Categoria: Italia Mondo

  • Azienda regala per Natale 6700 euro a ciascun dipendente come premio di produttività

    Azienda regala per Natale 6700 euro a ciascun dipendente come premio di produttività

    Trascorreranno sicuramente un Natale più sereno i dipendenti della Meic Services Spa di Gela (Caltanissetta), una azienda che si occupa di forniture di gas metano, impiantistica industriale, montaggi e costruzione di tubazioni, e che ha deciso di premiare quanti lavorano per loro, ovvero trenta persone che riceveranno un premio di produttività di 200 mila euro. Un premio di fine anno, che i dipendenti della azienda di Gela riceveranno per la seconda volta consecutiva. La gratifica media per ciascun lavoratore è di 6.700 euro, riparametrati secondo taluni criteri di valutazione e il livello di inquadramento, “frutto di un anno di lavoro impegnativo ma florido”, fanno sapere dalla Meic, trasformatasi da Srl a Spa nel 2019. È un po’ come se in questa azienda si incassassero 18-19 mensilità. I dipendenti ovviamente non possono che essere felici del regalo di Natale, ed è entusiasta anche l’amministratore delegato Maurizio Melfa, insignito, la settimana scorsa, del premio nazionale “Adriano Olivetti, quale esempio di produttività imprenditoriale e solidarietà sociale”. Melfa ha voluto evidenziare che “un dipendente felice è un dipendente motivato e produttivo”. A suo dire, se ci sono utili è giusto che ci siano per tutti. “Spero che il nostro esempio possa essere d’ispirazione per altri onesti e bravi imprenditori”, ha aggiunto l’amministratore delegato spiegando che lo scorso anno l’azienda aveva ironicamente inventato la diciottesima e quest’anno “si è voluta superare”. “Nonostante gli enormi sforzi che rappresenti, fare impresa in Italia, con un carico fiscale alle stelle, niente ci fa desistere dal desiderio di condividere con i nostri compagni di avventura gli utili prodotto dall’Azienda”, ha detto ancora.

  • Incidente sull’A2 tra Rogliano e Cosenza, scontro tra auto e camion: un morto

    Incidente sull’A2 tra Rogliano e Cosenza, scontro tra auto e camion: un morto

    Un incidente mortale si è verificato pochi minuti fa sull’autostrada A2 tra gli svincoli di Rogliano e Cosenza in Calabria. Almeno una persona è morta, di cui ancora non si conosce l’identità, e alcuni operai che stava eseguendo lavori sulla carreggiata, sarebbero rimasti coinvolti dallo scontro tra un camion e un’auto all’altezza del km 264,000 per cause che sono ancora in via di accertamento. Sul posto sono giunti vigili del fuoco, polizia stradale e ambulanze del 118. Grossi disagi anche alla circolazione: il traffico è paralizzato con notevoli disagi ed una coda di circa sei chilometri in direzione Nord. Al momento, per tutti i veicoli è disposta l’uscita obbligatoria presso lo svincolo di Falerna mentre per i soli veicoli locali il transito è consentito fino allo svincolo di Rogliano-Piano Lago.

  • Operazione “Rinascita” Coinvolti avvocati, politici, imprenditori e il comandante della polizia municipale di Vibo NOMI

    Operazione “Rinascita” Coinvolti avvocati, politici, imprenditori e il comandante della polizia municipale di Vibo NOMI

