In questi giorni di emergenza in cui l’Italia è chiusa in casa, AppStore e Google Play registrano in’impennata di downloads per le App che mettono in connessione più persone contemporaneamente. Si tratta di applicazioni per videochiamate, popolari soprattutto tra i millennials, fino a 2 settimane fa. Oggi è la più usata non solo dai teenager. Per usarla basta registrarsi inserendo il proprio numero telefonico e mail e poi aggiungere gli amici tramite nome utente o account Facebook o Snapchat. Quando vogliamo fare una videochiamata di gruppo basta creare una “room”, ovvero una stanza virtuale e invitare fino a un massimo di 8 persone; questa è la procedura, ad esempio, per “House Party App”. La tecnologia oggi più che mai ha una funzione attiva nella vita sociale in quarantena. Restiamo tutti a casa, lontani ma vicini e connessi.
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Gli altri EROI del Coronavirus
In un momento di emergenza sanitaria, in cui medici e infermieri sono in prima linea in questa trincea, ci sono anche loro, i commessi dei supermercati che continuano a lavorare. Chi lavora a contatto con il pubblico lo sa bene che non esistono né sabati né domeniche e ora non c’è pandemia che tenga. Un ruolo, il loro, che non ammette limitazioni o stop, anche e soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria in cui pure le aziende italiane hanno scoperto quanto è utile lo smart working intelligente, che ora ti tiene lontano dai possibili contagi. Anche per i commessi la vita è cambiata con l’arrivo del Coronavirus, eppure ogni giorno devono accogliere e soprattutto gestire clienti impauriti, e spesso maleducati, convinti che presto rimarremo senza cibo, senza acqua e senza Amuchina. Invece no, non resteremo senza i beni di prima necessità. Proprio perché tra magazzino e scaffali gli addetti alla vendita ci sono sempre. Anche in questo momento delicato e preoccupante. Hanno guanti e mascherina proprio per spiegarti dove trovare il lievito di birra per la pizza che impasterai nel weekend. Non salveranno vite umane come medici e infermieri degli ospedali, ma saranno quelli che proveranno a farvi vivere una vita familiare quanto più simile a quella di prima, sia a pranzo che a cena. Quando in questi giorni andremo a far la spesa (si spera senza isterismi) e compreremo tutto il necessario per restare tranquilli in quarantena nelle nostre case, ricordiamoci che è anche grazie al fondamentale lavoro dei commessi, e sarà grazie anche a loro che vinceremo questa battaglia.
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Salvini a spasso per Roma con la fidanzata: scoppia la polemica
Le foto del leader leghista Matteo Salvini a spasso per Roma con la fidanzata, Francesca Verdini, in tempo di coronavirus, non sono passate inosservate. «Oggi sulla stampa vediamo una foto di Matteo Salvini mano nella mano con la sua compagna ieri a spasso nel centro di Roma. Mentre trascorre le giornate a dire in qualsiasi salotto televisivo che bisogna chiudere tutto, poi se ne va in giro per la Capitale senza alcuna giustificazione valida, presumiamo, violando regole che diversamente valgono per tutti i cittadini». A polemizzare per il comportamento del leader del Carroccio è il vicecapogruppo Pd alla Camera dei Deputati Michele Bordo.
«È l’ennesimo segno di come il leader della Lega continui a prendere in giro gli italiani – continua Bordo -. La gente è stanca di passerelle televisive e bugie. Lo dimostrano il calo di credibilità di Salvini e il crollo della Lega nei sondaggi. In questo momento di grande difficoltà, di incertezza e di emergenza, i cittadini si aspettano invece dalla politica serietà, verità e risposte concrete tanto sul piano sanitario che su quello economico».
