Mons. Schillaci “porterò avanti il mio impegno con gioia, responsabilità, umanità”

Lamezia Terme – “Mi preparo a venire da voi, nel nome del Signore della vita, con timore e tremore, ma anche con tanta fiducia e speranza. Ben consapevole della mia inadeguatezza e dei miei molti limiti, è al Signore e alla sua infinita misericordia che affido il mio ministero episcopale; da Lui viene il dono, la grazia, così come viene anche il compito, l’impegno, che è mio desiderio portare avanti con gioia, responsabilità, umanità”.
Lo scrive mons. Giuseppe Schillaci, nominato oggi da Papa Francesco vescovo di Lamezia Terme, nel messaggio alla Chiesa diocesana della quale è stato chiamato ad assumere la guida.
“È alla sequela del Signore Gesù Cristo che vogliamo tutti noi crescere, fedeli, presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, seminaristi, insieme, in una comunione di intenti, di passione, di rispetto, di benevolenza, di reale, fattiva e sempre nuova accoglienza reciproca”, prosegue mons. Schillaci. “Mettiamoci in ascolto umile di tutti, accogliamoci gli uni gli altri, non scartiamo mai nessuno, soprattutto chi non c’è la fa umanamente, spiritualmente, economicamente… stiamo al passo degli ultimi per non perdere di vista il Cristo, Lui ultimo tra gli ultimi”, l’invito rivolto dal vescovo eletto: “Coltiviamo grata memoria del passato non per chiuderci in una nostalgia sterile, ma per capire meglio chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo; lasciamoci ancora stupire da quello che siamo perché ci è stato donato; lasciamoci interpellare dall’oggi, con le sue sempre nuove sfide, senza paura; lasciamo venir fuori, con ottimismo, il bene che c’è nelle nostre comunità e nel nostro territorio tra la nostra gente, ma allontaniamo con ferma decisione il male, anzitutto dai nostri comportamenti; proiettiamoci con rinnovata fiducia verso il futuro, non smarriti e stanchi, ma speranzosi e gioiosi; siamo cristiani, lasciamo trasparire la bellezza dell’incontro con la fonte della nostra gioia e della nostra speranza: Gesù Cristo”. Esprimendo “riconoscenza e gratitudine” al suo predecessore, mons. Luigi Antonio Cantafora, mons. Schillaci a tutti domanda “umilmente la vostra preghiera e la vostra benedizione”.