“Mettere in sicurezza tratto SP 21 Lazzaro-Motta prima che sia troppo tardi”-FOTO

“Scrivo per rappresentare che stante il notevole decorso temporale non si è provveduto a mettere in sicurezza il sito franato in data 19 febbraio 2018 che al km. 6+00 ha interessato un tratto della carreggiata della Strada Provinciale. La probabilità che durante le piogge si possano verificare ulteriori eventi franosi che inevitabilmente interesserebbero il rimanente tratto viario è alta, atteso che durante le piogge, per ultimo nel pomeriggio dello scorso 7 novembre, il tratto viario è interessato da allagamenti e da ristagni di acqua piovana soprattutto nei tratti di strada con vistosi affossamenti, di conseguenza le acque piovane continuando a penetrare nel sottosuolo attraverso le vistose fessurazioni innescheranno ulteriori eventi franosi. E’ solo questione di tempo e di piogge”.
La denuncia pubblica sulla situazione è firmata da Vincenzo Crea referente unico dell’A.N.CA.DI.C e responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto” ed inviata, tra gli altri, al presidente del Consiglio, al Prefetto di Reggio Calabria, alla Regione e alla Città metropolitana.
Nel testo si specifica “Nel tratto franato insistono sotto servizi importanti quali: rete elettrica, gas, telecomunicazioni, rete idrica e fognatura, già danneggiate durante l’evento franoso del 19 febbraio 2018. La possibilità da me illustrata nelle precedenti segnalazioni e sopra richiamata è stata riscontrata dagli inquirenti delegati a svolger indagini dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che, tra l’altro, hanno riferito ‘le abbondanti piogge di febbraio c.a. hanno fatto si che si innescasse un locale dissesto che, pur non avendo ancora coinvolto pienamente la sede stradale, richiede la realizzazione di interventi atti a contenere gli effetti per non compromettere la stabilità del collegamento veicolare……’. Alla luce di tale riscontro è legittimo domandare se per intervenite bisogna che un pulman, un mezzo pesante, un mezzo adibito al traporto di butan gas, un mezzo che trasporta massi per la protezione costiera, che sappiamo avere una larghezza assiale di mt 240, la strada è mt 250 circa, possa finire nella sottostante abitazione.
Nel ricordare che la Calabria è la regione a più elevato rischio sismico d’Italia, domandiamo cosa succederebbe in caso di una piccola scossa sismica”.
Al riguardo – secondo Vincenzo Crea – “giova richiamare quanto riferito dall’ANAS al Ministero dell’Ambiente con riferimento alla interpellanza parlamentare presentata alla Camera dei Deputati dall’On. Maria Tripodi, attivata da questa associazione sulla instabilità del promontorio di Capo D’Armi, ovvero che una scossa tellurica nel territorio di Condofuri ha provocato un parziale distacco di roccia della rupe di Capo D’Armi. Affermazione allarmante. Si evidenzia ancora una volta che sul sito in frana continuano a transitare mezzi superiori a 19 tonnellate, sebbene la segnaletica stradale lo vieti, il peso di questi mezzi e le vibrazioni dagli stessi prodotte potrebbero contribuire ad accelerare ulteriori movimenti franosi. Visto che di fronte al grave e concreto pericolo cui è esposta la pubblica e privata incolumità perdura l’inazione di chi doverosamente deve intervenire, si chiede un solerte intervento degli Enti territorialmente competenti”.