Parole a cui non è mancata la replica di Salvni. «Non è una passeggiata, Matteo Salvini esce a fare la spesa, velocemente, sotto casa, anche io penso di averne diritto, le polemiche le lascio alla sinistra», ribatte l’ex ministro dell’Interno in diretta Facebook, contestando le critiche per la foto con la fidanzata in centro a Roma. «Non andavo a passeggiare al Colosseo, come tutti esco per andare o in farmacia o per andare a fare la spesa».(Fonte: Ilmessaggero.it)
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Gli appuntamenti sul balcone ai tempi del Coronavirus
E’ ormai appuntamento fisso da qualche giorno: ai tempi del coronavirus ci si da appuntamento sul balcone. E allora capita di vedere il vicino che di solito non incroci, per via di una vita frenetica e sempre attenti all’orologio. Si canta tutti insieme, da balcone a balcone grazie ai flash mob che di solito iniziano alle 18.00. Azzurro, Volare, l’Inno di Mameli o semplicemente un applauso che risuona nel silenzio delle città e paesi semi deserti. E poi le lenzuola colorate di arcobaleno che qualcuno ha attaccato dalle finestre, la bandiera italiana, le candele. Tutto è in segno di rispetto e riconoscenza per chi sta combattendo contro “il virus” che ha bloccato l’Italia. Tutti affacciati dunque con la musica come terapia, come segno di vita, come incoraggiamento, come “vediamoci alle 18” si ma ognuno sul suo balcone.
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Il mondo scientifico diviso sulla necessità del test generalizzato: Ecco perchè
Tra le questioni maggiormente dibattute in queste ore di emergenza coronavirus c’è anche quella di estendere a tappeto i test con tampone a tutta la popolazione.
La Regione Veneto ha annunciato che è intenzionata ad affettuare questo tipo di attività ma sono forti le resistenza del mondo scientifico.
Tra le valutazioni che maggiormente sostengono chi è del parere contrario il fatto che tracciare tutti senza una regola potrebbe disperdere energie e non servire a contare ogni infettato: si può essere negativi anche da contagiati, quando il virus è presente in maniera ancora ‘leggera’ dentro di noi. Facendo tamponi solo in presenza di sintomi la probabilità di trovare i malati è alta, se invece il tampone lo si fa a qualcuno che sta incubando (in media ci vogliono 5 giorni), potrebbe essere negativo oggi ma positivo domani. Quindi c’è il rischio di ‘mettere in libertà’ persone che invece dovrebbero stare isolate e di disperdere soldi e tempo.
Su questa linea è il ministro della salute, Roberto Speranza: “Sconsigliamo questo tipo di approccio, non è utile. Il tampone non è sufficiente, è la fotografia di un istante. L’incubazione del virus dura 14 giorni, se la persona fa il tampone in uno di questi giorni ha solo l’illusione di aver risolto il problema. La soluzione è invece l’isolamento: solo così avremo certezza che non sarà positiva, altrimenti abbiamo l’illusione della negatività del momento, ma magari potrebbe essere positiva due giorni dopo”.
Dello stesso parere Silvio Brusaferro dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità). “L’Organizzazione mondiale della sanità sconsiglia di fare tamponi a tutti, anche agli asintomatici. Siamo inseriti in un contesto internazionale e siamo in continuo contatto con gli organismi internazionali. Il fatto che alcuni paesi europei adottino oggi le misure che noi abbiamo adottato da’ la dimensione di come sia importante essere coordinati in questo senso. Quindi la posizione che posso esprimere come comitato tecnico scientifico e Iss è quella espressa a livello internazionale” che è contraria all’iniziativa.
In netta contrapposizione il pensiero del direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali, Massimo Andreoni secondo cui estendere l’esame del tampone a tutti i soggetti con sintomi respiratori potrebbe essere una misura decisiva per il rallentamento dei contagi.
“Per affrontare quella che è ormai un’epidemia incontrollata su gran parte del territorio italiano sono necessari subito tamponi a tappeto per tutti i pazienti con un’affezione delle vie respiratorie, anche senza collegamenti con le zone più a rischio o con contagiati”.(Fonte: corriere.it/salute)
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Il Papa a piedi in Via del Corso a Roma: prega e chiede ‘miracolo’ per fine pandemia
Roma – Papa Francesco ha lasciato il Vaticano in forma privata e si è recato in visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore, per rivolgere una preghiera alla Vergine, Salus populi Romani.
Successivamente, facendo un tratto di Via del Corso a piedi, come in pellegrinaggio, il Santo Padre ha raggiunto la chiesa di San Marcello al Corso per pregare per la fine della pandemia. -

Coronavirus, pronto primo farmaco ma ci vorranno mesi per sperimentarlo
E’ stato messo a punto il primo farmaco specializzato per aggredire il coronavirus Sars-CoV2. E’ un anticorpo monoclonale, specializzato nel riconoscere la proteina che il virus utilizza per aggredire le cellule respiratorie umane.
