Categoria: Italia Mondo

  • X Factor, Fedez: “Morgan smentisca o finisce in tribunale”

    X Factor, Fedez: “Morgan smentisca o finisce in tribunale”

    (Adnkronos) – "Morgan ha detto cose gravi e io l'ho avvisato: se non smentisce, l'unico luogo che ho per far emergere la verità è un'aula di giustizia. In tribunale dovrà dimostrare ciò che ha detto". Così Fedez al quale Valerio Staffelli ha consegnato il Tapiro d'oro, dopo le dichiarazioni rilasciate all'inviato di 'Striscia la notizia', che ha accusato il marito di Chiara Ferragni di essere uno dei principali responsabili del suo allontanamento da X Factor. Morgan "non è stato mandato via per il 'vaffa' ad Ambra, la depressione, il litigio con Dargen o la battuta su Ivan Graziani. Sky è stata costretta a cacciarlo per dei comportamenti gravissimi che ha tenuto nei confronti di altre persone fuori dalla diretta, ma ripresi dalle telecamere", ha affermato Fedez. Immagini che, a questo punto, Striscia ha chiesto a Sky di diffondere per fare chiarezza sull'episodio. "Morgan ha detto cose gravi e io l'ho avvisato: se non smentisce, l'unico luogo che ho per far emergere la verità è un'aula di giustizia. In tribunale dovrà dimostrare ciò che ha detto", ha detto ancora il rapper aggiungendo: "Non l'ho toccato, non ho tirato pugni, non ho inveito contro di lui. Semmai è successo il contrario".  Anche sulla presenza di una cricca che decide tutto, Fedez ha replicato: "Ad aprile, quando Sky mi ha detto che stava pensando a Morgan, io ho risposto che non lo avrei voluto. Per precedenti poco professionali e aggressivi nei confronti di una persona. Ma alla fine l'hanno preso". E ancora: "La situazione è stata gestita malissimo fin dall'inizio, vedi l'infelice uscita omofoba 'messa a tacere' con una donazione. Sky non ha nemmeno condiviso con noi altri giudici il comunicato stampa e ora, invece, sembra che a cacciare Morgan sia stato il 'Licio Gelli' Fedez e la sua P2". Anche Morgan, dopo l'espulsione dal talent di Sky X Factor ha ricevuto un Tapiro d'oro. "X Factor è tutto organizzato, non potevo nemmeno scegliere le canzoni da assegnare ai ragazzi e il motivo del mio allontanamento è che io li ho smascherati", ha attaccato subito l'ex Bluvertigo aggiungendo:"C'è una cricca italiana, formata tra gli altri da Fedez, Dargen e Francesca Michielin, che decide tutto e che ha interessi economici connessi. Forse non pensavano che sarei arrivato al punto di rivelare la loro tresca".  Il cantautore è un fiume in piena: "Non hanno cultura musicale e quando la vedono ne hanno paura. Ma è di loro che dovremmo aver paura. In un mondo che dovrebbe insegnare l'inclusione, loro mi licenziano". "La battuta a Michielin su Ivan Graziani? Come fa una cantante a non sapere che è morto da anni?", ha detto ancora. Quando, invece, Staffelli gli ha chiesto del 'vaffa' ad Ambra, Morgan ha risposto: "C'è stata una discussione, l'ho mandata a quel paese perché lei pensava che la stessi trattando male in quanto donna. Ma figuriamoci". Morgan ne ha soprattutto per Fedez, ritenuto il vero responsabile del suo allontanamento: "Mi ha detto cose gravi, bestemmiava, è stato violento e l'ha fatto davanti a mia figlia di tre anni. Una roba agghiacciante. 'O lui o io, deve andarsene fuori dai co***oni' e anche minacce tipo 'Ti tolgo i pochi spiccioli che hai, demente'. Sky dovrebbe fornire i video, dato che c'erano le telecamere accese", ha concluso Morgan, che – raggiunto dalla figlia piccola – non si risparmia un'ultima frecciatina ai Ferragnez: "Non inquadratela, io non prendo soldi per inquadrare i figli". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Pisa, riqualificazione del percorso turistico a ridosso di piazza dei Miracoli con i fondi del Pnrr

    Pisa, riqualificazione del percorso turistico a ridosso di piazza dei Miracoli con i fondi del Pnrr

