Milano-Conflenti: tra pane e nutella, razzismo e …amore senza barriere

Conflenti (CZ) – Riceviamo e pubblichiamo:
“Ieri, 26 dicembre 2018, proprio il giorno dopo il Natale in cui tutti abbiamo appena terminato di professarci ipocritamente più bravi e più buoni, migliaia di persone nello stadio più grande d’Italia e nella città in cui si vive meglio in Italia (però solo secondo Il Sole 24 Ore…) deridono un giocatore “colpevole” di vestire la maglia del Napoli e di essere di colore. Il tutto ovviamente solo un paio di mesi dopo aver visto la stessa scena nello stadio della squadra più titolata e tifata d’Italia, ubicato in altra città dall’alto tenore di vita…
In spregio alle più elementari regole civili e morali, ma in nome dell’arroganza e dell’onnipotenza del capitalismo calcistico, nessuno tra arbitri e forze dell’ordine ha ritenuto opportuno intervenire per sospendere la gara, seppur sollecitati per ben tre volte dall’allenatore del Napoli, uno dei pochi personaggi Carismatici, Vincenti, di Valore e di esperienza internazionale del nostro squallido mondo del pallone. Per la stampa, succube dei club imperanti nel calcio, il giovane giocatore di colore -continuamente deriso – da vittima ovviamente diventa colpevole, solo per aver manifestato platealmente ed educatamente nei confronti di chi aveva il dovere di sospendere la gara, di chi non riesce a sentire (o forse non vuole) l’insistente derisione collettiva da parte di migliaia di persone sugli spalti nei confronti di un calciatore, e riesce invece a vedere benissimo e immediatamente in un semplice battimano dello stesso gravi scorrettezze da comportarne l’espulsione.
Intanto fuori dallo stadio un individuo bianco e settentrionale, oltretutto soggetto a daspo, contribuisce a creare disordini violenti contro la tifoseria avversaria, ma viene ucciso proprio dal “fuoco amico” di un SUV, auto simbolo dell’alta qualità della vita milanese.
Il tutto accade esattamente il giorno dopo Natale, quando da poche ore ci siamo tutti fatti gli auguri di pace e serenità (ma davanti a tavole imbandite e a sprechi consumistici immani), quando il Ministro degli Interni protagonista del disprezzo verso i meridionali e le persone di colore ci tiene a farsi vedere mentre mangia la Nutella o mentre passeggia a braccetto con un ultras pluricondannato per legittimarlo, ma soprattutto quando nel mio paese Conflenti, ubicato in uno dei territori in cui vi è la più bassa qualità della vita (sempre secondo Il Sole 24 Ore…) un’intera comunità partecipa festosamente al matrimonio tra una conflentese doc e un bravissimo ragazzo di colore ospite del locale centro di accoglienza, che la Prefettura, su disposizione dell’uomo amante della Nutella, con tempismo perfetto, ha deciso di chiudere dopo tre anni proprio oggi, 27 dicembre 2018.
Questo è il Natale nell’Italia Unita del 2018!
Auguro a tutti di capire quale sia la vera Qualità della Vita!”

Giampaolo Carnovale
Cooperativa ‘Erima’ Conflenti