generale presso la Corte d’Appello aveva emesso nei suoi confronti un ordine di esecuzione per la carcerazione, dovendo espiare la pena di 6 anni di reclusione nell’ambito del procedimento denominato “Jail Express”.<br />
La condanna riguarda fatti risalenti al 2017 e i reati di estorsione aggravata in concorso, porto e detenzione illegale di armi e lesioni personali.</p>
<p>Quando i Carabinieri si erano presentati per dare esecuzione al provvedimento, però, dell’uomo non vi era più traccia. Le ricerche immediatamente avviate non avevano dato esito e LA ROSA era stato successivamente dichiarato latitante.<br />
Da quel momento è iniziata una complessa attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa di Gioia Tauro. Per mesi i militari dell’Arma hanno sviluppato accertamenti e attività tecniche, ricostruendo progressivamente la rete di contatti e gli spostamenti del ricercato, fino a individuare il luogo in cui aveva trovato rifugio. Il punto di svolta è arrivato nei giorni scorsi, quando gli elementi raccolti hanno condotto i militari sino a Parghelia. Il latitante si trovava all’interno di un villaggio turistico, dove i Carabinieri sono riusciti a sorprenderlo e a porre fine alla sua fuga.</p>
<p>Il quadro giudiziario a suo carico è particolarmente articolato. LA ROSA è destinatario anche di una condanna definitiva a 8 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso, nell’ambito del procedimento “Geolja”.<br />
Risulta, inoltre, condannato in primo grado alla pena di 25 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e sequestro di persona a scopo estorsivo. Tale pronuncia non è definitiva e, pertanto, nei suoi confronti trova applicazione il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.<br />
La cattura rappresenta l’esito di un’attività investigativa durata mesi, condotta con pazienza e discrezione dai Carabinieri della Sezione Operativa di Gioia Tauro, che hanno continuato a seguire ogni possibile traccia fino a individuare il nascondiglio del ricercato. Con l’arresto di LA ROSA si chiude così la ricerca di uno dei soggetti destinatari di un provvedimento di esecuzione per una condanna definitiva, restituendo efficacia all’ordine dell’Autorità Giudiziaria e confermando l’impegno dell’Arma nel contrasto alla criminalità organizzata e nella ricerca dei latitanti.</p>
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		<item>
		<title>VIDEO-Business false badanti comunitarie, operazione nazionale: 29 arresti, perquisizioni anche in Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 15:07:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; I finanzieri del Comando Provinciale di Bolzano hanno dato esecuzione ad una vasta operazione &#8211; che vede l’impiego di circa 220 militari in tutta Italia – disposta dalla locale Procura della Repubblica, sotto il coordinamento del Procuratore aggiunto Igor Secco, nell’ambito della quale sono in corso 95 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati. Le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-404617-6" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/DownloadFile_compressed-2.mp4?_=6" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/DownloadFile_compressed-2.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/DownloadFile_compressed-2.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>I finanzieri del Comando Provinciale di Bolzano hanno dato esecuzione ad una vasta operazione &#8211; che vede l’impiego di circa 220 militari in tutta Italia – disposta dalla locale Procura della Repubblica, sotto il coordinamento del Procuratore aggiunto Igor Secco, nell’ambito della quale sono in corso 95 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati. Le indagini, condotte dai militari della Compagnia di Merano, hanno consentito di individuare un gruppo criminale, attivo nel territorio alto-atesino ma con ampie ramificazioni in altre aree del Paese, dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e allo sfruttamento lavorativo di cittadine straniere da impiegare come assistenti familiari (&#8220;badanti&#8221;). Al vertice del gruppo due cittadine georgiane, cui era affidato il compito di reclutare in madrepatria connazionali in cerca di occupazione, che venivano fatte arrivare in Italia in clandestinità e sistemate in abitazioni messe a disposizione di un cittadino italiano, organico alla compagine criminale, per essere poi collocate presso ignare famiglie, per lo più altoatesine o trentine, in cerca di collaboratrici domestiche e badanti.</p>
