Lamezia, resta alto il rischio esondazione del ‘Turrina’. Il punto sui (mancati) interventi-FOTO

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FOTO Lamezia Terme – Perdurante situazione di pericolo per l’area vicina il torrente Turrina a Lamezia Terme, nonostante le due alluvioni dello scorso mese di ottobre che hanno causato danni ingenti alle aziende ricadenti nell’area industriale di Lamezia e a quelle florovivaistiche limitrofe al torrente stesso.
Ricordiamo che l’area in questione non è distante da quella in cui hanno perso la vita Stefania Signore e i suoi figlioletti Christian e Nicolò che la sera del 4 ottobre sono stati inghiottiti dalla furia dell’acqua. Disagi ed allagamenti potrebbero nuovamente colpire le stesse zone. Noi di Calabria news abbiamo voluto verificare quanti e quali interventi sono stati messi in atto per scongiurare ulteriori rischi per persone e cose.
Mentre nel contesto dell’area industriale il Corap, di cui è la competenza per i canaloni che attraversano i perimetri delle aziende, ha provveduto alla pulizia, rimane elevato il pericolo che questo singolo intervento, purtroppo, possa rivelarsi inutile per scongiurare un nuova catastrofe economica per le aziende.
Sul torrente Turrina, nel punto dove esattamente si è rotto l’argine ad ottobre 2018, è stato fatto un lavoro di ripristino ma è da considerarsi solo provvisorio, magari utile solo per superare l’inverno, rendendosi necessario ed urgente, invece, realizzare una delimitazione conclusiva per altre possibili esondazioni e, soprattutto, cosa ancora più preoccupante questo lavoro non è stato completato.
Tra le altre cose il materiale che doveva essere eliminato è rimasto nell’alveo del fiume, insomma quel poco che è stato fatto non puo’ bastare.
Inoltre, è evidente che il ponte che percorre la statale 18 proprio in quel punto potrebbe diventare un imbuto-barriera nelle prossime ore, anche perché nessun lavoro è stato realizzato subito dopo lo stesso manufatto.
Qui l’argine è bassissimo ed il materiale presente nell’alveo potrebbe rappresentare un ostacolo insuperabile e favorire, invece che frenare, la furia delle acque.
Scaricabarile chiaramente per gli interventi tra la Regione (attraverso Calabria Verde), Protezione civile e Comune di Lamezia che, sembra, si sia limitato ad un intervento di soli 30mila euro che, certamente, non ha risolto la problematica. Rimane alto, dunque, il rischio di un’ennesima esondazione, e dobbiamo sottolinearlo, anche per la “solita” incapacità di gestire l’emergenza da parte degli Enti pubblici interessati,

(p.g.)