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	<title>Catanzaro - Calabria News</title>
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	<description>Calabria News quotidiano on line: Cronaca e notizie di Lamezia Terme, informazioni di sport e cultura.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 05 Oct 2026 10:48:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Protesta degli autotrasportatori per il caro carburante alla Cittadella regionale di Catanzaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 10:48:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;il settore è da diversi mesi in ginocchio. Il caro carburante incide per il 40%: oggi abbiamo un costo del 40% in più rispetto ai mesi scorsi&#8221;. È quanto afferma Angelo Derenzo, referente provinciale di Vibo Valentia di Fedralog, tra gli autotrasportatori che questa mattina hanno aderito alla mobilitazione indetta dall&#8217;associazione di categoria per effetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;il settore è da diversi mesi in ginocchio. Il caro carburante incide per il 40%: oggi abbiamo un costo del 40% in più rispetto ai mesi scorsi&#8221;. È quanto afferma Angelo Derenzo, referente provinciale di Vibo Valentia di Fedralog, tra gli autotrasportatori che questa mattina hanno aderito alla mobilitazione indetta dall&#8217;associazione di categoria per effetto del caro carburante.<br />
Questa mattina sono arrivati presso la Cittadella regionale di Catanzaro un centinaio di mezzi pesanti. &#8220;È una manifestazione pacifica &#8211; spiega Derenzo &#8211; per fare sentire alle istituzioni la nostra presenza. Stiamo cercando un tavolo di confronto con la governance calabrese, affinché si possa arrivare al governo centrale e affrontare tutta la problematica che stiamo vivendo&#8221;. La protesta si sta svolgendo al momento senza disagi e sotto il controllo delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>&#8220;La situazione è drammatica&#8221; ha aggiunto un autotrasportatore di 29 anni di Lamezia Terme. &#8220;A fine anno rischio di non arrivare, sulle spalle ho 27 dipendenti. Spero che chi ha il potere di intervenire lo faccia al più presto&#8221;. &#8220;Da quattro anni, come associazione Fedralog, chiediamo alla giunta un tavolo tecnico per poter rappresentare i problemi che affliggono il settore dell&#8217;autotrasporto calabrese. Il carburante è arrivato a costi mai raggiunti prima &#8211; ha spiegato &#8211; la situazione è drammatica perché tante aziende oggi rischiano realmente di chiudere. Abbiamo una tassazione esagerata e il carburante alle stelle. Una azienda di autotrasporto si attesta su un utile annuo dal 3% al 5% di ricavi ma oggi con il carburante a 2,42 euro non è più possibile. Quella di Eni è stata per noi autotrasportatori una beffa, non ci agevola perché scarichiamo da una extra-rete. Dopo sette mesi con il carburante a questi prezzi non abbiamo più liquidità&#8221;.</p>
<p>L&#8217;autotrasportatore ha quindi evidenziato come la misura adottata nei giorni scorsi dalla Regione sia positiva ma non sufficiente: &#8220;Sono usciti 15 milioni di euro, ne escano altri 30. E poi vogliamo capire anche a chi verranno dati, quando verranno dati e come verranno dati&#8221;. Alla manifestazione ha aderito anche un gruppo di agricoltori del Catanzarese del movimento territorio e agricoltura, chiedono maggiori tutele per i prodotti made in Italy.</p>
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		<item>
		<title>Corruzione su appalti in sanità, chiesto il giudizio per 33 a Catanzaro: Udienza Gup il 21 dicembre</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/corruzione-su-appalti-in-sanita-chiesto-il-giudizio-per-33-a-catanzaro-udienza-gup-il-21-dicembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rinvio a giudizio di 35 persone fisiche e due società è stato chiesto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro nell’ambito di un’inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza, sul presunto condizionamento di appalti e gestione della sanità in Calabria. L’udienza preliminare davanti al Gup di Catanzaro è stata fissata per il 21 dicembre. Al centro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="formatted-text has-first-letter">
<p>Il rinvio a giudizio di <strong>35 persone fisiche</strong> e <strong>due società</strong> è stato chiesto dalla <strong>Procura della Repubblica di Catanzaro</strong> nell’ambito di un’inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza, sul presunto condizionamento di appalti e gestione della sanità in <strong>Calabria</strong>. L’udienza preliminare davanti al Gup di Catanzaro è stata fissata per il <strong>21 dicembre</strong>. Al centro del procedimento ci sono nove gare d’appalto, per un valore complessivo superiore ai <strong>33 milioni di euro</strong>, bandite dalla Stazione unica appaltante della Regione Calabria, dall’Università Magna Graecia e dalle strutture ospedaliere di Catanzaro. A vario titolo vengono contestati, tra gli altri,<strong> i reati di corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico, abusiva introduzione in sistemi informatici ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.</strong></p>
</div>
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<div data-type="_mgwidget" data-widget-id="2045767">Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni pubblici ufficiali avrebbero stretto accordi con rappresentanti di aziende fornitrici di beni e servizi sanitari per orientare l’esito delle procedure attraverso la predisposizione di bandi e capitolati ritenuti funzionali a favorire soggetti predeterminati. L’inchiesta riguarda anche presunte irregolarità in concorsi pubblici e nella ripartizione del fondo per gli incentivi alle funzioni tecniche, oltre all’ipotizzata indebita percezione dell’indennità di esclusività da parte di un medico-docente universitario.</div>