    (Adnkronos) – I progetti del Programma Nazionale per la Qualità dell’Abitare (Pinqua) finanziati dal Pnrr, che riguardano i quartieri di Cisanello e Porta a Lucca a Pisa, entrano nel vivo con l’approvazione dei progetti definitivi. La Giunta Comunale ha approvato nell’ultima seduta il progetto che riguarda nello specifico la riqualificazione del percorso ciclopedonale dedicato ai turisti nel tratto che parte dal parcheggio scambiatore di via Pietrasantina e arriva fino a Largo Cocco Griffi, includendo anche la riqualificazione dell’area monumentale che ospita il mercato turistico, tra Largo Cocco Griffi e Piazza Manin.  L’approvazione del progetto definitivo, che è stato redatto dalla società di progettazione Leonardo srl di Pisa, segue l’esito positivo espresso dalla Conferenza dei servizi dove, nel verbale conclusivo, sono state recepite le prescrizioni impartite dalla Soprintendenza e confermate dalla Soprintendenza Speciale per il Pnrr. “Grazie al progetto finanziato con il Pinqua e con risorse comunali – dichiara il sindaco di Pisa, Michele Conti – abbiamo finalmente l’occasione di intervenire per porre fine alla situazione di inadeguatezza e di mancanza di decoro che da decenni caratterizzava il percorso turistico dal parcheggio scambiatore di via Pietrasantina a Piazza dei Miracoli. Un percorso frequentato ogni anno da milioni di turisti che arrivano da tutto il mondo, fondamentale da riqualificare per poter accogliere adeguatamente i visitatori ed essere all’altezza dell’offerta turistica rappresentata dalle bellezze della piazza dei Miracoli e del nostro centro storico. La riqualificazione passerà attraverso interventi che andranno non solo a migliorare l’accoglienza dei turisti, ma anche a portare benefici agli abitanti del quartiere e alle famiglie che frequentano la scuola Filzi: il ripensamento degli spazi pedonali, l’allargamento dei marciapiedi, la creazione di due nuove piazze, nuovi attraversamenti ciclopedonali, l’inserimento di filari di alberature, la realizzazione di piccole aree verdi e zone per la sosta con panchine e arredi, oltre a una sistemazione di viabilità e parcheggio”. “Infine, arrivati nella zona monumentale – prosegue il sindaco Conti – area importante tanto per i turisti, quanto per la comunità pisana, qui si concentreranno una serie di interventi di riqualificazione e riorganizzazione di spazi, arredi e illuminazione, che coinvolgono il mercato turistico, trovando anche qui una soluzione definitiva all’annoso problema delle bancarelle, in modo da riportare decoro, ordine e bellezza nell’area ad ingresso di una delle più belle e visitate piazze del mondo, patrimonio dell’umanità. Tutta la zona adiacente il cimitero ebraico, lungo le mura urbane e in piazza Manin, sarà ripavimentata in pietra arenaria e abbellita con l’inserimento di filari di alberature, nuova illuminazione e arredi. L’area del mercato così riqualificata vedrà una nuova localizzazione dei punti di vendita lungo il percorso turistico, con banchi completamente rinnovati, così come già previsto dal Piano del Commercio. L’ingresso dalla Porta Nuova verrà ridisegnato, avrà finalmente la configurazione di una vera piazza, luogo di incontro che introduce al complesso monumentale di Piazza dei Miracoli.” “Nella presentazione del progetto – spiega il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Raffaele Latrofa – abbiamo dedicato molta cura al lavoro di valorizzazione urbana dell’area a ridosso delle mura storiche, cercando di non alterare la natura del luogo, studiando l’utilizzo dei materiali, andando ad inserire piante ed alberi dove era possibile. Abbiamo recepito le prescrizioni richieste dalla Soprintendenza, compresa una maggiore attenzione alla visibilità verso le mura e a migliori scorci sulle sommità dei monumenti di Piazza dei Miracoli. Particolare interesse è stato rivolto all’inserimento di filari di alberature negli spazi pedonali, con la messa a dimora di ben 92 nuove piante, così come allo studio di un sistema di illuminazione che valorizzi le mura e l’ingresso alla piazza. Negli interventi nel quartiere abbiamo mirato a dare vita ad un percorso pedonale più ampio, gradevole, ombreggiato e accessibile a tutti, introducendo attraversamenti pedonali con rampe per il superamento delle barriere architettoniche e segnali tattilo-vocali LVE per persone ipovedenti. Abbiamo messo a disposizione del quartiere un nuovo parcheggio che consentirà una migliore gestione del traffico mattutino per l’accesso di bambini e famiglie alla scuola e una nuova piazza completamente alberata, punto di sosta per i turisti, ma anche un nuovo luogo d'incontro per il quartiere”. “Un progetto di ampio respiro – conclude Latrofa – che riqualifica completamente un’area strategica per lo sviluppo del turismo cittadino, in cui l’Amministrazione Comunale compartecipa al finanziamento Pnrr con un impegno economico non indifferente. L’importo complessivo del quadro economico ammonta a 5,812 milioni di euro, di cui 2,312 milioni con finanziamento vincolato PNRR e il resto, circa 3,5 milioni, con risorse del Comune di Pisa. I tempi di realizzazione dei lavori, come tutti i progetti PNRR, seguono un cronoprogramma preciso e indifferibile: la gara di affidamento, che comprende sia la progettazione esecutiva che la realizzazione dei lavori, sarà avviata dal Comune a breve, entro il 31 dicembre 2023. I lavori termineranno entro la fine del 2025.” Il