Attenzione alle lenti a contatto, sono un possibile veicolo per il coronavirus. A lanciare l’allarme è il presidente della Società oftalmologica italiana (Soi), Matteo Piovella, che raccomanda, dunque, in questo periodo di “utilizzarle il meno possibile”, preferire comunque quelle “usa e getta” e, meglio ancora, “utilizzare gli occhiali”. Il materiale delle lenti, infatti – spiega – “permette al virus di sopravvivere per 5 giorni e il contatto con gli occhi è una porta d’ingresso privilegiata per contrarre l’infezione”.
Un articolo pubblicato sul “Journal of Hospital Infection”, a inizio febbraio, dedicato alla persistenza dei coronavirus su materiali sintetici – ricorda Piovella – dimostra che il tempo di sopravvivenza medio del coronavirus su gomma silicone è di 5 giorni. Silicone è il materiale con cui sono costruite molte lenti a contatto. Tutti conoscono quanto sia necessario lavarsi spesso le mani perché sono il veicolo più efficace per permettere al virus di diffondersi. Per questo viene ripetuto fino alla noia il concetto dell’utilità di non toccarsi gli occhi ne di strofinarli per mantenersi sani e perfettamente attivi. Ovvio che applicare lenti a contatto con le mani – sottolinea – comporta una inevitabile manipolazione che nel contesto attuale mette a rischio contagio. Se poi pensiamo che la lente permane a contatto con la cornea e la congiuntiva bulbare tutto diventa più semplice e più chiaro”.
“Chi ha possibilità di correggere il proprio difetto visivo con un semplice paio di occhiali lo faccia da subito”, avverte. “In questo modo ridurrà il rischio di contaminazione.
Categoria: Italia Mondo
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Le lenti a contatto sono un possibile veicolo di trasmissione del virus
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Ordinanza governo: sport solo vicino casa e da soli, chiuse aree verdi
Roma – E’ terminata la riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione delle forze di maggioranza. A quanto apprende l’Adnkronos da fonti di governo, nell’ordinanza che porterà a una nuova stretta per contenere il Covid-19 è prevista la chiusura di parchi, ville e giardini su tutto il territorio nazionale, come già avvenuto ad esempio a Roma su decisione della sindaca Virginia Raggi. L’ordinanza mira a uniformare le regole sull’intero territorio nazionale. Le nuove misure saranno valide dal 21 al 25 marzo.
Non sarà consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto, mentre resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona.
Arriva, inoltre, il divieto di spostarsi nelle seconde case nei weekend. “Nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni – si legge infatti nell’ordinanza firmata dal ministero della Salute – è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza”.
Chiusi i punti vendita di alimenti e bevande nelle stazioni ferroviarie dell’intero territorio nazionale, ma anche nelle aree di servizio fatta eccezione per quelli situati nelle tratte autostradali. Qui resteranno aperte ma solo per vendita all’asporto da consumarsi all’esterno delle aree. “Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri – si legge infatti nel documento – nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade” -

Organizzazione mondiale della sanità ai giovani: attenti può uccidere anche voi
“Oggi ho un messaggio per i giovani: non siete invincibili. Questo coronavirus potrebbe spedirvi in ospedale per settimane o addirittura uccidervi”. Sono le parole del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.
“Ogni giorno, il Covid-19 sembra raggiungere un nuovo tragico record. Sono stati riportati all’Oms oltre 210.000 casi e oltre 9000 persone hanno perso la vita. Ieri Wuhan non ha registrato nuovi casi per la prima volta dall’inizio” della pandemia.
“Wuhan offre speranza al resto del mondo, anche la situazione più grave può essere ribaltata. Ovviamente serve cautela, la situazione può cambiare. Ma l’esperienza di città e paesi che hanno respinto il coronavirus offre speranza e coraggio al resto del mondo”, dice.
“Una delle cose che stiamo imparando è che, sebbene gli anziani siano colpiti più duramente, i giovani non vengono risparmiati. I dati di molti paesi mostrano chiaramente che gli under 50 costituiscono una fetta significativa dei pazienti che necessitano il ricovero”, aggiunge.
“Oggi ho un messaggio per i giovani: non siete invincibili. Questo coronavirus potrebbe spedirvi in ospedale per settimane o addirittura uccidervi. Anche se non vi ammalate, le decisioni che prendete sui vostri spostamenti potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte di un’altra persona. La solidarietà è la chiave per sconfiggere il virus: solidarietà tra paesi ma anche solidarietà tra gruppi di età diversa”, scandisce.(Adnkronos)
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Oggi alle 11:00 tutte le Radio suoneranno l’Inno di Mameli
Venerdì 20 marzo alle 11 tutte le emittenti nazionali e locali trasmetteranno in contemporanea l’inno nazionale. In questi giorni la radio va avanti col suo lavoro di diffusione di notizie e di musica per allietare e informare tutto il popolo italiano.