</div>
<div class="formatted-text">
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nell’ambito delle indagini erano state disposte misure cautelari personali nei confronti di 15 persone e un sequestro preventivo d’urgenza per circa 530 mila euro</strong>. Nel procedimento risultano persone offese lo Stato, l’Azienda ospedaliera autonoma Mater Domini, l’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e l’Università Magna Graecia.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Lettera a calabrianews: &#8220;Difendere la scuola di &#8216;Pratora&#8217; a Tiriolo significa difendere il futuro del territorio&#8221;</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/lettera-a-calabrianews-difendere-la-scuola-di-pratora-a-tiriolo-significa-difendere-il-futuro-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:28:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo: Ci sono scuole che sono molto più di un edificio. Sono un presidio educativo, un luogo di incontro, un punto di riferimento per le famiglie e, soprattutto nei piccoli centri, uno dei segni più concreti della vitalità di un territorio. La scuola “Nicolas Green” di Pratora, nel Comune di Tiriolo, è una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/lettera-a-calabrianews-difendere-la-scuola-di-pratora-a-tiriolo-significa-difendere-il-futuro-del-territorio/">Lettera a calabrianews: &#8220;Difendere la scuola di &#8216;Pratora&#8217; a Tiriolo significa difendere il futuro del territorio&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riceviamo e pubblichiamo:</strong> Ci sono scuole che sono molto più di un edificio. Sono un presidio educativo, un luogo di incontro, un punto di riferimento per le famiglie e, soprattutto nei piccoli centri, uno dei segni più concreti della vitalità di un territorio. La scuola “Nicolas Green” di Pratora, nel Comune di Tiriolo, è una di queste. Per anni ha rappresentato un riferimento importante per le famiglie della zona e, proprio recentemente, è stata oggetto di interventi di ristrutturazione e riqualificazione che hanno restituito alla comunità una scuola rinnovata, più accogliente e adeguata alle esigenze dei bambini. Un investimento che aveva assunto anche un valore simbolico: quello di credere nel futuro di Pratora e nella possibilità che un territorio possa continuare a crescere mantenendo vivi i propri servizi essenziali. Per questo il nuovo anno scolastico avrebbe dovuto essere vissuto come un momento di soddisfazione e di ripartenza. Invece, a pochissimi giorni dall&#8217;inizio delle lezioni, le famiglie hanno appreso dalla stampa che la scuola sarebbe stata organizzata in sole due pluriclassi: una composta dagli alunni di prima, seconda e terza e una da quelli di quarta e quinta. La notizia ha generato immediatamente grande preoccupazione. I genitori non hanno contestato in assoluto il modello della pluriclasse, realtà presente in molti piccoli centri e, in alcuni casi, inevitabile. Hanno però chiesto che la situazione specifica di Pratora venisse valutata nella sua complessità, considerando non soltanto il numero degli alunni, le diverse età, i programmi scolastici e le differenti esigenze formative dei bambini, ma anche le difficoltà logistiche e i problemi di viabilità che da anni interessano la zona e che rendono meno agevoli gli spostamenti verso altri plessi scolastici.</p>
<p>La richiesta principale avanzata dalle famiglie è stata quella di poter garantire almeno tre gruppi classe, evitando di riunire nella stessa pluriclasse prima, seconda e terza. Non si trattava di una richiesta astratta. Nella stessa aula avrebbero infatti dovuto convivere bambini che stavano iniziando il proprio percorso nella scuola primaria, imparando a leggere, scrivere e acquisire le prime competenze di base, insieme ad alunni già impegnati in programmi più articolati e in una fase diversa del percorso scolastico. Le famiglie hanno quindi espresso il timore che una simile organizzazione potesse rendere più complessa la gestione didattica e, soprattutto, potesse indurre alcuni genitori a cercare altrove una soluzione ritenuta più stabile per i propri figli. Ma le criticità non riguardavano soltanto i più piccoli. Anche la situazione di quarta e quinta meritava, secondo le famiglie, particolare attenzione. Complessivamente i due gruppi contavano 19 alunni, tra i quali tre bambini stranieri, di cui una bambina appena arrivata, e un alunno con insegnante di sostegno dedicata. Per questo era stata chiesta una valutazione complessiva dell&#8217;organizzazione scolastica e, qualora non fosse stato possibile accogliere la richiesta dei tre gruppi classe, almeno la possibilità di rafforzare l&#8217;organico con un&#8217;ulteriore docente, così da garantire una migliore gestione delle attività didattiche, in particolare nelle discipline fondamentali. Non si chiedevano privilegi. Si chiedeva di tutelare la qualità dell&#8217;offerta formativa e di evitare che una scelta organizzativa potesse avere conseguenze difficili da recuperare nel tempo.</p>