<p>A rassicurare i “datori di lavoro”, come detto estranei ai reati contestati dalla Procura di Bolzano, la circostanza di essersi rivolti, allo scopo di assumere le collaboratrici, ad una avviata e formalmente regolare agenzia di collocamento al lavoro di Merano, gestita da due italiani, perfettamente consapevoli dello status di cittadine extracomunitarie delle lavoratrici. Il meccanismo di frode scoperto dalle fiamme gialle meranesi era ben strutturato: attraverso l&#8217;alterazione dei dati anagrafici e la fabbricazione di documenti d&#8217;identità contraffatti, oltre cento donne georgiane hanno ottenuto falsi codici fiscali, venendo presentate come cittadine comunitarie. Tale stratagemma ha consentito al gruppo criminale di eludere le stringenti regole per l’assunzione di cittadini stranieri ed i limiti imposti annualmente dal decreto flussi, il provvedimento con il quale il Governo stabilisce il numero massimo di lavoratori stranieri non comunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro. Nel corso dell’attività investigativa è emerso come il sodalizio abbia imposto un controllo pervasivo sulla vita delle lavoratrici, che spesso venivano private dei propri documenti identificativi e subivano il trasferimento da una famiglia all&#8217;altra in base alle convenienze della rete, senza essere in alcun modo interpellate. Inoltre le lavoratrici, oltre a vivere in condizioni di precarietà, venivano sistematicamente costrette a cedere parte del proprio salario o a corrispondere regalie alle “caporali” in cambio dell&#8217;impiego e della fittizia regolarizzazione.</p>
<p>L’attività investigativa ha portato complessivamente alla denuncia a vario titolo di 101 persone fisiche per reati gravi, tra cui l’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato), il possesso e la fabbricazione di documenti d&#8217;identificazione falsi, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato. Le perquisizioni in corso, finalizzate alla ricerca di falsi documenti, supporti informatici e ulteriore documentazione utile alle indagini, hanno interessato capillarmente le province di Bolzano, Trento, Udine, Crotone, Reggio Emilia, <strong>Reggio Calabria,</strong> Gorizia, Pordenone, Pisa e Bologna. Nel corso delle operazioni, i finanzieri hanno già proceduto all&#8217;arresto in flagranza di reato di n. 29 soggetti, trovati in possesso di documenti falsi validi per l&#8217;espatrio, che sono stati posti sotto sequestro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-business-false-badanti-comunitarie-operazione-nazionale-29-arresti-perquisizioni-anche-in-calabria/">VIDEO-Business false badanti comunitarie, operazione nazionale: 29 arresti, perquisizioni anche in Calabria</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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		<title>VIDEO-Frode Iva internazionale su materie plastiche anche in Calabria, 18 misure cautelari</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/video-frode-iva-internazionale-su-materie-plastiche-anche-in-calabria-18-misure-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 14:43:02 +0000</pubDate>
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<p>I militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Torino e Ancona, all’esito di articolate indagini coordinate dalla Procura Europea (EPPO – European Public Prosecutor’s Office) – Ufficio di Torino, hanno dato esecuzione, nella giornata di ieri, a un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torino nei confronti di 18 indagati per le ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi all’IVA a carattere transnazionale nel settore del commercio di materie plastiche, attraverso l’utilizzo di un articolato schema “carosello”. All’esecuzione dei provvedimenti cautelari e alle connesse perquisizioni personali e locali hanno provveduto oltre 140 Finanzieri dei Nuclei di polizia economico-finanziaria di Torino e Ancona, supportati dai militari in forza ai Reparti territorialmente competenti in Piemonte, Marche, Lazio, Veneto, Lombardia, Puglia e <strong>Calabria</strong>, con l’ausilio di unità cinofile “cash dog”.</p>