    Arresti eccellenti in tutto il Vibonese con oltre 300 arresti in tutta Italia e all’estero. Sono 416 gli indagati. Questo è il bilancio di una maxi operazione contro la ‘ndrangheta condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia che ha disarticolato tutte le organizzazioni di ‘ndrangheta della provincia di Vibo Valentia, facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi.
    Tra i nomi eccellenti c’è quello dell’avvocato Catanzarese Giancarlo Pittelli del foro di Catanzaro e il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo. Un provvedimento di divieto di dimora è stato anche notificato, con l’ipotesi di accusa di concorso esterno, a Nicola Adamo, ex vice presidente della giunta regionale. Ai domiciliari l’ex consigliere regionale del Pd Pietro Giamborino e il segretario del Psi calabrese Luigi Incarnato.
    Fra i principali arrestati ci sono: il boss di Limbadi Luigi Mancuso, il comandante della Polizia municipale di Vibo Valentia Filippo Nesci, Pasquale Gallone di Nicotera, Francesco Gallone, pure lui di Nicotera, l’imprenditore nel settore della ristorazione Gianfranco Ferrante di Vibo Valentia, l’imprenditore edile residente a San Calogero Antonio Prestia, Domenico Anello di Curinga, Agostino Redi di Limbadi, Emanuele La Malfa di Nicotera, Danilo Tripodi, impiegato del Tribunale di Vibo Valentia, Lello Tomeo di Nicotera, Salvatore Tulosai di Vibo Valentia, Vincenzo Mantella di Vibo, Leoluca Lo Bianco (detto “U Rozzu”, Michelino Scordamaglia, Salvatore Furlano, Domenico (Mommo) Macrì, Domenico e Giuseppe Camillò, Carmelo D’Andrea (alias “Coscia Agnejiu), Giovanni D’Andrea, Antonio Lopez, tutti di Vibo Valentia, Giovanni Giamborino di Piscopio, Antonino e Michelangelo Barbieri di Pannaconi di Cessaniti, il boss Antonio La Rosa di Tropea (alias “Ciondolino”), Francesco La Rosa di Tropea (alias “U Bimbu”), Antonio Scrugli, fruttivendolo di Vibo Valentia, gli imprenditori Francesco e Carmelita Isolabella di Pizzo Calabro, Daniele Pulitano di Pizzo, Luigi Vitrò, Caterina Pettinato. Fra i destinatari della misura cautelare anche l’imprenditore nel settore abbigliamento (con negozio sul corso di Vibo Valentia) Mario Artusa.

  • Neonata nigeriana muore in ospedale. Insulti razzisti alla madre: «Tanto ne sfornate altri»

    Neonata nigeriana muore in ospedale. Insulti razzisti alla madre: «Tanto ne sfornate altri»

    La vicenda, accaduta lo scorso sabato e riportata dai quotidiani locali, ha fatto subito il giro della rete, scatenando l’incredulità e le critiche degli utenti del web. Testimone della scena una consigliera comunale, Francesca Gugliatti, 25 anni e maestra di scuola primaria, che ha raccontato al Corriere della Sera: “Non stavo bene, mia mamma mi ha accompagnato in ospedale”. E proprio mentre era in astanteria, ad aspettare il suo turno, ha assistito alla scena.
    All’improvviso, verso le 10.30, nella sala d’attesa del pronto soccorso dell’ospedale di Sondrio si sono diffuse delle grida “disperate intervallate da singhiozzi”. Poco prima, diverse persone avevano visto una donna nigeriana di 22 anni entrare in pronto soccorso con una bimba tra le braccia. E sarebbero bastate le urla, perché tra i presenti si iniziasse a parlare di “riti tribali”, “satanismo” e “tradizioni loro”. Qualcuno avrebbe addirittura chiesto di mettere “a tacere quella scimmia”. Poi, quando verso mezzogiorno si viene a sapere della morte della neonata, un uomo sulla sessantina commenta: “Tanto ne sfornano uno all’anno”. Come se questo, se anche fosse vero, bastasse a placare il dolore di una mamma che ha perso la sua bambina. Poi, quando alle 16 arriva ufficialmente la notizia della morte della piccola di 5 mesi, nella sala “cade il gelo”.
    Restano ancora sconosciute le cause che hanno portato al decesso della bimba. Potrebbe essersi trattato di una “morte bianca”, quelle che colpiscono i neonati in culla. Ma solo l’esito dell’autopsia potrà far luce sulle cause che hanno tolto la vita alla neonata. Secondo quanto ricostruito dal Corriere, la madre era in casa con la sua bambina, quando si è accorta che non riusciva a respirare bene. Allora è scesa in strada per chiedere aiuto e un uomo la ha accompagnata in ospedale. In pronto soccorso sono arrivati anche i carabinieri, ma nessuno avrebbe sentito i commenti delle persone in astanteria. Tutti erano concentrati nel cercare di salvare la piccola.
    “Quando c’è di mezzo la morte la pietà deve prevalere su tutto”, dice il direttore generale della Asst Valtellina Alto Lario, scuotendo la testa.