<p>Le famiglie hanno quindi cercato il dialogo istituzionale. Sono state inviate comunicazioni formali, è stata interessata la Prefettura di Catanzaro e sono seguiti solleciti. Sono state inoltre avviate interlocuzioni con l&#8217;Ufficio Scolastico Provinciale, rappresentando le criticità e proponendo possibili soluzioni. La speranza era che, prima che la situazione diventasse definitiva, fosse ancora possibile individuare una soluzione capace di conciliare le esigenze organizzative con quelle didattiche e con la tutela del futuro della scuola. Nel frattempo, però, l&#8217;anno scolastico è iniziato. E oggi sta cominciando a verificarsi proprio ciò che le famiglie avevano temuto e segnalato fin dall&#8217;inizio. Alcuni bambini si sono già trasferiti in altri istituti. Altre famiglie stanno valutando di fare la stessa scelta. Quello che all&#8217;inizio era stato rappresentato come un rischio non è dunque più soltanto un&#8217;ipotesi. Ed è forse questo l&#8217;aspetto più doloroso dell&#8217;intera vicenda. Mentre da una parte il territorio ha investito per ristrutturare e valorizzare la propria scuola, dall&#8217;altra si rischia adesso di assistere al suo progressivo impoverimento in termini di alunni. Una scuola appena rinnovata rischia di perdere i bambini per i quali è stata rinnovata. E quando un bambino lascia una scuola non cambia soltanto un numero in un registro. Si separano compagni che sono cresciuti insieme, una famiglia modifica la propria organizzazione quotidiana, un legame con il territorio si indebolisce. Soprattutto, ogni trasferimento può innescare un meccanismo difficile da fermare. Meno alunni possono significare maggiori difficoltà organizzative e queste, a loro volta, possono convincere altre famiglie ad andare via. È esattamente il rischio che i genitori avevano cercato di evitare fin dall&#8217;inizio.</p>
<p>Il problema, oggi, non è più soltanto come organizzare una pluriclasse. Il problema è evitare che una scelta organizzativa e puramente economica finisca per compromettere il futuro stesso della scuola e di un territorio che paradossalmente risulta essere in espansione. Ed è per questo che per un territorio come Pratora, perdere progressivamente il proprio presidio scolastico significherebbe perdere molto più di alcune classi. La presenza di una scuola contribuisce a mantenere viva una comunità, rende un territorio più attrattivo per le giovani famiglie e rappresenta uno dei presupposti essenziali per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri. Pratora ha dimostrato di voler investire sul proprio futuro. Lo dimostra una scuola appena riqualificata, lo dimostrano le famiglie che hanno scelto di far crescere qui i propri figli, lo dimostra la mobilitazione di chi, invece di rassegnarsi, ha cercato fin dall&#8217;inizio un dialogo con le istituzioni. Oggi quelle stesse famiglie chiedono che venga valutata con urgenza ogni soluzione ancora possibile per fermare la perdita di alunni e tutelare il futuro del plesso.</p>
<p>Non chiedono di alimentare una polemica. Chiedono di non arrivare troppo tardi. Perché investire in un edificio scolastico è importante. Ma ancora più importante è fare in modo che quell&#8217;edificio continui ad essere una scuola viva, piena di bambini, insegnanti, voci e futuro. Ed è forse proprio questa la domanda che oggi I genitori dei bambini di Pratora rivolgono alle istituzioni: che senso avrebbe avere finalmente una scuola rinnovata, bella e accogliente, se poi non si fa tutto il possibile perché i bambini possano continuare a frequentarla? I genitori non intendono fermarsi: continueranno a percorrere tutte le strade possibili, nelle sedi opportune, per evitare ulteriori accorpamenti e scongiurare il rischio che il progressivo impoverimento del plesso possa condurre, nel tempo, alla sua chiusura. Perché una scuola non si chiude quando si spegne l’ultima luce: comincia a chiudersi quando smettiamo di difenderla.</p>
<div class="default-style"><em>In rappresentanza dei genitori: </em></div>
<div class="default-style"><em>Jessica Ciambrone, Massimo Lanciano, Elisa Mazza, Natale Giuseppe Rotella, Stefania Bruno, Francesco Costantino, Federica Maruca, Giuseppe Magro, Elisabetta Spina, Pietro Renda, Chiara Maruca, Giuseppe Borelli, Antonio Ciambrone, Tatiana Grosu, Deborah Valentina Brutto, Adriano Zefi.</em></div>
<div></div>
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<div><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-403110" src="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2.jpg" alt="" width="707" height="530" srcset="https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2.jpg 2048w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-300x225.jpg 300w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-768x576.jpg 768w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-560x420.jpg 560w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-80x60.jpg 80w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-696x522.jpg 696w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-1068x801.jpg 1068w, https://www.calabrianews.it/wp-content/uploads/2026/10/Pratora-2-1920x1440.jpg 1920w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></div>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Prefetto di Catanzaro ha incontrato i Tirocinanti di inclusione sociale degli Enti locali</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-prefetto-di-catanzaro-ha-incontrato-i-tirocinanti-di-inclusione-sociale-degli-enti-locali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 12:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, ha ricevuto nella mattinata odierna una delegazione dei Tirocinanti di inclusione sociale (TIS) impegnati negli Enti locali, accompagnati dai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali,  nell’ambito della manifestazione svoltasi nel capoluogo. Nel corso dell’incontro, i rappresentanti dei lavoratori hanno illustrato le principali problematiche riguardanti il percorso di superamento del precariato, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, ha ricevuto nella mattinata odierna una delegazione dei Tirocinanti di inclusione sociale (TIS) impegnati negli Enti locali, accompagnati dai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali,  nell’ambito della manifestazione svoltasi nel capoluogo. Nel corso dell’incontro, i rappresentanti dei lavoratori hanno illustrato le principali problematiche riguardanti il percorso di superamento del precariato, con particolare riferimento alle procedure di stabilizzazione già avviate, allo scorrimento delle graduatorie e alla posizione dei tirocinanti che, allo stato, non hanno trovato collocazione nei percorsi assunzionali.</p>