La ricerca è pubblicata sul sito BioRxiv dal gruppo dell’Università olandese di Utrecht guidato da Chunyan Wang. I ricercatori hanno detto alla Bbc che saranno necessari mesi prima che il farmaco sia disponibile perché dovrà essere sperimentato per avere le risposte su sicurezza ed efficacia.
Legandosi alla proteina Spike, che si trova sulla superficie del coronavirus, l’anticorpo monoclonale le impedisce di agganciare le cellule e in questo modo rende impossibile al virus di penetrare al loro interno per replicarsi. Per questo motivo i ricercatori sono convinti che l’anticorpo ha delle potenzialità importanti “per il trattamento e la prevenzione della Covid 19”.
I ricercatori stavano già lavorando a un anticorpo contro la Sars quando è esplosa l’epidemia di Covid-19 o Sars2 e si sono resi conto che gli anticorpi efficaci contro la prima malattia riuscivano a bloccare anche la seconda.
Gli studi sono ancora in corso e l’anticorpo deve essere sottoposto a test molto rigorosi, ma i ricercatori sperano di convincere una compagnia farmaceutica a produrlo. Tutto questo, secondo gli scienziati di Utrecht, richiederebbe molto meno tempo che sviluppare un vaccino per il nuovo coronavirus. -

10 MUSEI da visitare stando a casa: Tour virtuali da visitare ON LINE
Stando a casa sono tante le iniziative che prendono piede per “far passare il tempo”. Per gli amanti dell’arte e non ecco un elenco completo di tutti i MUSEI GRATIS da visitare ON LINE: BUONA VISIONE.
1. Pinacoteca di Brera – Milano https://pinacotecabrera.org/
2. Galleria degli Uffizi – Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali
3. Musei Vaticani – Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html
4. Museo Archeologico – Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/
5. Prado – Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works
6. Louvre – Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne
7. British Museum – Londra https://www.britishmuseum.org/collection
8. Metropolitan Museum – New York https://artsandculture.google.com/explore
9. Hermitage – San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj
10. National Gallery of art – Washington https://www.nga.gov/index.html
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Coronavirus, la Cina invia in Italia un team di medici specialisti
Per combattere insieme l’epidemia da Covid-19, il governo cinese ha inviato un team di esperti medici in Italia.
Il team di sette esperti cinesi include anche due specialisti in malattie respiratorie del West China Hospital della Sichuan University congiuntamente al National Health Commission of China e dalla Red Cross Society of China. Il team volerà arriverà a Roma insieme alle donazioni delle attrezzature e dei materiali sanitari d’emergenza.
La Cina, criticata per l’opacità delle informazioni date alla scoperta del nuovo coronavirus a Wuhan, ha ringraziato i Paesi che hanno donato materiale protettivo e sanitario nel momento di massima emergenza, mentre sollecita ora la cooperazione globale per combattere l’epidemia, fornendo aiuti ai Paesi più colpiti e accusando gli Usa di usare la crisi per «insultare la Cina».
Pechino, del resto, ha manifestato forte irritazione per i tweet del presidente Donald Trump in cui il coronavirus è stato qualificato come «virus della Cina».
In una telefonata ieri con il collega italiano Luigi Di Maio, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha detto che Pechino non dimentica «il prezioso supporto» avuto dall’Italia quando «noi eravamo nel momento più difficile della lotta all’epidemia. Adesso, siamo disponibili a stare con forza accanto al popolo italiano».
E malgrado la Cina abbia un grande bisogno di materiale sanitario, «supereremo le difficoltà e offriremo gli aiuti all’Italia, incluse le maschere, e aumenteremo l’export di materiale e equipaggiamenti per andare incontro alle urgenti necessità dell’Italia». -

Mc Donald’s CHIUSI in tutta ITALIA
A seguito delle nuove misure prese per fronteggiare l’emergenza sanitaria, McDonald’s chiude tutti i ristoranti in Italia fino al 25 marzo. Il colosso del food si ferma davanti all’avanzata del Covid-19 in Italia. Nonostante gli standard di pulizia nei ristoranti dove l’igiene è una priorità e vengono regolamentati da apposite linee guida e procedure che riguardano la pulizia e la sanificazione di tutti gli ambienti, dalla cucina alla sala, con particolare attenzione per l’area di preparazione del cibo, la decisione è stata presa fino al 25 Marzo salvo evolversi dell’attuale emergenza da Coronavirus.