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Operatori ecologici al lavoro senza mascherine: 2 cinesi li omaggiano regalando le mascherine
La scena ripresa nei pressi del quartiere cinese a Milano è stata postata sui social dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. La scena vede 2 operatori ecologici che lavorano senza mascherina e un cittadino cinese che esce dalla sua attività e porge loro 2 mascherine. Grande riconoscenza e nessuna recriminazione, la pandemia è ormai nemico di tutti.
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Se l’Italia batte le mani per “600 mascherine abbandonate”
Durante il controllo di un magazzino gli agenti della polizia di Torino hanno rinvenuto 5 scatoloni sigillati contenenti 12 confezioni, da 10 unità ciascuna, di mascherine modello FFP2. Sicuramente una dimenticanza nel mezzo del trasloco da parte del Servizio Missionario Giovanile che ha utilizzato l’immobile fino al 2018. Il ritrovamento è stato accolto con grande entusiasmo e le mascherine sono state tutte donate all’ospedale ‘Giovanni Bosco’ del capoluogo del Piemonte.
Le 600 mascherine tutte in ottime condizioni, ancora sigillate, sono state date agli operatori sanitari. La loro prima arma di battaglia sono proprio le protezioni che in tutta Italia ormai si fatica a trovare. Che sia di buon auspicio. -

Troppi morti a Bergamo: l’esercito porta le bare fuori regione per la cremazione
L’emergenza Coronavirus continua a mietere decine di vittime a Bergamo. Nella giornata di mercoledì, secondo i dati ufficiali, i morti sono stati 93: ma secondo il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, il conteggio va valutato come approssimato per difetto, perché molte persone muoiono con sintomi compatibili a quelli della Covid-19, ma prima che si sia riusciti ad effettuare su di loro i tamponi.
Il forno crematorio della città – che da una settimana funziona 24 ore su 24 – non riesce più a far fronte all’emergenza: così, mercoledì, mezzi dell’esercito hanno portato decine di bare — una sessantina — secondo quanto riferito dall’agenzia Ansa — dal cimitero di Bergamo in forni crematori di altre regioni dove ci sono comuni che si sono resi disponibili ad accettarle.
Le bare prelevate dal cimitero di Bergamo saranno portate in forni crematori di Modena, Acqui Terme, Domodossola, Parma, Piacenza e diverse altre città che si sono rese disponibili e che sono state ringraziate dal sindaco Gori, che ha scritto a ognuno dei colleghi una lettera. Una volta eseguita la cremazione, le ceneri saranno riportate a Bergamo e destinate ai luoghi di provenienze dei defunti.
«Il forno crematorio di Bergamo, lavorando a pieno regime, 24 ore su 24, può cremare 25 defunti», sostiene il Comune. «È chiaro che non si poteva reggere ai numeri dei giorni scorsi». Anche le agenzie funebri non erano più in grado di gestire il servizio: alcune sono chiuse perché i dipendenti sono malati. Il comune, attraverso la propria società «Bergamo Onoranze Funebri», ha dovuto sopperire ai mancati ritiri delle salme.(Fonte: corriere.it)
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Coronavirus, autorizzati test preclinici per un vaccino italiano
Luce verde alla sperimentazione sugli animali del vaccino contro il coronavirus Sars-Cov2 progettato in Italia dell’azienda Takis. I test, il cui avvio è previsto in settimana, sono autorizzati del ministero della Salute e sono i primi del genere in Europa, ha detto all’ANSA l’amministratore delegato dell’azienda, Luigi Aurisicchio. Sono il primo passo, ha aggiunto, per portare il vaccino all’uso umano.
“Se i risultati saranno soddisfacenti, il vaccino potrebbe già essere testato sull’uomo nel prossimo autunno”, ha detto ancora Aurisicchio.
Il vaccino è stato ottenuto a partire da un frammento del materiale genetico del virus e si basa sulla tecnologia chiamata elettroporazione, che consiste nell’iniezione nel muscolo seguita un brevissimo impulso elettrico che facilita l’ingresso del vaccino nelle cellule e attiva il sistema immunitario. I primi test fatti in laboratorio indicano che è in grado di indurre “una forte risposta da parte del sistema immunitario”, rileva la Takis, che si trova a Castel Romano, vicino Roma. Obiettivo della sperimentazione pre-clinica è fornire i dati preliminari su efficacia e tollerabilità e si prevede di realizzarla in parte grazie anche alla collaborazione dell’Istituto Spallanzani di Roma, che condurrà esperimenti sulle cellule per verificare la capacità del vaccino di bloccare la replicazione del virus.