  • Pedofilia, il Papa abolisce il ‘segreto pontificio’ sugli abusi

    Pedofilia, il Papa abolisce il ‘segreto pontificio’ sugli abusi

    Papa Francesco ha abolito il “segreto pontificio” sui casi di abusi sessuali commessi da chierici sui minori. E’ l’effetto del Rescriptum ex audientia pubblicato oggi con cui si promulga un’Istruzione “Sulla riservatezza delle cause”. All’articolo 1 si prevede infatti che “non sono coperti dal segreto pontificio le denunce, i processi e le decisioni riguardanti i delitti” in materia di abusi su minori, di cui nel Motu proprio “Vos estis lux mundi” e nelle norme “de gravioribus delictis”. Il Papa ha anche stabilito che il reato di pedopornografia sussiste fino a quando i soggetti ripresi nelle immagini hanno l’età di 18 anni, e non solo 14 com’era finora. E’ l’effetto di un Rescriptum ex audientia pubblicato oggi con alcune modifiche alle “Normae de gravioribus delictis”. L’altra modifica riguarda l’abolizione della norma secondo cui il ruolo di avvocato e procuratore, nelle cause per abusi in sede di Tribunali diocesani e Dottrina della fede, doveva essere adempiuto da un sacerdote. Ora potrà essere un laico.
    La nuova Istruzione prevede anche, all’articolo 2, che “l’esclusione del segreto pontificio sussiste anche quando tali delitti siano stati commessi in concorso con altri delitti”. L’articolo 3 specifica che “nelle cause di cui al punto 1, le informazioni sono trattate in modo da garantirne la sicurezza, l’integrità e la riservatezza ai sensi dei canoni 471, 2° CIC e 244 õ2, 2° CCEO, al fine di tutelare la buona fama, l’immagine e la sfera privata di tutte le persone coinvolte”: in sostanza, la soggezione di questi delitti al “segreto pontificio” viene fatta regredire al semplice “segreto d’ufficio” previsto a tutela della buona fama delle persone coinvolte. In ogni caso, secondo l’articolo 4, “il segreto d’ufficio non osta all’adempimento degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali, compresi gli eventuali obblighi di segnalazione, nonché all’esecuzione delle richieste esecutive delle autorità giudiziarie civili”. Il che comporterà una migliore collaborazione con le magistrature dei diversi Stati e anche un più agevole espletamento dell’”obbligo di denuncia” da parte dei superiori nei casi di abusi, già previsto dalle altre normative introdotte da papa Francesco.
    “A chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni”, prevede infine l’articolo 5, “non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa”.
    Papa Francesco ha accettato la rinuncia all’incarico di nunzio apostolico in Francia, presentata da monsignor Luigi Ventura. L’arcivescovo Ventura, 75 anni compiuti il 9 dicembre, nunzio a Parigi dal 2009, è sotto indagini da parte della magistratura francese per molestie sessuali. A far partire le indagini, le denunce di un paio di giovani funzionari del municipio di Parigi. A detta delle vittime le aggressioni si sarebbero verificate anche durante cerimonie ufficiali all’Hotel de Ville.

    (Ansa)

  • Auguri a Papa Francesco: ieri ha compiuto 83 anni

    Auguri a Papa Francesco: ieri ha compiuto 83 anni

    Il 17 dicembre 1936 è nato a Buenos Aires Papa Francesco che ieri festeggia 83 anni d’età. Nessun festeggiamento in particolare, anche se non si esclude che possa pranzare con i senzatetto di Roma, come già successo negli anni passati.
    Gli auguri di Sergio Mattarella: “L’incessante attività pastorale di Papa Francesco continua a sollecitare i popoli e le nazioni a superare le divisioni, a preservare la pace, a impegnarsi nel dialogo”.

  • Nicola Gratteri a Striscia la notizia: La statua di Sant’Agazio va tolta

    Nicola Gratteri a Striscia la notizia: La statua di Sant’Agazio va tolta

    Nicola Gratteri ai microfoni del Tg satirico di Antonio Ricci ha dichiarato: «La statua va tolta perché rappresenta proprio una forma di esternazione del potere da parte della famiglia mafiosa. Tra l’altro la ‘ndrina Gallace è una delle più importanti della Calabria, molto forte anche nel Lazio».

  • Roma, incendio in sede Regione Lazio: palazzo evacuato, Vigili del Fuoco sul posto

    Roma, incendio in sede Regione Lazio: palazzo evacuato, Vigili del Fuoco sul posto

    Paura nella sede della Regione Lazio, a Roma, per un incendio che si è originato nella sede di via Cristoforo Colombo.
    Il rogo, originatosi con tutta probabilità nei sotterranei, avrebbe investito il piano terra dell’edificio che ospita gli uffici della Regione Lazio, per poi propagarsi anche ai piani superiori. Il piano terra è stato completamente evacuato ma al momento non ci sarebbero feriti. Lo riporta Il Messaggero.
    Le fiamme, anche a causa dei vari materiali di risulta, hanno in breve tempo raggiunto anche i piani superiori, fino al quinto. I vigili del fuoco di Roma sono giunti con tre diverse squadre, che stanno cercando di domare le fiamme da via Rosa Raimondi Garibaldi.