<p>Il Prefetto ha ascoltato le istanze rappresentate, assicurando la massima attenzione sulla vicenda e manifestando la disponibilità della Prefettura a favorire, nell’ambito delle proprie competenze, ogni utile interlocuzione istituzionale.<br />
In particolare, il Prefetto ha assunto l’impegno di acquisire direttamente dalla Regione Calabria aggiornate informazioni sullo stato della vertenza, anche alla luce del tavolo di confronto attualmente in corso presso la stessa Regione e dedicato alle problematiche della categoria.</p>
<p>La Prefettura continuerà pertanto a seguire con attenzione l’evoluzione della vicenda, nella consapevolezza della particolare rilevanza sociale e occupazionale della questione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/il-prefetto-di-catanzaro-ha-incontrato-i-tirocinanti-di-inclusione-sociale-degli-enti-locali/">Il Prefetto di Catanzaro ha incontrato i Tirocinanti di inclusione sociale degli Enti locali</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Catanzaro, autovettura in fiamme nella gallera Sansinato in direzione capoluogo</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/catanzaro-autovettura-in-fiamme-nella-gallera-sansinato-in-direzione-capoluogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 12:43:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[gallera]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
		<category><![CDATA[Sansinato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento questa mattina, alle 10:26, per i Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, impegnati sulla SS 280, all’interno della galleria Sansinato, in direzione Catanzaro, per l’incendio di una vettura. Le squadre dei Vigili del Fuoco hanno provveduto a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l’area. Durante le operazioni di soccorso la strada [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.calabrianews.it/catanzaro-autovettura-in-fiamme-nella-gallera-sansinato-in-direzione-capoluogo/">Catanzaro, autovettura in fiamme nella gallera Sansinato in direzione capoluogo</a> proviene da <a href="https://www.calabrianews.it">Calabria News</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento questa mattina, alle 10:26, per i Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, impegnati sulla SS 280, all’interno della galleria Sansinato, in direzione Catanzaro, per l’incendio di una vettura. Le squadre dei Vigili del Fuoco hanno provveduto a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l’area. Durante le operazioni di soccorso la strada statale, interessata dal sinistro, è rimasta completamente chiusa al traffico.</p>
<p>Al termine delle operazioni, la circolazione è stata riaperta parzialmente dopo circa 30 minuti e, alle 12:45, la SS 280 è stata completamente riaperta al traffico. Nessuna persona è rimasta coinvolta o ferita. Sul posto anche Polizia Stradale e ANAS per la gestione della viabilità e gli adempimenti di competenza.</p>
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		<title>Un tributo all&#8217;Ematologia di Catanzaro: Le persone che rendono grande la nostra sanità&#8230;di Mena Pujia*</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 17:02:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ciaccio]]></category>
		<category><![CDATA[ematologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ho scritto &#8216;Voglio vivere io&#8217;, non conoscevo ancora tutte le persone che oggi fanno parte della mia vita. Alcune le avevo appena incontrate. Altre sarebbero arrivate nei ricoveri successivi, nelle terapie di supporto, nei continui viaggi tra casa e ospedale. Non avevo ancora avuto il tempo di scoprire quanto profondi e autentici potessero diventare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho scritto <em>&#8216;Voglio vivere io&#8217;</em>, non conoscevo ancora tutte le persone che oggi fanno parte della mia vita. Alcune le avevo appena incontrate. Altre sarebbero arrivate nei ricoveri successivi, nelle terapie di supporto, nei continui viaggi tra casa e ospedale. Non avevo ancora avuto il tempo di scoprire quanto profondi e autentici potessero diventare certi legami. Oggi sento il bisogno di rendere pubblicamente omaggio all&#8217;Unità Operativa di Ematologia del Presidio Ospedaliero Ciaccio di Catanzaro, parte dell&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco. Un&#8217;eccellenza della nostra sanità, per ciò che ho conosciuto e vissuto, che non ho imparato ad apprezzare attraverso le statistiche, ma attraverso la mia pelle, il mio sangue, le mie paure. E soprattutto attraverso le persone. Al dottor Matteo Molica, al dottor Luciano Levato , alla dottoressa Laura De Fazio, al dottor Renato Cantaffa, al professor Marco Rossi e a tutti gli altri medici dell&#8217;équipe va la mia gratitudine più profonda.</p>