“E’ la dimostrazione di come un gruppo di validi ricercatori abbia deciso di accettare una sfida molto ardua e di rimboccarsi le maniche, riuscendo a identificare in tempi rapidi le strategie migliori per sviluppare un vaccino ed avviare i test preclinici”, ha osservato Emanuele Marra, direttore dell’area Malattie infettive e partner della Takis. Questi primi test saranno anche utili per mettere a punto anticorpi monoclonali contro il coronavirus, ha osservato Giuseppe Roscilli, direttore dell’Area sviluppo anticorpi monoclonali e partner della Takis.
Il risultato è stato raggiunto senza finanziamenti esterni, ma adesso “è necessaria la collaborazione delle istituzioni e di chiunque sia in grado di contribuire”, ha detto ancora Aurisiccio. “A tale scopo – ha aggiunto – chiediamo che sia istituito un confronto con le agenzie nazionali ed europee al fine di velocizzare i prossimi passi verso la sperimentazione clinica. Anche per questo, nei giorni scorsi in mancanza di finanziamenti pubblici per la ricerca, abbiamo lanciato una campagna di crowdfunding che ha lo scopo di raccogliere velocemente la somma necessaria per accedere alle fasi successive di sviluppo del vaccino, ossia la preparazione del vaccino su larga scala e l’esecuzione dello studio clinico”.(Ansa)
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ISS: “Solo 12 le persone decedute senza patologie pregresse”. Guardia resti alta
Roma – Sono «soltanto» 12 le persone morte in Italia dopo esse stati colpite dal coronavirus che non presentavano patologie pregresse che ne spieghino la fine. E’ quanto ha chiarito l’Istituto Superiore di Sanità, nel report sulle caratteristiche dei decessi dei pazienti affetti da Covid-19. Lo riporta l’agenzia Nova.
Questo dato – specifica sempre l’agenzia – è stato ottenuto su 355 cartelle, rispetto al totale di 2.003 pervenute: il 17,7 per cento del campione complessivo. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 2,7. Complessivamente, 12 pazienti, pari al 3,4 per cento del campione, non presentava alcuna patologia. Sono 84 le vittime (il 23,7 per cento) che presentava una sola patologia; 90 presentavano due patologie (il 25,4 per cento); e ben 169 (il 47,6 per cento) eran affette da tre o più patologie.
Il dato può contribuire a dare una nuova lettura all’aggressività del virus, mentre il governa rinnova in ogni caso l’appello a non abbassare la guardia.(Fonte: lastampa.it)
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“Era mio padre”…le commoventi parole di Gabriele
In molti lo conoscono come speaker di Radio DeeJay, lui è “uno dei 3 del Trio Medusa” delle Iene oppure semplicemente Gabriele, uno dei tantissimi a cui questa pandemia strazia il cuore, ogni giorno di più, quando si legge 2.503 MORTI in Italia ed è a loro che dedica questa riflessione:
Era mio padre.
Quello della foto un po’ sfocata nei necrologi di ieri.
Era mio padre.
Lo ricordo con una barba nera nera che mi insegnava a dare calci a un pallone nel parco sotto casa.
Era mia madre.
Quella signora elegante morta da sola in ospedale perché non si poteva entrare.
Il dolore più grande. Lei. Da sola.
Era mia madre.
Che mi faceva posto nel letto grande quando avevo la febbre e mi sembrava, sempre, l’unica cura possibile.
Era mio zio.
Quel signore con gli occhiali che se n’è andato tra i tanti ieri.
Era mio zio.
Lo stesso che mi portava a giocare con i modellini di aerei e mi faceva volare restando con i piedi a terra.
Era mia zia.
La signora senza foto. Solo data di nascita e di morte.
Era mia zia.
Perché non possiamo neanche andare a casa sua a cercare una polaroid che la ritragga. Lei che a Natale mi ha regalato la prima macchina fotografica.
Erano i miei zii, i miei vicini, i genitori, i parenti dei miei amici.
Quelli che, adesso, non possiamo piangere.
Quelli che, adesso, non possiamo abbracciarci per lenire il dolore. Quelli che tu non sai chi sono.
Ma io sì.
Quelli che, per qualcuno, sono “muoiono solo i vecchi”, “sì, ma erano già malati”, “ne muoiono molti di più per altre cause”.
E, se sei tra quelli, vuol dire che questo, tutto questo, non ti ha davvero insegnato niente.