progetto di riqualificazione. Il percorso turistico che parte da via San Iacopo, nel primo tratto conferma e valorizza la pavimentazione esistente in calcestruzzo architettonico grigio, attraverso un duplice intervento, sia con l’inserimento di un filare di nuove 16 alberature di acero, sia prevedendo un allargamento del marciapiede e della carreggiata stradale. Alla fine del percorso su via del Marmigliaio, si prevede inoltre il collocamento dei due attraversamenti con strisce pedonali e ciclabili con relative rampe per il superamento delle barriere architettoniche, oltre all’individuazione dei segnali tattilo-vocali LVE per le persone non vedenti; sul lato opposto in vicinanza dell’area ferroviaria, verranno realizzate due nuove aree di sosta, prima e dopo il passaggio a livello, una dotata di due panchine e alberature (due lecci), e, la seconda, caratterizzata da allargamento del marciapiede così da ampliare l’aerea pedonale, con posizionamento di panchina e fontanella. Il percorso prosegue sulla stessa strada, da una parte mantenendo l’attuale pista ciclabile in asfalto lungo la ferrovia, sull’altro lato invece prevedendo l’allargamento del marciapiede, oltre ad una nuova pavimentazione in calcestruzzo architettonico color sabbia e relative rampe carrabili e pedonali. Anche in questo caso lungo il marciapiede viene collocato un filare composto da 16 aceri, così da prevedere un camminamento ombreggiato. È proprio sull’area centrale di via Leonardo da Vinci che il progetto ottimizza spazi e percorsi, prevedendo tutta una serie di interventi di riqualificazione urbana al posto dell’attuale viabilità e rotatoria, tra cui la realizzazione di un unico parcheggio su via Fedi con un totale di 17 posti auto; l’organizzazione e realizzazione di una nuova configurazione viabilistica che alterna parallelamente un marciapiede pedonale, una nuova viabilità carrabile a senso unico di marcia riservata esclusivamente ai residenti, una pista ciclabile e un marciapiede pedonale in prossimità del complesso universitario dotato di aiuole e nuove alberature; la realizzazione di una piazza pubblica di forma rettangolare pavimentata in pietra arenaria grigia e caratterizzata da una serie di sedute disposte sui lati lunghi che delimitano lo spazio centrale polivalente, oltre un sistema diffuso di spazi pavimentati alberati, costituiti da 13 querce e 16 platani, aree di sosta e relax con una pavimentazione in calcestruzzo architettonico di color sabbia. Il percorso turistico continua poi con l’attraversando pedonale di via Contessa Matilde, dotato di strisce pedonali, segnali tattilo-vocali LVE per persone non vedenti, fino ad arrivare al largo Cocco Griffi e a Piazza Manin che vengono mantenute aree esclusivamente pedonali e separate dalla strada carrabile da una serie di dissuasori in acciaio corten. È proprio in questo ambito, cioè in prossimità delle mura storiche e del complesso monumentale di Piazza dei Miracoli, che si concentrano infine tutta una serie di importanti interventi di riorganizzazione degli spazi e ridisegno delle pavimentazioni, di rifunzionalizzazione dei box commerciali e servizi igienici. Il progetto realizza così partendo da largo Cocco Griffi una lunga fascia centrale di pavimentazione in pietra arenaria grigia che continua su tutta via Cammeo a spina di pesce fino a tutta piazza Manin, mentre ai lati, sia in prossimità degli edifici esistenti sia in prossimità delle mura, sono previste due ampie zone pavimentate a calcestruzzo architettonico di color sabbia. Sul perimetro delle mura in prossimità del cimitero ebraico, è stata mantenuta una fascia a prato. Al centro di Piazza Manin si prevede la realizzazione di un’area pavimentata in pietra calcarea bianca tipo San Giuliano quale spazio polivalente e simbolico prima dell’ingresso di Porta Nuova corredato da 12 panchine lineari doppie, illuminate alla base da un nastro led, così da creare un luogo simbolico di fronte al complesso monumentale di Piazza dei Miracoli. Ai lati del camminamento si collocano 40 banchi commerciali distanti 5 metri l’uno dall’altro, secondo il prototipo già approvato dal precedente progetto di fattibilità: box in acciaio corten di 2×2 metri, rinnovati nell'immagine, alternati a filari di alberature, costituiti dal mantenimento dei 12 platani esistenti e dalla messa a dimora di nuovi 45 lecci. In quest’ambito si posizionano inoltre 5 postazioni di ritrattisti e 2 operatori dell’ingegno, 2 servizi igienici, 4 edicole e 2 chioschi per informazioni turistiche. La realizzazione dei nuovi banchi commerciali e dei chioschi non rientra all’interno di questo progetto Pinqua, ma sarà oggetto di uno specifico progetto e bando di affidamento dei lavori che sarà pubblicato in seguito dal Comune. Per gli elementi di arredo urbano si prevedono invece per la zona Largo Cocco Griffi – Piazza Manini una serie sedute circolari con aiuola centrale, oltre ad un numero considerevole di sedute lineari, realizzate in materiale ecologico e resistente di colore bianco, così da consentire a tutti, residenti e turisti, la sosta e la socializzazione. Verranno istallati infine cestini portarifiuti, alcune griglie portabiciclette, oltre ai pannelli-totem informativi in prossimità delle porte di ingresso all’area monumentale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Giulia Cecchettin in un audio: “Vorrei che Filippo sparisse dalla mia vita”. Turetta forse già domani in Italia