<p>La fatica gliela leggi addosso. Nei passi, a volte lenti ma sempre decisi, con cui attraversano i corridoi. Nel continuo affaccendarsi tra le stanze di chi è ricoverato, i pazienti che arrivano da casa per una trasfusione, una terapia, un controllo, e quelli che aspettano una risposta, una spiegazione, una parola rassicurante. È un movimento incessante di persone, bisogni, urgenze, responsabilità. E loro sono lì, a passare da una stanza all&#8217;altra, da una preoccupazione all&#8217;altra, portandosi dietro la stanchezza della giornata e trovando comunque il modo di fermarsi davanti a un letto, guardarti negli occhi e chiederti come stai. Io quella fatica la vedo. E la riconosco. Penso alle mani del dottor Molica, quando cercano delicatamente il punto esatto in cui intervenire durante una puntura lombare, il mio grande terrore. A quella sua attenzione quasi timorosa di farmi male, alla delicatezza dei gesti, alla profondità d&#8217;animo, all&#8217;umiltà e a quegli occhi buoni. E penso anche al suo percorso scientifico: così giovane e già autore di importanti contributi alla ricerca sulle leucemie croniche e acute. Sapere che quelle stesse mani che si posano con tanta delicatezza sulla mia schiena appartengono a un medico che dedica anche il proprio lavoro alla ricerca mi emoziona profondamente. Perché in lui incontro due dimensioni della medicina che vorrei non fossero mai separate: la conoscenza e la tenerezza. E si sa quanto a me piaccia essere vista. Non semplicemente guardata. Vista. Riconosciuta come persona, prima ancora che come paziente. Con la mia storia, le mie paure, la mia ostinazione, la mia incontenibile voglia di vivere. E in quelle mani, in quegli occhi, io sento proprio questo: che non sono soltanto una schiena sulla quale eseguire una procedura, una malattia da combattere, un caso clinico da trattare. Sono Mena. E lui lo sa.</p>
<p>E poi ci sono gli occhi della dottoressa Laura De Fazio. Quegli occhi belli, che non si limitano a osservare, ma sembrano cercarti davvero. Occhi nei quali io ritrovo quella qualità che, da sempre, considero essenziale in ogni relazione: la capacità di vedere l&#8217;altro. E poi ci sono loro. Gli infermieri. Vorrei scriverli tutti, uno per uno, come si fa con le persone che non vuoi rischiare di dimenticare. Dario, Rosalia, Bruno, Doriana, Silvana, Domenica, Maria Letizia, Fabio, Giovanni, Aldo, Laura, Luciana, Elisa, Katia e Katia. E gli OSS, meravigliosi: Giampiero, Serenella, Domenico. E Paolo, il caposala, instancabile, sempre indaffarato, sempre con qualcosa da risolvere e, nonostante tutto, sempre sorridente e paterno. Una lista di angeli. Ma angeli veri, senza ali, con le divise, i turni, la stanchezza, le mille cose da fare e quella straordinaria capacità di esserci. Penso soprattutto agli abbracci durante le punture lombari. Perché ditemi voi: chi ti abbraccia teneramente mentre un ago ti attraversa la schiena per raggiungere lo spazio intorno al midollo spinale? Mentre ti perfora fin dentro l&#8217;anima?! Chi ti tiene stretta mentre cerchi di restare immobile, mentre hai paura, mentre vorresti soltanto che tutto finisse in fretta? Loro.</p>
<p>E io canto. Canto mentre mi preparano, mentre mi chiedono di stare immobile, mentre sento le mani che cercano il punto giusto sulla schiena. Canto perché quella è la mia voce. È una parte di me che non voglio consegnare alla malattia. E loro mi sostengono. Mi abbracciano, mi tengono, mi lasciano cantare. E qualche volta penso a quanto sia straordinaria questa scena: una donna che canta mentre viene sottoposta a una puntura lombare e qualcuno che la tiene stretta perché possa continuare a farlo. Non sono soltanto mani che eseguono procedure. Sono mani che sanno anche accogliere. E in quell&#8217;abbraccio non c&#8217;è soltanto il tentativo di tranquillizzare una paziente. C&#8217;è un modo di intendere il proprio lavoro. C&#8217;è la consapevolezza che, in quel momento, non sei soltanto un corpo sul quale eseguire una procedura. Sei una persona che ha paura. E che ha bisogno di sentirsi tenuta. Non so se si rendano conto di quanto restino dentro certi gesti. Di quanto possa essere importante una mano appoggiata sulla spalla, una battuta al momento giusto, un sorriso che ti viene incontro quando entri in reparto. Forse per loro sono gesti quotidiani. Per me sono diventati parte della cura. Io ormai, di leucemie, ne ho conosciute due. Potrei quasi scherzare dicendo che sto diventando una professionista del settore. Ma la verità è che non ci si abitua mai a una diagnosi. Non ci si abitua all&#8217;attesa di un risultato, alla paura di una complicazione, all&#8217;incertezza di una terapia. Ciò che può cambiare, invece, è il modo in cui si attraversa tutto questo. Quando entro in Ematologia, al Ciaccio, io mi sento al sicuro. È una sensazione difficile da spiegare a chi non abbia mai vissuto una malattia importante. A volte, paradossalmente, in ospedale mi sento persino più protetta che a casa. Perché so che, se qualcosa dovesse accadere, qualcuno saprebbe cosa fare. Ma soprattutto perché so di non essere sola. E questa è una cosa immensa.</p>