  • Cialde per il caffè ritirate dal mercato: «Pericolose per la salute degli utenti». Ecco quali

    Cialde per il caffè ritirate dal mercato: «Pericolose per la salute degli utenti». Ecco quali

    Cialde per il caffè ritirate dal mercato. Il Ministero della Salute ha pubblicato nove avvisi di richiamo per delle cialde di caffè a causa della possibile presenza di plastica al loro interno. Il richiamo riguarda capsule compatibili con macchine Nescafé Dolce Gusto di vari produttori e distributori, tra cui Conad, Amazon e Meseta.

    Durante l’erogazione alcune parti di plastica potrebbero finire nella tazzina e causare dei rischi per la salute per i consumatori. I lotti individuati sono stati prodotti tutti da Beyers Caffè Italia Srl nello stabilimento di via Marino Serenari 33H, 40013 Castel Maggiore, in provincia di Bologna.

    Qualora fossero state acquistate e cialde interessate, si raccomanda l’utenza di non consumarle e portare presso il punto vendita in cui sono state prese dove si procederà al rimborso. Il richiamo nello specifico riguarda i seguenti lotti:

    Capsule compatibili Dolce Gusto commercializzate presso i Supermercati Tosano Cerea Srl; data di scadenza da 12 a 24 mesi venduti in vari formati di 30 capsule. I prodotti interessati sono: FORTISIMO D.G. CORTADO X 30CAPS (L192450) FORTISIMO D.G. THE SOL. LIMONE X 30CAPS (L191770) FORTISIMO DG THE LIMONE X 30 CAPS (L193190).

    Capsule compatibili Dolce Gusto commercializzate presso Daroma S.P.A e a marchio Palombini; data di scadenza entro 24 mesi venduti in vari formati da 16 capsule. I prodotti interessati sono: PALOMBINI CLASSICO D.GUSTO X 16CAPS GDO (L191750 – L192880 – L193100 – L193110) PALOMBINI INTENSO D.GUSTO X 16CAPS GDO (L191480 – L192470 – L192870).

    Capsule Compatibili Dolce Gusto commercializzate presso COIND SOCIETA’ COOPERATIVA – MESETA e a marchio Meseta; data di scadenza da 18 mesi in vari formati da 16 capsule. I prodotti interessati sono: MESETA D.GUSTO CLASSICO 16CAPSX6AST. (L19208) MESETA D.GUSTO INTENSO 16CAPSX6AST. (L19178 – L19208) MESETA D.GUSTO DECAFFEINATO 16CAPSX6AST. (L19294).

    Capsule Compatibili Dolce Gusto commercializzato presso COIND SOCIETA’ COOPERATIVA – CONAD a marchio Conad; data di scadenza da 12 a 18 mesi in vari formati 16 capsule. I prodotti interessati sono: CONAD D.GUSTO INTENSO 16CAPSX6AST., CONAD D.GUSTO 100%ARABICA 16CAPSX6AST., CONAD D.GUSTO DECAFFEINATO 16CAPSX6AST.,CONAD D.GUSTO GINSENG 16CAPSX6AST., CONAD D.GUSTO CORTADO 16CAPSX6AST., CONAD D.GUSTO ORZO 16CAPSX6AST.

    Capsule Compatibili Dolce Gusto commercializzate da COIND SOCIETA’ COOPERATIVA – CAFFÈ CONSUELO a marchio Caffè Consuelo; data di scadenza da 18 mesi in vari formati da 16 capsule. I prodotti interessati sono: CAFFÈ CONSUELO D.G. INTENSO 16CAPSX6AST, CAFFÈ CONSUELO D.G. DECA 16CAPSX6AST, CAFFÈ CONSUELO D.G. SUPREMO 16CAPSX6AST, CAFFÈ CONSUELO D.G. CLASSICO 16CAPSX6AST, CAFFÈ CONSUELO D.G. FORTE 16CAPSX6AST.

    Capsule Compatibili Dolce Gusto commercializzate da COIND SOCIETA’ COOPERATIVA – CAFFÈ LEONI a marchio Caffè Leoni; data di scadenza da 18 mesi in vari formati da 16 capsule. I prodotti interessati sono: CAFFÈ LEONI D.GUSTO CLASSICO 16CAPSX6AST, CAFFÈ LEONI D.GUSTO FORTE 16CAPSX6AST.