    Giulia Cecchettin in un audio: “Vorrei che Filippo sparisse dalla mia vita”. Turetta forse già domani in Italia

    (Adnkronos) – "Vorrei fortemente sparire dalla sua vita, ma non so come farlo". E ancora: "Mi sento in una situazione in cui vorrei che sparisse, vorrei non avere più contatti con lui. Però allo stesso tempo lui mi viene a dire che è super depresso, che ha smesso di mangiare, passa le giornate a guardare il soffitto, pensa solo ad ammazzarsi, vorrebbe morire". Così Giulia Cecchettin, in un audio inviato alle amiche, parlava così del rapporto con Filippo Turetta, dopo la fine della relazione. Le parole della giovane sono contenute in un audio di Chi l'ha visto proposto dal Tg1. "Non me le viene a dire per forza come ricatto però suonano molto come ricatto. Allo stesso tempo mi viene a dire che l'unica luce che vede nelle sue giornate sono le uscite con me o i momenti in cui io gli scrivo. Io vorrei non vederlo più, comincio a non sopportarlo più. Vorrei fortemente sparire dalla sua vita, ma non so come farlo. Mi sento in colpa, ho troppa paura che possa farsi male in qualche modo", aggiungeva la ragazza. Nell'audio completo, fatto ascoltare da 'Chi l'ha visto', Giulia esprimeva la sua paura che l'ex fidanzato potesse fare un gesto insano: "Non credo che lo farebbe perché mi sembra che mi dica queste cose più per costringermi a stargli sempre appiccicata però il rischio, soprattutto nella mia testa, c'è e il fatto che potrebbe essere colpa mia mi uccide come cosa". "Non so veramente come comportarmi" diceva Giulia. Filippo Turetta, che è stato arrestato in Germania su mandato di arresto europeo per l'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin, potrebbe rientrare venerdì in Italia. E' quanto si apprende da ambienti giudiziari tedeschi. Ieri i giudici tedeschi hanno dato il via libera alla consegna alle autorità italiane del 22enne che aveva in precedenza già espresso il consenso al rimpatrio. "Se la persona perseguitata ha acconsentito all'estradizione semplificata e non sono più evidenti ostacoli all'estradizione”, per eseguirla “non è necessaria un'ulteriore decisione del tribunale”, avevano affermato i giudici in una nota. “Ho ammazzato la mia fidanzata" Giulia Cecchettin, ha detto Turetta confessando ai poliziotti tedeschi l’omicidio della ex. "Ho vagato questi giorni perché cercavo di farla finita, ho pensato più volte di andarmi a schiantare contro un ostacolo e più volte mi sono buttato un coltello alla gola, ma non ho avuto il coraggio di farla finita”. Nell’auto usata dal 22enne per disfarsi della ragazza e per percorrere mille chilometri fino in Germania gli agenti hanno trovato e sequestrato un coltello che ora dovrà essere analizzato per capire se è quello usato contro la studentessa. Turetta, arrestato in Germania su mandato di arresto europeo per l'omicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin, potrebbe rientrare venerdì in Italia. E' quanto si apprende da ambienti giudiziari tedeschi. Oggi i giudici tedeschi hanno dato il via libera alla consegna alle autorità italiane del 22enne che aveva in precedenza già espresso il consenso al rimpatrio. "Se la persona perseguitata ha acconsentito all'estradizione semplificata e non sono più evidenti ostacoli all'estradizione”, per eseguirla “non è necessaria un'ulteriore decisione del tribunale”, avevano affermato i giudici in una nota. Filippo aveva i vestiti con evidenti tracce di sangue quando è stato fermato dai poliziotti tedeschi. È uno dei particolari che emerge a poche ore dal sì alla consegna all’Italia deciso dai giudici in Germania. Inoltre, da quanto si apprende, il giovane aveva ferite alle mani e alle caviglie – da accertare il modo in cui se le è provocate – quando è stato fermato dagli agenti. “Mi sembra impossibile. Ma poi dicono dello scotch, del coltello, non so cosa pensare…forse voleva sequestrarla per non farle dare la tesi e poi la situazione è degenerata. Secondo noi, gli è scoppiata qualche vena in testa. Non c’è davvero una spiegazione”. In un’intervista al Corriere della Sera i genitori di Filippo Turetta, papà Nicola e mamma Elisabetta, arrestato in carcere in Germania con l’accusa di avere ucciso l’ex fidanzata Giulia Cecchettin, non si danno pace.  “Parlano di possesso, maschilismo, incapacità di accettare che lei fosse più brava di lui. Non è assolutamente niente di tutto questo. Io sono convinto che qualcosa nel suo cervello non abbia più funzionato” aggiunge il papà, l’unico tra i due che riesce davvero a parlare. “Proviamo un immenso dolore per la povera Giulia. Siamo vicini alla sua famiglia, siamo devastati per quello che è accaduto. Pensiamo in continuazione a lei. Ci fa male vederci additare come genitori inadeguati, come una famiglia simbolo del patriarcato” aggiunge il padre del 22enne.  Quando è stato fermato “secondo noi era in stato confusionale. Ha vagato senza una meta, non è tornato perché probabilmente aveva paura. Segno che non aveva un piano”. In attesa dell’udienza per decidere sulla consegna, “non ci hanno fatto ancora parlare con lui. Ci hanno detto che è molto provato. Se non lo riporteranno in Italia nei prossimi giorni, ci organizzeremo per andare noi in Germania. Resta nostro figlio. Cosa dobbiamo fare? Pagherà per quello che ha fatto. Noi siamo pur sempre i suoi genitori”. Ad aspettarli a casa c’è un altro figlio. “Non è facile, soffre molto. Ieri sera era a tavola e ha sentito al telegiornale che ‘il killer’ era stato fermato in Germania. È dura sentir parlare così di un fratello. Filippo in casa non è mai stato un ragazzo violento. Siamo tutti sgomenti” conclude Nicola Turetta. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Israele-Hamas, slitta tregua a Gaza. Qatar: “Negoziati procedono bene, annuncio a breve”

    Israele-Hamas, slitta tregua a Gaza. Qatar: “Negoziati procedono bene, annuncio a breve”

