Maternità migrante, apre a Vibo Valentia lo sportello ‘Mamaland’

Vibo Valentia – Sabato 23 marzo verrà inaugurato lo sportello voluto dall’associazione GAM di Vibo Valentia. L’apertura dello sportello preceduta da un ciclo di incontri formativi sul tema Trasparenze culturali è il titolo di un ciclo di incontri sulla maternità migrante promosso dall’associazione GAM di Vibo Valentia in collaborazione con l’Università della Calabria (Centro Women’s Studies “Milly Villa) e l’Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia. Tre lezioni laboratorio, curate dalle docenti Unical Giovanna Vingelli e Sabrina Garofalo, si sono tenute nei primi tre sabati del mese di marzo, nei locali dell’associazione GAM. Focus sui molteplici volti dell’immigrazione femminile fra transnazionalismo e reti sociali nel corso del primo incontro, mentre nel secondo appuntamento si è parlato sempre di immigrazione femminile, salute e maternità sociali. L’ultimo appuntamento, sabato scorso, è stato dedicato alle contraddizioni normative e alle disuguaglianze di salute – Le politiche e la gestione dei servizi sanitari per le persone straniere.Tre incontri molto proficui, e, soprattutto, propedeutici alla giornata di sabato 23 marzo che vedrà la GAM protagonista dell’apertura dello sportello “Mamaland” per la maternità migrante. Evento che si terrà a Vibo Valentia, ore 17:00, presso l’Istituto Maria Immacolata.
Francesca Nacci (presidente associazione GAM): “Trasparenze culturali è un corso di formazione per l’avvio di uno sportello sulla maternità migrante fatto in collaborazione con il Centro Studi dell’Università della Calabria diretto dalla Prof. Vingelli. Il nostro territorio è ad alta densità migrante, ma purtroppo ancora non è del tutto consapevole e l’integrazione dura ad arrivare. Bisogna trovare le strategie giuste per riuscire a creare questa sinergia che è ormai inevitabile visto che viviamo in un mondo ormai globalizzato anche a Vibo Valentia. Il progetto più imminente è l’apertura dello sportello, ma la GAM si propone di fare degli interventi di integrazione seguendo la prospettiva di genere ed un altro obiettivo è anche quello di aiutare i bambini di queste donne perché spesso sono sole”.

Francesco Iannello