No alla doppia preferenza di genere- REAZIONI

Reggio Calabria – “Oggi si è persa un’occasione per rendere migliore la nostra democrazia”. Lo afferma sulla doppia preferenza di genere il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, che aggiunge: “Sono stato fermamente a favore della doppia preferenza in tutti questi mesi, continuo a esserlo e lo sarò fino in fondo. E’ una battaglia di civiltà, ci ho creduto fino a oggi e continuerò a spendermi perché la parità di genere in politica è un dovere a cui la Calabria non può e non deve sottrarsi”.
Carlo Guccione, del Pd, ha parlato di “un fatto negativo e di pessima figura su scala nazionale”, auspicando che “il tema della doppia preferenza di genere possa essere ripreso in sede di discussione della riforma complessiva della legge elettorale regionale”.
Tallini (Forza Italia) ha stigmatizzato il fatto che “la proposta era di sinistra, al punto che oggi siamo stati accolti con le note di ‘Bella Ciao’ e la si voleva far passare a colpi di maggioranza: non siamo contro le donne, ma è necessario il rispetto istituzionale nei nostri confronti. Sul piano politico – ha spiegato il consigliere di – comunque questa maggioranza è inesistente. Siamo disponibili a confrontarci sulla legge elettorale, purché non ci siano strumentalizzazioni”.
Giovanni Nucera, de La Sinistra, ha ricordato che “in commissione la minoranza ha votato a favore”. Secondo Arturo Bova, di Dp, “oggi si getta definitivamente la maschera, mi meraviglio che ancora ci si meravigli: oggi davvero ci ricopriamo di vergogna”. Gianluca Gallo, della Casa delle libertà, ha rilevato: “Ipocrita l’appello del governatore, la realtà è che c’è lo sfacelo della sua maggioranza. Il vero problema è stato caricare questa vicenda di significato politico”. A prendere la parola è stato poi Greco, di ‘Oliverio Presidente’: “La mia posizione è chiara e nota, non è di maggioranza o minoranza ma personale e la rivendico in solitudine. La stessa collega Sculco sa che sono sempre stato contrario a questa norma, perché sono altri a mio avviso gli strumenti per la partecipazione politica”.
A parere di Orsomarso, del Misto, “è stato sbagliato l’atteggiamento del presidente Oliverio e della sua maggioranza, che non rappresentano affatto tutte le donne calabresi. Le donne si scelgono per il merito, come dimostriamo noi di Fratelli d’Italia con la leader Meloni e con la deputata Wanda Ferro che abbiamo pensato come prossima candidata alla presidenza della Regione. Noi – ha aggiunto Orsomarso – siamo pronti a riprendere il tema in sede di discussione sulla riforma della legge elettorale”.
Infine, Gudiceandrea di Dp ha evidenziato: “Oggi c’è stata la svelatura di alcuni giochetti e dei buoni e dei cattivi, indipendentemente dagli schieramenti”. A concludere, il capogruppo del Pd Romeo, per il quale “stasera è stata scritta una pagina buia. Ci colpisce il tentativo di mistificare la realtà da parte di alcuni colleghi che ci accusano di fretta o di volontà di non discutere: basta ricordare che il 16 luglio 2015 è stato approvato quasi quattro anni fa in commissione con il voto favorevole dell’opposizione di centrodestra, e con un sì che arriva dal Consiglio comunale di Catanzaro a guida Forza Italia. La verità – ha sostenuto Romeo – è che il centrodestra non vuole la doppia preferenza di genere, anteponendo gli interessi politici agli interessi dei calabresi, e questa ipocrisia l’hanno capita tutti i calabresi. Non ci sono le condizioni di proseguire i lavori stasera perché la bocciatura di una legge di questa importanza è un fatto straordinario”. Ha replicato ancora Tallini, secondo il quale “la maggioranza non è credibile quando parla di attenzione alle donne e poi si oppone, come fatto anni fa, al ricorso della Ferro davanti al Tar e alla Corte costituzionale per impedire l’ingresso della candidata donna alla presidenza in Consiglio regionale”.
Per il responsabile organizzativo del PD Calabria, Giovanni Puccio “L’esito finale della votazione odierna in Consiglio regionale ha definitivamente chiarito, qualora ve ne fosse ancora bisogno, quali forze politiche non volevano e non hanno voluto la doppia preferenza di genere.
Una norma di assoluto buon senso che va nella direzione della parità per favorire l’accesso delle donne alle Assemblee rappresentative degli enti locali e dare senso compiuto alla democrazia paritaria.
Le avvisaglie si erano già manifestate nelle precedenti sedute dell’Assemblea regionale con posizioni di distinguo anche dei singoli consiglieri, rispetto alla norma proposta, che oggi si sono dimostrate strumentali per arrivare ad affossare definitivamente la legge.
Una legge di civiltà che avrebbe dovuto essere condivisa perché rappresenta e finalmente sancisce anche normativamente un principio che va al di la delle stesse posizioni politiche e recepisce istanze forti e legittime.
Su principi ispirati alla civiltà, alla democrazia, alla parità, pur nelle diverse sensibilità dei singoli consiglieri, l’Assemblea calabrese avrebbe dovuto dare segnali ben diversi.
E’ bene che le calabresi e i calabresi sappiano, dunque, che le forze politiche di opposizione hanno ancora una volta dimostrato la loro irresponsabilità istituzionale e la mancanza di rispetto verso una sempre più ampia fascia di donne che si impegna nella politica e nella società.
Sappiamo fin troppo bene queste forze politiche di centrodestra quale considerazione hanno della donna, lo abbiamo visto a Verona, lo leggiamo tutti i giorni sugli organi di informazione.
Oggi hanno veramente toccato il fondo negando non solo un diritto di parità ed uguaglianza ma l’evolversi stesso anche della nostra società”.
“Una posizione regressiva- conclude Giovanni Puccio – che getta un ombra buia sul regionalismo calabrese”.