    (Adnkronos) –
    Slittano la tregua tra Israele e Hamas e il rilascio degli ostaggi, inizialmente previsti per oggi secondo le ultime news di giovedì 23 novembre. I negoziati a Doha per l'accordo "proseguono positivamente" e nelle prossime ore ci sarà l'annuncio della tregua, ha assicurato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, secondo cui Doha sta lavorando con le due parti e con gli Stati Uniti "per garantire il rapido inizio della tregua e per fornire quanto è necessario per assicurare l'impegno delle parti per l'accordo". "Non c'è motivo di preoccuparsi" per il rinvio dell'entrata in vigore dell'accordo sugli ostaggi, ha assicurato una fonte a conoscenza dei negoziati, secondo cui "non dipende da una rottura dei colloqui, quanto piuttosto dalla necessità di risolvere le questioni amministrative che devono essere affrontate".  La tregua sarebbe dovuta iniziare questa mattina alle 10 (le 9 in Italia). "Il rilascio (degli ostaggi) inizierà secondo l'accordo originale tra le parti, e non prima di venerdì", ha dichiarato il consigliere israeliano per la sicurezza Tzachi Hanegbi, citato dai quotidiani Haaretz e Times of Israel e dal canale N12 ieri. "I colloqui per il rilascio dei nostri ostaggi stanno procedendo e continueranno su base continuativa", ha aggiunto. Il direttore dell'ospedale al Shifa di Gaza City è stato arrestato dalle forze israeliane. Lo riferiscono i media dello Stato ebraico, secondo cui Mohammad Abu Salmiya viene interrogato dall'intelligence dell'Idf e dallo Shin Bet. La radio dell'Esercito israeliano afferma che il direttore di al Shifa è stato fermato mentre si spostava verso il sud della Striscia di Gaza. Le Forze di difese israeliane hanno colpito nei raid aerei condotti nelle ultime 24 ore circa 300 obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito le Idf, precisando che sono stati bombardati centri di comando, tunnel, depositi di munizioni, siti per la fabbricazione di armi e per il lancio di razzi. Tra 30 e 50 razzi sono stati lanciati questa mattina dal Libano verso l'Alta Galilea, nel nord di Israele, nella più grande raffica da quando è iniziata la guerra il mese scorso. Lo scrivono i media israeliani, secondo cui non risultano vittime. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Violenza sulle donne, dal braccialetto elettronico agli indennizzi: stretta nel ddl Roccella

    Violenza sulle donne, dal braccialetto elettronico agli indennizzi: stretta nel ddl Roccella