    Capsule Compatibili Dolce Gusto commercializzate da BONINI S.R.L. a marchio Bonini; data di scadenza da 12 a 18 mesi in vari formati da 16 capsule. I prodotti interessati sono: BONINI D.G. CIOCCOLATA DARK X 16CAPS (L192690 – L193110), BONINI DOLCE GUSTO CORTADO X 16CAPS (193170).

    Capsule Compatibili Dolce Gusto commercializzate da AMAZON EU SARL SUCCURSALE ITALIANA a marchio Happy Belly – Solimo; data di scadenza da 12 mesi in vari formati da 120g a 176g. I lotti interessati sono: HAPPY BELLY DG.GRANDE INTENS UTZ3X16CAPS (L191730), HAPPY BELLY D.G. AMERICANO UTZ 3X16CAPS (L191910 & L191920), SOLIMO D.G.CAPPUCCINO UTZ 6 X16CAPS (L191890), SOLIMO D.G. LUNGO UTZ 6X16CAPS (L192060), HAPPY BELLY DG.GRANDE INTENS UTZ3X16CAPS (L191930).

    Capsule Compatibili Dolce Gusto commercializzate da 101 CAFFE’ S.R.L. a marchio 101 Caffè; data di scadenza da 12 a 18 mesi in vari formati da 16 capsule. I prodotti interessati sono: 101 CAFFELATTE DOLCE GUSTO X 100 CAPS 101 CIOCCOLOSA DOLCE GUSTO X 800 CAPS.

    https://www.conad.it/richiamo_prodotti/2019/12/13/Richiamo-Capsule-Compatibili-Macchine-Nescafe.html

  • Video – Torturavano un disabile per divertirsi e riprendono con il telefonino, tre giovani arrestati in Calabria

    Video – Torturavano un disabile per divertirsi e riprendono con il telefonino, tre giovani arrestati in Calabria

    Torturavano un disabile per puro divertimento, sottoponendolo a ogni tipo di umiliazione. Con questa accusa, i carabinieri della compagnia di Corigliano Calabro (Cs) hanno eseguito stamattina, nei confronti di tre giovani di 19, 20 e 26 anni, un’ordinanza di custodia cautelare a gli arresti domiciliari emessa dal Gip presso il Tribunale di Castrovillari, su richiesta della locale Procura. Tortura aggravata, violazione di domicilio ed interferenze illecite nella vita privata i reati contestati.

    I tre giovani, in concorso con un 19enne del luogo arrestato dai Carabinieri per gli stessi reati la settimana scorsa, erano entrati a casa della vittima, un signore con disabilità psicofisica, che vive in evidente stato di abbandono e disagio sociale e avevano iniziato prima a schernirlo, poi a schiaffeggiarlo, percuoterlo e a scoprirlo ripetutamente dalle coperte che lo avvolgevano nel letto. Non contenti, si compiacevano delle loro “gesta” riprendendo tutta la scena con un telefonino, il cui video veniva poco dopo pubblicato sul profilo Instagram di uno degli arrestati, rendendo le immagini visibili a tutti.

    I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Corigliano, che hanno condotto le indagini, hanno accertato come tali azioni si fossero ripetute in almeno due distinti episodi. Sulla base degli accertamenti compiuti dai carabinieri, delle dichiarazioni rese dal 19enne arrestato in precedenza, che avrebbe ammesso i fatti indicando i nomi dei complici negli atti persecutori compiuti verso l’uomo, nonché sulla base del sequestro del telefonino di uno dei ragazzi e delle informazioni rese da due degli indagati oltre che della refertazione medica, il Gip ha ritenuto che il caso configurasse il reato di tortura, introdotto solo recentemente nel nostro codice penale, in quanto si trattava di un trattamento “inumano e degradante per la dignità della vittima”, circondata dai suoi aguzzini, terrorizzata, schernita, schiaffeggiata, derisa, spinta in uno stato di confusione e disorientamento ed in piu’ ripresa con dei filmati (poi diffusi in rete) in quelle umilianti condizioni. Tutto per gioco e divertimento.

    Agli arrestati viene contestato anche il reato di violazione di domicilio essendo entrati nell’abitazione della vittima contro la sua volontà con i volti nascosti durante i pestaggi con sciarpe od altri indumenti. Per tutti questi motivi il Gip ha ritenuto sussistenti nei confronti degli indagati le esigenze cautelari ed ha applicato misura cautelare degli arresti domiciliari.