<p>In particolare, le investigazioni delle Fiamme gialle dei Nuclei pef di Ancona e Torino hanno consentito di rilevare l’utilizzo strumentale, da parte della citata associazione per delinquere con base nelle Marche e ramificazioni in diverse regioni del territorio nazionale e all’estero, di società “cartiere” e “filtro”, con sedi in Italia, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e Ungheria, attraverso cui venivano scambiate fatture per operazioni inesistenti finalizzate a consentire ai “formali” acquirenti della merce (polimeri plastici o, in alcuni casi, anche calzature) di detrarre indebitamente l’Imposta sul valore aggiunto applicata alle transazioni, in massima parte mai effettivamente realizzate.</p>
<p>Nel dettaglio, l’associazione criminale – secondo le risultanze emerse a conclusione di articolate attività di intercettazione, osservazione e pedinamento, riconciliate con gli esiti degli accertamenti bancari e delle mirate analisi operate attraverso le banche dati in uso al Corpo – si sarebbe occupata della gestione di tutte le società (“fornitori” e “interposti”) a vario titolo inserite nel meccanismo fraudolento, simulando transazioni commerciali il cui unico scopo era quello di far emergere, solo documentalmente, l’avvenuto acquisto di merci da parte dei committenti nazionali con conseguente diritto alla detrazione dell’IVA, attraverso società di comodo (“filtro”) ubicate all’estero e nel nord e centro Italia (prive di struttura operativa e di dipendenti e intestate a meri “prestanome”) che, tuttavia, omettevano sistematicamente la presentazione delle dichiarazioni e il versamento dell’imposta dovuta.</p>
<p>In taluni casi, nelle fasi iniziali della frode, è emerso che, a fronte di trasferimenti fisici delle stesse partite di merce dall’ltalia (Gorizia) all’Austria (Furnitz o Villach) e viceversa, risultavano emesse distinte fatture che documentavano, peraltro, cessioni a società dell’Est Europa cui la citata merce non veniva, in realtà, mai spedita. Pertanto, ai clienti finali perveniva sempre la medesima partita di materiale, peraltro, con lo stesso packaging, pur a fronte di diverse fatture.</p>
<p>I proventi dell’evasione venivano, poi, utilizzati per remunerare i soggetti inseriti nell’intera struttura, che si avvaleva anche di un circuito di “finanziatori” esterni che fornivano ai promotori della frode ingenti somme di denaro a prestito, impiegate per alimentare il circuito circolare dei pagamenti a supporto delle false fatturazioni.</p>
<p>All’esito delle indagini, gli elementi investigativi acquisiti dai finanzieri marchigiani (inizialmente coordinati dalla Procura della Repubblica di Ancona) e piemontesi, valorizzati e “messi a sistema” dalla Procura Europea, hanno consentito di accertare l’emissione e l’utilizzo, nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022, di fatture per operazioni inesistenti per un ammontare di circa 100 milioni di euro, con un correlato danno dei bilanci dell’Unione europea e dello Stato italiano quantificato in circa 25 milioni di euro, corrispondente al profitto della frode contestata, e il coinvolgimento nello schema fraudolento di 56 persone, a vario titolo, nella gestione di 34 imprese nazionali (tra “missing trader”, “buffer” e “broker”) e 8 società estere (“conduit”), ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode IVA, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione e indebita compensazione di crediti d’imposta.</p>
<p>Sulla scorta del compendio indiziario acquisito, il G.I.P. presso il Tribunale di Torino, su proposta del Procuratore Europeo Delegato del capoluogo piemontese, ha emesso un apposito provvedimento a carico dei principali indagati, disponendo l’esecuzione di 11 ordinanze di custodia cautelare (di cui 8 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) e 7 provvedimenti di interdizione (divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) nei confronti, tra gli altri, di imprenditori e professionisti coinvolti attivamente nella frode.</p>