    (Adnkronos) – Dopo l'omicidio di Giulia Cecchettin, il Senato accelera sulle misure di contrasto alla violenza sulle donne e ai femminicidi. E così, approvato all'unanimità ieri dall'Aula, il ddl Roccella è diventato legge. 19 gli articoli che lo compongono con misure che passano dal braccialetto elettronico alla formazione degli operatori fini agli indennizzi per le vittime. Nel dettaglio, il disegno di legge 'Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica', si compone di diciannove articoli, diretti da un lato a rafforzare la protezione delle vittime di violenza attraverso misure di prevenzione, il potenziamento delle misure cautelari e l'anticipazione della soglia della tutela penale, dall'altro ad assicurare la certezza dei tempi dei procedimenti che hanno ad oggetto reati di violenza di genere o domestica. L'articolo 1 estende l'ambito di applicazione non solo della disciplina dell'ammonimento del questore, sia d'ufficio che su richiesta della persona offesa, ma anche degli obblighi informativi alle vittime di violenza da parte delle forze dell'ordine, dei presidi sanitari e delle istituzioni pubbliche.  L'articolo 2 apporta alcune modifiche al codice antimafia e delle misure di prevenzione, da un lato estendendo l'applicabilità da parte dell'autorità giudiziaria delle misure di prevenzione personali attualmente applicabili ai soggetti indiziati dei delitti di atti persecutori e di maltrattamenti contro familiari e conviventi, anche ai soggetti indiziati di alcuni gravi reati che ricorrono nell'ambito dei fenomeni della violenza di genere e della violenza domestica e, dall'altro, intervenendo sulla misura della sorveglianza speciale. L'articolo 3 assicura priorità assoluta nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione dei processi, anche relativi ai reati di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, di costrizione o induzione al matrimonio, di lesioni personali aggravate, di deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, di interruzione di gravidanza non consensuale, di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e di stato di incapacità procurato mediante violenza, laddove ricorrano le circostanze aggravanti ad effetto speciale e quindi il colpevole abbia agito con il fine di far commettere un reato, ovvero la persona resa incapace commette in tale stato un fatto previsto dalla legge come delitto. L'articolo 4 prevede che, con riguardo i processi relativi ai delitti di violenza di genere e domestica, debba essere assicurata priorità anche alla richiesta di misura cautelare personale e alla decisione sulla stessa.  L'articolo 5 reca misure volte a favorire la specializzazione degli uffici requirenti in materia di violenza di genere e domestica, prevedendo che nel caso di delega l'individuazione del sostituto procuratore debba avvenire specificatamente sempre per la cura degli affari in materia di violenza di genere e domestica. L'articolo 6 prevede iniziative formative in materia di violenza contro le donne e violenza domestica. In particolare si prevede la predisposizione, da parte dell'autorità politica delegata per le pari opportunità, di apposite linee guida nazionali al fine di orientare un'adeguata e omogenea formazione degli operatori che a diverso titolo entrano in contatto con le donne vittime di violenza. Si prevede altresì che nelle linee programmatiche che il ministero della Giustizia annualmente propone alla scuola superiore della magistratura siano inserite specifiche iniziative formative in materia di violenza contro le donne e violenza domestica. L'articolo 7 interviene sul procedimento di applicazione delle misure cautelari nei procedimenti relativi a delitti di violenza domestica e di genere, prevedendo, attraverso l'inserimento nel codice di rito del nuovo articolo 362-bis del codice di procedura penale, che il pm debba richiedere l'applicazione della misura entro trenta giorni dall'iscrizione della persona nel registro delle notizie di reato e che il giudice debba pronunciarsi sulla richiesta nei venti giorni dal deposito dell'istanza cautelare presso la cancelleria. L'articolo 8 modifica l'articolo 127 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale in materia di comunicazione delle notizie di reato al procuratore generale, imponendo al procuratore generale presso la corte d'appello l'obbligo di acquisire trimestralmente dalle procure della Repubblica del distretto i dati sul rispetto dei termini relativi ai procedimenti di cui al nuovo articolo 362-bis del codice di procedura penale, e di inviare al procuratore generale presso la Corte di cassazione una relazione almeno semestrale. L'articolo 9 innalza la pena prevista relativa alla violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e ne estende la disciplina penalistica anche alla violazione degli ordini di protezione emessi dal giudice in sede civile. L'articolo 10 introduce nel codice di procedura penale il nuovo articolo 382-bis, al fine di consentire l'arresto in flagranza differita nei casi di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, di maltrattamenti contro familiari e conviventi, nonché di atti persecutori. L'articolo 11 aggiunge cinque ulteriori commi, dal comma 2-bis al comma 2-sexies, all'articolo 384-bis del codice di procedura penale, il quale disciplina la misura pre-cautelare dell'allontanamento d'urgenza dalla casa familiare. Si prevede in particolare che, fermo quanto disposto in tema di fermo dell'indiziato, anche fuori dai casi di flagranza, il pubblico ministero dispone, con decreto motivato, l'allontanamento urgente dalla casa familiare, con il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, nei confronti della persona gravemente indiziata di una serie di delitti di violenza, di genere e domestica, ove sussistano fondati motivi per ritenere che le condotte criminose possano essere reiterate, ponendo in grave ed attuale pericolo la vita o l'integrità fisica della persona offesa e non sia possibile per la situazione di urgenza attendere il provvedimento del giudice. Entro quarantott'ore dall'esecuzione del decreto con il quale è stato disposto l'allontanamento urgente, il pubblico ministero ne richiede la convalida al giudice per le indagini preliminari competente in relazione al luogo nel quale il provvedimento di allontanamento d'urgenza è stato eseguito. Il giudice per le indagini preliminari deve fissare entro le successive quarantott'ore l'udienza di convalida dandone avviso senza ritardo al pubblico ministero e al difensore. L'articolo 12 interviene in materia di misure cautelari e in particolare di prescrizione del braccialetto elettronico, fra le altre, imponendo alla polizia giudiziaria il previo accertamento della fattibilità tecnica dell'utilizzo dei mezzi elettronici e degli altri strumenti tecnici di controllo, ove il giudice ne abbia prescritto l'applicazione congiuntamente alla misura degli arresti domiciliari, e prevedendo l'applicazione della misura cautelare in carcere nel caso di manomissione dei mezzi elettronici e degli strumenti tecnici di controllo disposti con la misura degli arresti domiciliari, ovvero con le misure coercitive di cui agli articoli 282-bis o 282-ter. L'articolo 13 introduce alcune deroghe alla disciplina vigente in materia di criteri di scelta e di condizioni di applicabilità delle misure cautelari coercitive, nonché modifiche alla normativa in tema di conversione dell'arresto in flagranza e del fermo in misura coercitiva. L'articolo 14 interviene in materia di informazioni da rendere alla persona offesa dal reato, estendendo l'obbligatorietà dell'immediata comunicazione alle vittime di violenza domestica o di genere a tutti i provvedimenti deliberati e inerenti l'autore del reato, sia esso imputato in stato di custodia cautelare, condannato o internato. L'articolo 15 reca modifiche al regime della concessione della sospensione condizionale della pena prevista dal quinto comma dell'articolo 165 del codice penale, disponendo che, ai fini della sospensione condizionale della pena, non è sufficiente la mera partecipazione, con cadenza almeno bisettimanale, ai percorsi di recupero, ma occorre che tali percorsi siano superati con esito favorevole. L'accertamento della partecipazione del superamento del percorso così come la valutazione del medesimo sono demandati al giudice. Il provvedimento che determina il venir meno delle misure cautelari precedentemente disposte a seguito della sospensione condizionale della pena deve essere immediatamente comunicato all'autorità di pubblica sicurezza affinché valuti se richiedere l'applicazione di una misura di prevenzione. L'articolo 16 modifica la disciplina relativa alla domanda di indennizzo per le vittime di crimini internazionali violenti, di cui all'articolo 13 della legge n. 122 del 2016.  L'articolo 17 infine introduce e disciplina la possibilità di corrispondere in favore della vittima di taluni reati, oppure degli aventi diritto in caso di morte della vittima, una provvisionale, ossia una somma di denaro liquidata dal giudice come anticipo sull'importo integrale che le spetterà in via definitiva. La somma è corrisposta su richiesta alle vittime o agli aventi diritto che vengano a trovarsi in stato di bisogno in conseguenza dei reati medesimi. La disposizione fa riferimento ai delitti di omicidio, violenza sessuale o lesione personale gravissima o deformazione dell'aspetto mediante lesioni permanenti al viso commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. L'articolo 18 dispone che, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, il Ministro della giustizia e l'autorità politica delegata per le pari opportunità adottino un decreto interministeriale che disciplini le modalità per il riconoscimento e l'accreditamento degli enti e delle associazioni abilitate ad effettuare corsi di recupero degli autori di reati di violenza sulle donne e di violenza domestica. Il ministro della giustizia e l'autorità politica delegata per le pari opportunità devono inoltre provvedere all'emanazione di linee guida per l'attività di tali enti e associazioni. Infine, l'articolo 19 reca la clausola di invarianza finanziaria, in virtù della quale dall'attuazione del provvedimento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Ex modella Penthouse accusa Axl Rose dei Guns n’ Roses: “Mi ha stuprata”

    Ex modella Penthouse accusa Axl Rose dei Guns n’ Roses: “Mi ha stuprata”