<p>Poi c&#8217;è il Ciaccio. Ogni volta che lo raggiungo penso a quanto potrebbe essere straordinario quel luogo. Il verde che lo circonda, le conifere, i pini marittimi, quella passeggiata che sembra quasi invitarti a rallentare prima di entrare. Gli spazi, il giardino, la possibilità di immaginare un ospedale nel quale anche l&#8217;ambiente possa contribuire al benessere di chi soffre. Un luogo che custodisce già competenze e servizi importanti, dall&#8217;Ematologia all&#8217;Oncologia, dalle cure palliative alla terapia del dolore. E penso a quanta bellezza potrebbe ancora nascere da ciò che già esiste. Perché non dovremmo limitarci a chiedere ai nostri ospedali di funzionare. Dovremmo desiderare che diventassero luoghi sempre più accoglienti, dignitosi, capaci di prendersi cura delle persone nella loro interezza. E dovremmo investire in chi ci lavora. Investire nella ricerca. Nelle competenze. Nelle giovani menti che scelgono di restare. Questo, per me, è un punto particolarmente importante. Ho trascorso una parte enorme della mia vita a investire nei bambini di Catanzaro. A cercare di accompagnarli a diventare persone capaci di pensare, scegliere, interrogarsi, amare la propria terra. Ho sempre desiderato che potessero partire, conoscere il mondo, studiare altrove, confrontarsi con altre realtà. Ma anche che potessero desiderare di tornare. Tornare per costruire. Per migliorare. Per restituire qualcosa alla città che li ha visti crescere. E oggi, quando incontro giovani professionisti che hanno scelto di lavorare qui, nella nostra Catanzaro, sento che quel desiderio ha un significato ancora più grande. Perché la Calabria non ha bisogno soltanto di trattenere i propri talenti. Ha bisogno di offrire loro le condizioni per esprimersi, crescere, fare ricerca, lavorare bene. Ha bisogno di credere nelle proprie eccellenze e di sostenerle concretamente.</p>
<p>E io, nell&#8217;Ematologia di Catanzaro, ho incontrato una realtà della quale sento di poter parlare con gratitudine e orgoglio. Non perché tutto sia perfetto. Ma perché ho visto quanta dedizione possa esserci anche dove molto resta da migliorare. Non vorrei che questo mio ringraziamento fosse interpretato come un elogio ingenuo, di quelli che nascono soltanto dalla riconoscenza di una paziente. So bene che la gratitudine non risolve le difficoltà di un sistema sanitario. E so che l&#8217;umanità degli operatori non dovrebbe mai essere chiamata a compensare ciò che le istituzioni hanno il dovere di garantire. Anzi, proprio perché ho imparato a conoscere queste persone, vorrei che fossero messe nelle condizioni di lavorare sempre meglio. Che fossero sostenute, ascoltate, valorizzate. Perché prendersi cura di chi cura significa, alla fine, prendersi cura anche di noi. E impariamo anche a raccontarle, le cose belle della nostra città. Perché siamo così abituati a parlare di ciò che non funziona, delle mancanze, delle difficoltà, che qualche volta dimentichiamo di fermarci davanti a ciò che funziona. Davanti alle persone che, senza fare rumore, costruiscono ogni giorno qualcosa di prezioso. Non si tratta di chiudere gli occhi sui problemi. Si tratta di non lasciare che siano soltanto i problemi a raccontare chi siamo. Catanzaro è anche questo. È fatta di competenze, di intelligenze, di mani capaci, di persone che scelgono di restare e di mettere il proprio sapere al servizio degli altri. E le cose belle vanno dette. Ad alta voce. Con la stessa forza con cui denunciamo quelle che non vanno. Perché riconoscere il valore di ciò che abbiamo è anche un modo per custodirlo, sostenerlo e farlo crescere. Nel mio libro non ho potuto raccontarli tutti. La vita, fortunatamente, ha continuato ad aggiungere capitoli, incontri, relazioni. E forse è proprio questa la cosa più bella che oggi posso dire. Che dentro un luogo nel quale sono entrata per combattere una malattia, ho trovato anche una famiglia. Una famiglia fatta di persone diverse, di caratteri diversi, di giornate storte e giornate migliori. Una famiglia che non cancella la paura, ma che riesce a non lasciartela attraversare da sola.</p>
<p>A tutti voi, grazie. Per le cure, certamente. Per la competenza, per lo studio, per la ricerca, per il lavoro che fate ogni giorno. Ma anche per quella cosa che non compare nelle cartelle cliniche, non si misura negli esami del sangue e non viene registrata dalle macchine. La sensazione di essere nelle mani di qualcuno a cui importa davvero di te. E se oggi posso dire che, quando torno in ospedale, mi sembra quasi di tornare a casa, è perché siete riusciti a fare qualcosa che nessuna struttura, da sola, potrebbe garantire. Avete trasformato un luogo nel quale si ha paura di entrare in un luogo nel quale ci si sente meno soli. E per una persona che sta lottando per vivere, questo conta moltissimo. Oggi, però, vorrei che foste voi a essere visti. Da questa città, dalle istituzioni, dalle persone che non hanno ancora avuto occasione di conoscervi. Perché meritate che il vostro lavoro venga riconosciuto. Che la vostra fatica non passi inosservata. Che qualcuno dica pubblicamente quanto valore custodisce quel reparto. Viva Catanzaro! Viva la gente che le rende onore. Chi sceglie di restare, di impegnarsi, di prendersi cura degli altri. Chi, ogni giorno, con competenza, umanità e dedizione, rende grande la nostra terra. <em>Vostra Maestra Mena.</em></p>
<ul>
<li>Fondatrice della scuola dell&#8217;infanzia <em>New Summerhill</em> di Catanzaro e autrice, tra gli altri, del libro autobiografico &#8216;<em>Voglio vivere io&#8217;</em>.</li>
</ul>
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		<title>Scontro auto-bici elettrica su Statale 106 a Cropani Marina, morto un 63enne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 15:59:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tragico incidente stradale sulla statale 106 all&#8217;altezza di Cropani Marina, in provincia di Catanzaro. Nel sinistro un uomo, Antonio Scalise di 63 anni del luogo, ha perso la vita. Secondo una prima ricostruzione, stava percorrendo la statale in direzione Taranto con una bici elettrica quando, per cause ancora in corso di accertamento, è entrato in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tragico incidente stradale sulla statale 106 all&#8217;altezza di Cropani Marina, in provincia di Catanzaro. Nel sinistro un uomo, Antonio Scalise di 63 anni del luogo, ha perso la vita. Secondo una prima ricostruzione, stava percorrendo la statale in direzione Taranto con una bici elettrica quando, per cause ancora in corso di accertamento, è entrato in collisione con un&#8217;auto in transito.</p>