<p>Con il medesimo provvedimento è stato, altresì, disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie e beni mobili e immobili nei confronti di 23 persone fisiche e 16 imprese, fino a concorrenza dell’importo di circa 25 milioni di euro, somma quantificata quale profitto complessivo degli illeciti contestati.</p>
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		<title>VIDEO-La Guardia di finanza sequestra una piantagione di cannabis nel Crotonese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 16:46:32 +0000</pubDate>
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<p>I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, a seguito di una segnalazione della Sezione Aerea di Lamezia Terme, hanno individuato e sequestrato una piantagione composta da 72 piante di cannabis, coltivata nelle aree montane della frazione di Papanice. L&#8217;operazione, nata nell&#8217;ambito dei servizi di prevenzione e repressione dello spaccio di stupefacenti, è stata predisposta ed eseguita dalle Sezioni Operative Pronto Impiego del Gruppo.</p>
<p>I Finanzieri sono riusciti a penetrare in una vera e propria serra a cielo aperto, perfettamente mimetizzata nel fitto della macchia mediterranea. Protetti da una barriera di alti rovi, i responsabili avevano infatti opportunamente ricavato un terreno adibito alla coltivazione, all&#8217;interno del quale crescevano rigogliose numerose piante di marijuana. I vegetali, carichi di infiorescenze in avanzato stato di maturazione, superavano in gran parte i 2 metri di altezza. Dalla coltivazione si sarebbero potuti ricavare circa 40 kg di sostanza stupefacente, la cui vendita sul mercato illecito avrebbe generato profitti stimati per quasi mezzo milione di euro.</p>
<p>A garantire la perfetta efficienza della piantagione era un collaudato sistema di gestione: l&#8217;intera area era servita da un tubo per l&#8217;irrigazione accuratamente nascosto tra i rovi, che alimentava il sito consentendo alle piante di idratarsi e svilupparsi in totale autonomia. Le delicate operazioni di ricognizione e sequestro dell&#8217;area sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal Procuratore &#8211; Dott. Domenico Guarascio. Nel frattempo, sono in corso specifiche attività investigative mirate a identificare e rintracciare i responsabili della coltivazione illegale.</p>
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		<title>VIDEO-Guardia di finanza sequestra in Calabria 19 piantagioni di canapa, valore oltre 8,3 mililoni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 15:23:35 +0000</pubDate>
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<p>Il Comando Regionale Calabria, nell’ultimo bimestre, ha posto in essere, per il tramite dei dipendenti Reparti con le relative componenti specialistiche, un mirato dispositivo operativo finalizzato a prevenire il diffuso fenomeno della produzione di sostanze stupefacenti, del tipo cannabis indica, notoriamente favorita dalla particolare morfologia territoriale della regione e dalle condizioni climatiche.</p>
<p>L’intensificazione dell’attività di controllo delle aree ritenute particolarmente a rischio, a partire da quelle impervie e ricche di vegetazione, ha consentito di individuare e sequestrare 19 piantagioni di canapa indiana in diverse località montuose costituite complessivamente da 5.550 piante.</p>
<p>Le stesse, una volta giunte a completa maturazione e sottoposte al processo di lavorazione e confezionamento, avrebbero consentito, all’esito dell’immissione in commercio dello stupefacente, illeciti guadagni per le organizzazioni criminali, per oltre 8,3 milioni di euro.</p>
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		<title>VIDEO-Al Complesso Monumentale di San Domenico i corsi di laurea Infermieristica e Fisioterapia dell’Unical</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 16:05:39 +0000</pubDate>
