Morti sul lavoro, Crotone maglia nera in Italia

Roma – Spetta a Crotone il triste primato di provincia leader nella triste classifica di morti per incidenti sul lavoro. Lo dicono i dati elaborati dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del lavoro su base Inail alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza nei luoghi del lavoro voluta dall’Ilo. Secondo questi numeri, nell’ultimo biennio, il 2017-2018, “il maggior numero di infortuni mortali di lavoratori si registra nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille) e, a seguire, nelle province di Isernia (5,9‰) e Campobasso (4,7‰)”. Si configura dunque una vera e propria emergenza nel Mezzogiorno per quanto concerne l’incidenza di infortuni sul lavoro dall’esito mortale “probabilmente”, secondo gli esperti, “per la scarsa attenzione alle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e per la maggiore concentrazione delle occasioni di lavoro nei settori a rischio (agricoltura e costruzioni)”. La maglia rosa della sicurezza spetta invece a Biella, dove negli ultimi due anni non si sono registrati incidenti mortali.
Ma oltre a quella dei morti sul lavoro c’è un’altra statistica inquietante che potremmo sintetizzare con l’espressione “morti per il lavoro”. Le province che si caratterizzano per l’incidenza dei tumori sul totale delle malattie professionali sono 9, di cui sette collocate al Nord Italia. Qui il confronto con il Meridione si ribalta drasticamente rispetto ai dati sugli incidenti mortali. Come riportato da la Repubblica, nel 70% dei casi l’origine dei casi è da addebitare all’amianto. Nel 2018, anno preso in esame dall’Osservatorio, la provincia di Gorizia è in cima a quelle con maggior tasso di malattie professionali tumorali (22,5%), seguita dalle province di Torino (18,5%), Novara e Milano (18,4%). In questo senso gli esperti spiegano: “A causare patologie cancerogene nei lavoratori sono soprattutto le fibre di amianto (oltre il 70% dei casi), in particolare nell’industria metalmeccanica”.