    (Adnkronos) – Il cantante della rock band Guns n' Roses, Axl Rose, è stato accusato di aver violentato una modella di Penthouse. La modella e attrice Sheila Kennedy sostiene che il cantante l'ha stuprata "violentemente" nel 1989, dopo essersi incontrati in un nightclub di New York. Il caso è in discussione alla Corte suprema dello Stato di New York, riporta la Cnn. Secondo la denuncia, l'incidente è avvenuto quando Rose "era all'apice del suo successo" e sostiene che "ha usato la sua fama, status e potere come celebrità e artista nell'industria musicale per manipolare, controllare e aggredire sessualmente Kennedy con violenza".  La denuncia descrive un incidente avvenuto in una stanza d'albergo di New York, dove Kennedy sostiene che Rose, oggi 61enne, "l'ha fatta cadere a terra", l'ha trascinata per i capelli, le ha bloccato le mani e ha continuato a violentarla "mentre era in preda a rabbia sessuale". "Kennedy non ha acconsentito e si è sentita sopraffatta", si legge nella denuncia. "Ha capito che la cosa più sicura da fare era sdraiarsi sul letto e aspettare che Rose finisse di aggredirla". Secondo la denuncia, Kennedy ha sofferto "gravi difficoltà emotive, fisiche, finanziarie e psicologiche" a seguito di questo episodio.  
    L'avvocato di Axl Rose ha respinto ogni accusa parlando con la Cnn: "In poche parole, non è mai accaduto". Sono affermazioni ''fittizie'', spiega il legale. "Sebbene non neghi la possibilità che una foto di una fan sia stata scattata di sfuggita, il signor Rose non ricorda di aver mai incontrato o parlato con la querelante, e non ha mai sentito parlare di queste accuse fittizie prima di oggi", continua la dichiarazione. "Il signor Rose – conclude l'avvocato del cantante – è fiducioso che questo caso sarà risolto a suo favore". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Israele-Hamas, tutto in bilico: slitta liberazione ostaggi, tregua a rischio

    Israele-Hamas, tutto in bilico: slitta liberazione ostaggi, tregua a rischio

    (Adnkronos) – L'accordo per la liberazione di 50 ostaggi c'è, la fumata bianca ancora no e anche la tregua di 4 giorni tra Israele e Hamas è in bilico. Le parti hanno raggiunto l'intesa di massima che da  da domani dovrebbe portare al rilascio di donne e bambini rapiti nell'attacco del 7 ottobre. Dalle 10 di oggi, dovrebbe scattare la tregua di 4 giorni nella Striscia di Gaza, che riceverà carburante e aiuti. Ma il cessate il fuoco vacilla: Hamas non ha ancora consegnato la lista delle persone da liberare in una situazione che rimane ad altissima tensione. Il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliano, Tzachi Hanegbi, ha affermato che venerdì è la prima data prevista per il rilascio. "I negoziati per il rilascio dei nostri prigionieri stanno progredendo e continuano senza sosta", ha detto Hanegbi in una dichiarazione rilasciata dall'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu. Israele, che libererà circa 150 detenuti palestinesi. Non ha ricevuto la lista contenente i nomi dei 50 ostaggi – 30 bambini, 8 madri e altre 12 donne – che attendono di lasciare Striscia di Gaza: questo ostacolo rischia di condizionare l’intero quadro. L'elenco a quanto pare non è stato consegnato al capo del Mossad David Barnea e al generale dell'Idf Nitzan Alon, volati in Qatar, dove le trattative si sono sviluppate in maniera decisiva. A Gaza, una parte degli ostaggi è nelle mani di altri gruppi. Se Hamas riuscisse a individuare altre donne e altri bambini da liberare, l'accordo potrebbe arrivare a prevedere 10 giorni senza ostilità, con un giorno extra di tregua ogni 10 ostaggi liberati. Parallelamente, Israele valuterebbe la possibilità di liberare altri detenuti palestinesi. Al momento, però, non c’è certezza nemmeno sul semaforo verde iniziale. La consegna degli ostaggi da parte di Hamas viene descritta come una procedura complicata che deve ancora essere finalizzata e può richiedere tempo, ha affermato il portavoce dell'esercito israeliano, Daniel Hagari. In sostanza, tra la fumata bianca e l'attuazione dell'accordo potrebbero trascorrere altre ore con il rischio di uno stallo prolungato. L'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha delineato un iter che va considerato indicativo, secondo i media israeliani. Come primo step, Hamas consegnerà gli ostaggi alla Croce Rossa. Donne e bambini, nella seconda fase, verranno quindi portati a rappresentanti delle forze di difesa israeliane. Quindi, nel terzo step, sono in programma i primi controlli medici con il trasferimento in uno dei cinque centri allestiti per l'incontro con le famiglie. Nella quarta tappa, medici e membri della sicurezza si confronteranno per stabilire se qualcuno degli ostaggi possa essere ascoltato. Il quinto, eventuale passaggio prevede che almeno alcuni ostaggi rispondano alle domande per fornire informazioni utili. Netanyahu, nella serata di ieri, prima dell’inprovvisa frenata ha analizzato la situazione. "Gli ostaggi hanno il coltello alla gola, salvarli è una missione sacra", ha detto il premier. "Come potevamo lasciarci sfuggire la possibilità di riportare a casa donne e bambini? Abbiamo preso una decisione". La tregua potrebbe consentire a Yahya Sinwar, leader di Hamas Gaza, di guadagnare tempo. "Siamo preparati per eventuali sviluppi", ha detto il premier, che ha espresso lo stesso concetto al presidente degli Stati Uniti Joe Biden: "Ci prendiamo una pausa, ma ripartiremo". Che succede se Hamas viola la tregua? "Come mi ha detto il presidente Biden, abbiamo un nemico che tiene in ostaggio un bimbo di 9 mesi… Sappiamo con chi abbiamo a che fare. Se c'è una violazione, non rimarremo inermi come pecore. Faremo ciò che va fatto per rispettare l'accordo. Ma se viene violato, sappiamo cosa fare. Vogliamo riportare a casa tutti gli ostaggi con quest'accordo, ma non diamo carta bianca a Hamas. Alla fine della pausa, riprenderemo la guerra. Potremmo anche essere costretti a farlo prima del previsto".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Olanda, chi è Geert Wilders: ‘Mozart’ di destra vince le elezioni e spaventa l’Ue