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<p>È stato inaugurato questa mattina il Complesso Monumentale di San Domenico, al termine di oltre tre anni di lavori di ristrutturazione, recupero e valorizzazione. Una giornata destinata a segnare una nuova tappa nel percorso di rigenerazione del centro storico di Cosenza, coincisa con la consegna delle chiavi della struttura al Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, e con l’apertura del nuovo Anno Accademico delle Professioni sanitarie nella città capoluogo. Il Complesso di San Domenico ospiterà, infatti, i corsi di laurea in Infermieristica e Fisioterapia dell’Unical, consolidando la presenza dell’Ateneo nel cuore della città e creando le condizioni per portare, a regime, circa mille studenti nel centro storico.</p>
<p>“Ci abbiamo creduto e abbiamo lavorato tanto – ha affermato il sindaco Franz Caruso –. In tre anni abbiamo consegnato questo meraviglioso complesso monumentale alla città, facendolo fruire a quel mondo verso il quale abbiamo rivolto le nostre attenzioni fin dal primo momento: il mondo universitario. Portare qui due corsi di laurea del polo sanitario, Infermieristica e Fisioterapia, significa ospitare, quando andrà a regime nel biennio, mille studenti, mille giovani che vivranno quest’area e la città”. “Non abbiamo creato muri o spazi vuoti – ha proseguito il Primo Cittadino &#8211; ma abbiamo ristrutturato un immobile importante, forse il più importante della città, per destinarlo ad un’attività di grande valore che è quella della formazione di nuovi professionisti della sanità. Abbiamo ridato vita a quest’immobile, non lo abbiamo riempito di qualcosa di statico, ma ne abbiamo fatto un’entità dinamica. Qui ci saranno cultura, formazione, professioni e istruzione”.</p>
<p>“L’Università è sbarcata a Cosenza – ha, quindi, sottolineato, Franz Caruso–. L’abbiamo portata nella nostra città realizzando il sogno che tutti i miei predecessori avevano inseguito, destinandole uno dei monumenti più importanti della nostra cultura e della nostra storia. Abbiamo investito 6 milioni di euro per ristrutturare questo immobile e adeguarlo alle esigenze dell’Università e oggi questo mondo entra nel nostro Complesso di San Domenico, entra nella città di Cosenza, entra nel nostro centro storico. È vita che diamo a questa parte meravigliosa, che è la più bella e storica del nostro territorio. Sono particolarmente orgoglioso di questo risultato e ringrazio tutti coloro i quali hanno contribuito a raggiungerlo”. Nel corso della cerimonia, il sindaco ha inoltre annunciato un nuovo finanziamento per migliorare ulteriormente la struttura, confermando la volontà dell’Amministrazione comunale di proseguire nel percorso di valorizzazione del complesso.</p>
<p>La cerimonia, moderata da Fabio Vincenzi, ha visto gli interventi del Magnifico Rettore dell’Unical Gianluigi Greco, del professor Vincenzo Pezzi, direttore del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione, dell’assessore ai Lavori pubblici Damiano Covelli, del direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza Pino Pasqua e di Padre Adriano Titone, rettore della Chiesa di San Domenico, che ha portato anche il saluto dell’arcivescovo metropolita, monsignor Giovanni Checchinato.</p>
<p>“Esprimo grande soddisfazione per la consegna di questi spazi all’interno del Complesso Monumentale di San Domenico, una cornice di straordinaria bellezza che impreziosisce l’esperienza universitaria dei nostri studenti e studentesse di Professioni sanitarie &#8211;  ha affermato il Magnifico Rettore Gianluigi Greco &#8211; I nuovi locali, oggi ancora più funzionali e attrezzati, arricchiti dalle nuove aree per la mensa, ci consentiranno di garantire una didattica d’eccellenza per i corsi di Infermieristica e Fisioterapia, che proprio in questa sede continueranno a formare i professionisti della sanità di domani”. “Si tratta di un traguardo importante, frutto di una virtuosa e concreta sinergia istituzionale. Con il Comune condividiamo l’impegno di valorizzare il cuore della città capoluogo, ponendo le studentesse e gli studenti sempre più al centro del nostro progetto”, ha concluso il Rettore Greco, annunciando nuove collaborazioni con l’Amministrazione comunale, nelle quali avrà un ruolo importante anche il Centro Internazionale di Studi Telesiani, Bruniani e Campanelliani, la cui nascita si deve al compianto prof. Nuccio Ordine.</p>
