Magistrati onorari: Deputati FDI presentano risoluzione, Wanda Ferro prima firmataria

La drammatica situazione in cui versa la categoria dei magistrati onorari è al centro di una risoluzione che i deputati di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, Carolina Varchi, Ciro Maschio e Andrea Delmastro, hanno proposto per l’approvazione alla Commissione giustizia della Camera.
La risoluzione punta ad impegnare il Governo a rivedere in modo organico e incisivo la disciplina della magistratura onoraria, al fine di assicurare l’applicazione ai magistrati onorari delle incompatibilità, delle guarentigie e del trattamento previdenziale e assistenziale adeguati al ruolo che rivestono nel complesso sistema di amministrazione della giustizia.
Inoltre la proposta di Fratelli d’Italia punta a fare assumere al Governo ogni opportuna iniziativa, anche di carattere normativo, di modifica della cosiddetta Riforma Orlando, in particolare nella parte in cui declassa le funzioni dei Magistrati Onorari a semplici “funzioni ancillari” dei Magistrati Ordinari, in violazione il dettato della Costituzione, e a garantire che i Got in servizio da decenni possano, a domanda, transitare da subito nelle funzioni di VPO, o essere assegnati immediatamente agli uffici del Giudice di Pace, in stato di sofferenza per il blocco dei concorsi negli ultimi dieci anni e per i recenti pensionamenti di molti Giudici di Pace.
I deputati di Fdi hanno ricordato come, per far fronte alla grave crisi del sistema giudiziario italiano, affossato da milioni di cause pendenti e da una grave carenza di personale, a partire dalla fine degli anni Novanta, lo Stato ha creato la figura del magistrato onorario, non assunto per concorso, ma reclutato per titoli, per svolgere l’attività in modo non esclusivo, addossandogli il compito di smaltire migliaia di processi minori, basati su reati di gravità ridotta. Negli anni, però, i magistrati onorari sono divenuti affidatari in maniera stabile e continuativa della gestione diretta di interi ruoli di cause ponendosi in una posizione collaterale, ma sempre subordinata, rispetto all’opera dei magistrati togati.
I magistrati onorari contribuiscono da anni a mantenere a galla il sistema giudiziario italiano, spesso affrontando carichi di lavoro pari a quelli dei colleghi togati, pur essendo trattati come lavoratori di “serie B”. Sulla questione sono intervenuti anche il Consiglio d’Europa e la Commissione europea, che ne hanno censurato l’inquadramento precario, ma l’allora ministro Orlando si è opposto all’invocata stabilizzazione della categoria, ritenendola incompatibile con la Costituzione, che la riserverebbe ai soli magistrati che abbiano superato il concorso ordinario. L’inquadramento a tempo indeterminato dei magistrati onorari, però, è cosa diversa dall’inquadramento nel ruolo ordinario dei magistrati di carriera, poiché attiene all’inamovibilità, guarentigia di indipendenza e autonomia, e infatti non tange minimamente le prerogative esclusive della magistratura di carriera, titolare unica di tutte le funzioni diverse da quelle giudiziarie devolvibili a giudici singoli.
Per questo i deputati di Fdi chiedono al Governo di dare continuità al servizio della giustizia ed al tempo stesso valorizzare le competenze nonché la produttività ed efficienza dimostrate da tutti i giudici onorari nella gestione dei procedimenti a loro affidati, che costituiscono il 60 per cento del contenzioso totale.
“I magistrati onorari – spiegano i deputati di Fdi – sono lavoratori che devono amministrare la giustizia ma, paradossalmente, sono vittime di ingiustizie”, per questo è ritenuta discutibile la proposta di riforma avanzata dal ministro Bonafede che, lungi dal recepire le richieste avanzate dalla categoria interessata e condivise apertamente dalla magistratura di ruolo, da un lato riconosce che “la magistratura onoraria rappresenta una delle colonne portanti della giustizia” e, al contempo, propone quale compenso equo e dignitoso “98 euro lordi per otto ore di svolgimento delle funzioni”. I deputati di Fratelli d’Italia evidenziano quindi che “la giustizia non può essere valutata alla stregua di uno dei tanti costi da tagliare, ma va considerata quale preziosa risorsa da sostenere e valorizzare, nell’interesse dei cittadini e del Paese”.