<p>Pare che Scalise si stesse recando a fare la spesa in un supermercato vicino. L&#8217;auto investitrice è Fiat Uno condotta da un anziano. I carabinieri della compagnia di Sellia Marina hanno provveduto ad eseguire i rilievi per accertare l&#8217;esatta dinamica dell&#8217;incidente.<br />
Sul posto è giunta anche una ambulanza del 118 per prestare soccorso all&#8217;uomo che però è deceduto sul colpo. Sul posto è intervenuto anche personale Anas per favorire il ripristino della normale circolazione.</p>
<p id="ob">La corsia in direzione Taranto è stata chiusa e il transito è stato consentito a senso unico alternato fino al termine delle operazioni di verifica tecniche ad opera delle Forze dell&#8217;Ordine.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VIDEO-Contrasto incendi boschivi: Carabinieri arrestano in flagranza autore di un rogo doloso a Curinga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 15:43:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito dei servizi di vigilanza, potenziati per prevenire e contrastare gli incendi boschivi nella provincia di Catanzaro, i Carabinieri del Nucleo Forestale di Girifalco e della Stazione di Curinga hanno tratto in arresto un uomo in flagranza di reato per incendio boschivo doloso, in località Ergadi. L&#8217;operazione si inserisce nella cooperazione tra l&#8217;Arma dei Carabinieri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="width: 696px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-402559-1" width="696" height="392" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.cityonelamezia.it/wp-content/uploads/2026/09/a3fee7a2-7aa8-49aa-822c-4224ff84a4e9.mp4?_=1" /><a href="https://www.cityonelamezia.it/wp-content/uploads/2026/09/a3fee7a2-7aa8-49aa-822c-4224ff84a4e9.mp4">https://www.cityonelamezia.it/wp-content/uploads/2026/09/a3fee7a2-7aa8-49aa-822c-4224ff84a4e9.mp4</a></video></div>
<p>Nell&#8217;ambito dei servizi di vigilanza, potenziati per prevenire e contrastare gli incendi boschivi nella provincia di Catanzaro, i Carabinieri del Nucleo Forestale di Girifalco e della Stazione di Curinga hanno tratto in arresto un uomo in flagranza di reato per incendio boschivo<br />
doloso, in località Ergadi. L&#8217;operazione si inserisce nella cooperazione tra l&#8217;Arma dei Carabinieri e la Regione Calabria prevista dal Protocollo d&#8217;intesa, dal progetto &#8220;Tolleranza Zero&#8221; e dalla campagna Antincendio Boschivo 2026. Il piromane è stato ripreso in diretta da un drone della Regione Calabria mentre appiccava il fuoco in più punti. Le immagini, visualizzate dagli operatori della Control Room regionale e dai Carabinieri Forestali presenti nella struttura, hanno consentito di segnalare tempestivamente l&#8217;evento e di fornire ai reparti territoriali le informazioni utili per raggiungere in breve tempo il luogo dell&#8217;incendio.</p>
<p>Giunti sul posto, i Carabinieri hanno accertato la presenza del rogo con un fronte di fuoco esteso per circa 1,5 ettari, in un&#8217;area ad alta suscettività di propagazione. La tempestività dell&#8217;arrivo dei militari dell&#8217;Arma ha permesso di individuare e bloccare prontamente il responsabile, colto in flagranza. L&#8217;azione decisiva dei Carabinieri ha impedito che l&#8217;incendio, innescato in palese violazione delle normative vigenti, assumesse vaste proporzioni, con danni incalcolabili all&#8217;ecosistema locale, consentendo altresì le tempestive operazioni di spegnimento e bonifica ad opera dei Vigili del Fuoco e di personale dell&#8217;Azienda Calabria Verde.</p>
<p>L&#8217;arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa di convalida, così come disposto dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme che coordina le indagini. In data 25 settembre, il G.I.P. presso il Tribunale di Lamezia Terme ha convalidato l&#8217;arresto applicando la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dell&#8217;indagato.</p>
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		<title>Polstrada interviene per assistenza ad auto in panne su A2 e scopre 2,1 chili di coca: Scatta arresto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 07:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un intervento di assistenza a un automobilista rimasto in panne si è concluso con il rinvenimento di oltre due chili di cocaina e l’arresto del conducente. L’operazione è avvenuta nei giorni scorsi lungo l’Autostrada A2 del Mediterraneo, nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto al traffico di droga lungo la rete viaria calabrese. Una pattuglia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un intervento di assistenza a un automobilista rimasto in panne si è concluso con il rinvenimento di oltre due chili di cocaina e l’arresto del conducente. L’operazione è avvenuta nei giorni scorsi lungo l’Autostrada A2 del Mediterraneo, nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto al traffico di droga lungo la rete viaria calabrese. Una pattuglia della Polizia Stradale della Sottosezione di Lamezia Terme è intervenuta per prestare ausilio a un veicolo fermo in una piazzola di sosta a causa di un’avaria, mentre il conducente era in attesa dell’arrivo del soccorso stradale. Nel corso dei primi accertamenti, gli agenti hanno notato il comportamento particolarmente elusivo e lo stato di agitazione dell’uomo, di origine calabrese.</p>