<p>La mattinata si è conclusa con la dichiarazione di apertura dell’Anno Accademico delle Professioni sanitarie da parte del Magnifico Rettore Gianluigi Greco, accompagnato dal sindaco Franz Caruso nella visita ai nuovi spazi del Complesso Monumentale di San Domenico. &#8220;Con San Domenico- si legge in una nota del Comune &#8211;  Cosenza restituisce alla propria comunità un luogo storico trasformandolo in uno spazio contemporaneo di sapere, formazione e socialità. Un investimento sul patrimonio della città che diventa, soprattutto, un investimento sui giovani e sul futuro di Cosenza&#8221;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-403457" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/consegna-chiavi-Complesso-San-Dpmenico.jpg" alt="" width="707" height="468" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/consegna-chiavi-Complesso-San-Dpmenico.jpg 1600w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/consegna-chiavi-Complesso-San-Dpmenico-300x199.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/consegna-chiavi-Complesso-San-Dpmenico-1024x678.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/consegna-chiavi-Complesso-San-Dpmenico-768x508.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/consegna-chiavi-Complesso-San-Dpmenico-1536x1017.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/consegna-chiavi-Complesso-San-Dpmenico-635x420.jpg 635w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/consegna-chiavi-Complesso-San-Dpmenico-696x461.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/consegna-chiavi-Complesso-San-Dpmenico-1068x707.jpg 1068w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></p>
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		<title>VIDEO-Ragazzino di nazionalità indiana aggredito da coetanei a Siderno: Identificati gli autori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:01:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Sono stati tutti identificati i ragazzini, che avrebbero tra i 13 ed i 16 anni, autori di un&#8217;aggressione ai danni di un loro coetaneo di nazionalità indiana avvenuta a Siderno, nella Locride, sul lungo il centrale Corso della Repubblica, e il cui video è diventato virale sui social. La loro posizione è ora al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-403472-11" width="696" height="1237" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Siderno-aggresione.mp4?_=11" /><a href="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Siderno-aggresione.mp4">https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Siderno-aggresione.mp4</a></video></div>
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<p>Sono stati tutti identificati i ragazzini, che avrebbero tra i 13 ed i 16 anni, autori di un&#8217;aggressione ai danni di un loro coetaneo di nazionalità indiana avvenuta a Siderno, nella Locride, sul lungo il centrale Corso della Repubblica, e il cui video è diventato virale sui social. La loro posizione è ora al vaglio della Procura per i minorenni di Reggio Calabria. Nel video si vedono gli aggressori che dopo avere accerchiato il ragazzino lo insultano ripetutamente e poi lo colpiscono con schiaffi, pugni e calci. La violenta aggressione fisica è stata ripresa da qualcuno dei giovanissimi presenti. Il video, rimbalzato nel giro di poche ore sulle chat e sui social, ha provocato sdegno e condanna in tutta la Locride. Sull&#8217;episodio stanno indagando i carabinieri.</p>
<p>«Le terrificanti immagini dell’aggressione da parte di un gruppo di ragazzini ai danni di un loro coetaneo sono tutto ciò che non rappresenta la nostra Città». È quanto ha dichiarato il Sindaco di Siderno <strong>Mariateresa Fragomeni</strong> dopo la diffusione di un video divenuto virale sui social network in cui viene ripreso il pestaggio avvenuto sul Corso della Repubblica sabato scorso. Un episodio che ha scosso l’opinione pubblica e a seguito del quale il Primo Cittadino ha subito contattato le Forze dell’Ordine che sono intervenute prontamente, indagando sull’accaduto e identificando gli aggressori.</p>