    Olanda, chi è Geert Wilders: ‘Mozart’ di destra vince le elezioni e spaventa l’Ue

    (Adnkronos) – Geert Wilders vince le elezioni 2023 in Olanda con il Pvv, la destra punta al governo e il 'Mozart' populista spaventa l'Ue. Leader di una forza populista di estrema destra, nelle ultime settimane ha recuperato quasi 10 punti percentuali sui suoi avversari "dominando" i dibattiti televisivi. Wilders, il cui manifesto chiede lo "stop" all'asilo e il divieto di "scuole islamiche, Corano e moschee". Wilders, 60 anni, rappresenta lo spauracchio principale per l'Unione Europea, tanto che il candidato europeista Frans Timmermans aveva chiesto agli olandesi indecisi di andare a votare soprattutto per arginarne l'ascesa. Soprannominato "Mozart" per la sua appariscente chioma bionda, amico di Marine Le Pen e Matteo Salvini e ammiratore di Oriana Fallaci (che ha definito il suo "idolo"), Wilders si dichiara antifascista, filosemita, antislamista e anticomunista. Il leader del Pvv è stato a lungo un punto fermo della politica olandese, e da mesi "vive" insieme alle guardie del corpo che il governo gli ha fornito dopo aver ricevuto minacce di morte per la sua campagna per la messa al bando del Corano. Contrario all'invio di armi all'Ucraina e fortemente filoisraeliano, nel programma elettorale del Pvv ci sono diverse battaglie "storiche" di Wilders: la riduzione dell’età pensionabile, l'Iva allo 0% sugli alimenti e l’abolizione della franchigia nella sanità. Il leader del Pvv non ha mai escluso la possibilità di finanziare i suoi piani con i fondi destinati alle misure sul clima e l’azoto. Wilders vorrebbe anche tagli alle sovvenzioni per la cultura, alla cooperazione allo sviluppo, e ai fondi destinati all'Ue. Wilders è destinato a condurre in prima persona le trattative e di ridisegnare la scena politica dei Paesi Bassi. Nell'iter per la formazione di un nuovo esecutivo, potrebbe negoziare un accordo con il centro-destra di Dilan Yesilgoz.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Processo a ultras Genoa, Cataldi: “Non ho minimizzato l’aggressione a mia moglie”

    Processo a ultras Genoa, Cataldi: “Non ho minimizzato l’aggressione a mia moglie”

    (Adnkronos) – Danilo Cataldi non ci sta. La ricostruzione secondo la quale non avrebbe dato il giusto peso a un'episodio di aggressione nei confronti della moglie non va giù al centrocampista della Lazio. E in un post su Instagram, il calciatore risponde per le rime alle notizie "parziali, strumentali e sensazionalistiche" uscite dal processo in corso a Genova. Riservandosi di "agire in ogni sede" per tutelare la propria famiglia. "Non ho minimizzato l’episodio in cui è stata coinvolta mia moglie, la persona che amo e stimo di più al mondo", scrive. I fatti risalgono al 2017, quando un gruppo di tifosi del Genoa, squadra in cui militava Cataldi, sono stati protagonisti di una aggressione nei confronti della moglie del calciatore. Oggi Cataldi è stato sentito come testimone in un processo a 15 ultras del Genoa sui ricatti alla società. E secondo alcune ricostruzioni avrebbe sminuito quanto accaduto.  "Gli articoli e le notizie pubblicate in serata sul mio conto -scrive Cataldi su Instagram- riportano ricostruzioni parziali, strumentali e sensazionalistiche, oltre che lesive della mia persona, relativamente ad una vicenda, accaduta nel 2017 dopo una partita di calcio e che oggi mi vede come testimone di un processo penale. Per chiarezza: non ho minimizzato l’episodio in cui è stata coinvolta mia moglie, la persona che amo e stimo di piu al mondo. Far passare un messaggio diverso è quanto di più offensivo e diffamatorio nei miei confronti, soprattutto in una vicenda del genere. Credo fermamente nella giustizia e anche per questo mi riservo di agire in ogni sede per tutelare la nostra famiglia". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Pesaro, ai domiciliari per violenza sessuale evade. Le vittime: “Abbiamo paura”

    Pesaro, ai domiciliari per violenza sessuale evade. Le vittime: “Abbiamo paura”

    (Adnkronos) – E' evaso dai domiciliari, dove si trovava dopo la denuncia di due ex compagne per violenza sessuale e la condanna in appello. A riportare la notizia è 'il Resto del Carlino' di Pesaro sottolineando che "entrambe hanno trovato il coraggio di denunciare quell'uomo costituendosi parte civile ai processi fino a ottenere la sua condanna a 10 anni e 4 mesi di carcere complessivi. Mancava la conferma della Cassazione, ma lui, agli arresti domiciliari, è appena fuggito rompendo il braccialetto elettronico". Le vittime, che sono amiche tra loro dopo aver scelto lo stesso avvocato, Elena Fabbri, del foro di Rimini, pregano che lo ritrovino e lo arrestino il prima possibile. "Ora avverto sempre i carabinieri ogni volta che esco per andare al lavoro e ogni volta che riparto per tornare nella struttura. Ma non credo che verrà preso", dice una delle due donne al quotidiano. "Da quando è evaso mi sembra di vederlo ovunque. Ho paura che torni", sottolinea l'altra. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)