<p>Da qui la decisione di approfondire i controlli, procedendo alla perquisizione del conducente e dell’automobile. All’interno del vano bagagli sono stati trovati due panetti contenenti complessivamente oltre 2,1 chilogrammi di cocaina, che sono stati sequestrati. Nel corso della perquisizione sono stati inoltre rinvenuti oltre 2.100 euro in contanti e due telefoni cellulari. La natura della sostanza è stata successivamente verificata attraverso le analisi speditive eseguite dalla Polizia Scientifica del locale Commissariato di P.S., che ne hanno confermato la natura di cocaina.</p>
<p>Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato in flagranza con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il conducente è stato quindi trasferito presso la Casa Circondariale di Catanzaro, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. All’udienza di convalida, per motivi di natura formale, è stata disposta la scarcerazione dell’uomo. Una libertà durata, però, appena due giorni. Nel proseguo dell’attività investigativa, infatti, la Procura di Lamezia Terme, diretta da Dr. Elio Romano, ha richiesto immediatamente una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti del soggetto, in considerazione della gravità del reato ipotizzato a carico del medesimo (art. 73-80 dpr 309/90); il Gip di Lamezia Terme ha accolto la richiesta, emettendo in tempi molto celeri il provvedimento restrittivo. L’uomo è stato così ricondotto in carcere dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Il Generale di Brigata Lorenzo Sabatino alla guida del Comando Legione Carabinieri Calabria</title>
		<link>https://www.calabrianews.it/il-generale-di-brigata-lorenzo-sabatino-alla-guida-del-comando-legione-carabinieri-calabria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Iuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:28:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, presso la sede del Comando Legione Carabinieri Calabria, alla presenza delle massime autorità civili, militari, religiose regionali e di alcuni familiari di alcuni Carabinieri decorati al valore deceduti in servizio, è stata inaugurata una stele commemorativa realizzata in onore dei militari dell’Arma caduti nell’adempimento del dovere. A seguire, si è svolta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina, a Catanzaro, presso la sede del Comando Legione Carabinieri Calabria, alla presenza delle massime autorità civili, militari, religiose regionali e di alcuni familiari di alcuni Carabinieri decorati al valore deceduti in servizio, è stata inaugurata una stele commemorativa realizzata in onore dei militari dell’Arma caduti nell’adempimento del dovere. A seguire, si è svolta la cerimonia di avvicendamento tra il Generale di Divisione Riccardo Sciuto e il Generale di Brigata Lorenzo Sabatino. Un Battaglione di formazione, costituito da militari delle varie articolazioni dell’Arma presenti sul territorio calabrese, ha reso gli onori al Comandante Interregionale Carabinieri Culqualber, Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi che ha presieduto il passaggio del “Vessillo” con gli emblemi della Legione Carabinieri Calabria, tra i due Ufficiali Generali.  Nel corso del suo intervento, il Generale Domizi ha ringraziato il Generale di Divisione Sciuto, destinato ad assumere il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute, per quanto fatto in questi due anni, esaltandone gli importanti risultati operativi conseguiti ed ha formulato al contempo al Generale di Brigata Sabatino gli auguri di buon lavoro. Rivolgendosi, poi, ai Carabinieri ha incoraggiato tutti a perseverare nella difesa della legalità e nella tutela dei cittadini, ben consapevole delle difficoltà quotidianamente affrontate e dei sacrifici personali e familiari richiesti per l’adempimento di questa missione. Il Comandante Interregionale ha evidenziato la necessità di perseguire nel contrasto alla criminalità, sia organizzata che comune, tramite il coordinamento di tutti i Reparti dell’Arma, con le rispettive specialità, al fine di tutelare la legalità e garantire la difesa dei cittadini.</p>
<p>Il Generale Sciuto ha tracciato un bilancio della positiva esperienza alla guida della Legione Carabinieri Calabria, richiamando le molteplici operazioni di servizio che hanno riguardato il contrasto alla criminalità organizzata, comune e ambientale, evidenziando altresì l’importanza della sinergia tra le Istituzioni che operano nel territorio.</p>
<p>Il Generale di Brigata Lorenzo Sabatino assume il nuovo Comando portando con sé un vasto e diversificato bagaglio professionale. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna, l&#8217;Ufficiale ha intrapreso la carriera militare frequentando l&#8217;Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Ha successivamente perfezionato il proprio profilo conseguendo il Master in Studi Internazionali Strategico-Militari e frequentando il corso ISSMI presso l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze di Roma.</p>
<p>Nel corso della sua lunga carriera, il Generale di Brigata Sabatino ha ricoperto molteplici e delicati incarichi operativi di comando su tutto il territorio nazionale, tra cui il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cefalù, la Compagnia di Gravina di Catania, la Compagnia di Brescia, la Sezione Anticrimine del ROS di Brescia, il Nucleo Investigativo e il Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma, il II Reparto Investigativo del ROS e il Comando Provinciale di Messina. L’Ufficiale ha ricoperto anche incarichi di staff all’Ufficio Criminalità Organizzata del Comando Generale e, per ultimo, alla Divisione Unità Specializzate, quale Capo di Stato Maggiore.</p>
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