<p>«Sappiamo bene – ha aggiunto Mariateresa Fragomeni –  che sono tempi complessi, che la mancanza di riferimenti e le difficoltà possono portare a compiere gesti di cui ci si pentirà per tutta la vita. È però importante condannare, senza alcun distinguo, quanto successo affinché non succeda mai più». Un episodio di una gravità assoluta, che oltre a rischiare di ledere l’immagine di una comunità composta da persone oneste, laboriose e rispettose delle regole, preoccupa dal punto di vista delle crescita delle future generazioni che non può contemplare alcuna forma di pratica della violenza, mentalità e costumi criminali.</p>
<p>«Come istituzioni continueremo, in sinergia con le Forze dell’Ordine, a vigilare su ogni fenomeno di devianza. Giova ricordare che abbiamo presentato un progetto per implementare il sistema di videosorveglianza sul territorio comunale, al fine di richiedere un adeguato finanziamento. L’auspicio è che il Governo nazionale possa destinare le dovute risorse perché la sicurezza dei cittadini è una priorità assoluta». Tuttavia, il Sindaco Fragomeni ha ben presente che la repressione da sola non basta che risulta assolutamente necessario uno sforzo comune sulla prevenzione di certi fenomeni. «Per questo – ha concluso – ci appelliamo al contributo indispensabile delle famiglie, della scuola e di tutte le agenzie educative affinché certi episodi non accadano mai più. Siderno ripudia la violenza e ogni forma di prevaricazione».</p>
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		<title>VIDEO-Protesta agricoltori caro carburanti, tensione allo svincolo sulla A2 a Pizzo: &#8220;non ce la facciamo più&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 12:35:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/video-protesta-agricoltori-caro-carburanti-tensione-allo-svincolo-sulla-a2-a-pizzo-non-ce-la-facciamo-piu/">VIDEO-Protesta agricoltori caro carburanti, tensione allo svincolo sulla A2 a Pizzo: &#8220;non ce la facciamo più&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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<p>Momenti di tensione e commozione questa mattina allo svincolo di Pizzo (Vibo Valentia) dell&#8217;A2 Salerno-Reggio Calabria, dove prosegue la protesta degli agricoltori calabresi contro il caro carburante e la crisi del settore. Un manifestante, sopraffatto dalla disperazione, si è sdraiato sull&#8217;asfalto con le lacrime agli occhi. Attorno a lui si sono stretti altri agricoltori, alcuni con le mani sul volto, altri abbracciati ai colleghi. La scena si è consumata nei momenti di maggiore tensione, davanti al dispositivo delle forze dell&#8217;ordine schierato per impedire l&#8217;accesso diretto all&#8217;autostrada. Alcuni manifestanti hanno tentato di superare lo sbarramento.</p>
<p>Sul posto gli agenti del XII Reparto mobile di Reggio Calabria, i carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia e la Digos della Questura vibonese. L&#8217;accesso all&#8217;A2 è stato contenuto e, nonostante il confronto teso, i funzionari presenti hanno mantenuto il dialogo con i manifestanti per evitare un&#8217;escalation.  La mobilitazione, in corso da giorni in diversi punti della Calabria, ha ormai assunto dimensioni regionali. Questa mattina era atteso a Pizzo l&#8217;arrivo di altri agricoltori dal Crotonese, con numerosi trattori diretti al presidio.</p>
<p>Alla base della protesta, secondo i manifestanti, c&#8217;è una crisi che va oltre il caro carburante e coinvolge i costi di produzione, i prezzi riconosciuti alle aziende agricole, i danni provocati dalla fauna selvatica e la concorrenza dei prodotti esteri. Il nodo principale resta la distanza tra le spese sostenute e il prezzo di vendita dei prodotti, un equilibrio che, denunciano gli agricoltori, mette a rischio la sopravvivenza stessa delle aziende. Nei giorni scorsi la protesta aveva già provocato rallentamenti alla circolazione: i trattori avevano raggiunto lo svincolo e i mezzi erano stati periodicamente spostati per consentire il deflusso delle auto.</p>
<p><em>(Ansa)</em></p>
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