Lamezia, questa sera presentazione di “Onore e dignitudine” storie di donne e uomini in terra di ‘ndrangheta

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Lamezia Terme – Questa sera, mercoledì 8 giugno, alle ore 18:30 nella sala del Savant Hotel la presentazione del libro “Onore e dignitudine“, storie di donne e di uomini in terra di ‘ndrangheta” (Falco Editore) di Sabrina Garofalo e Ludovica Ioppolo.
Evento voluto ed organizzato dal centro “Riforme-democrazia-Diritti” di Lamezia Terme. Sarà presente la coautrice del libro Sabrina Garofalo. Introduce e modera la giornalista Tiziana Bagnato
Sabrina Garofalo: Dottoressa di ricerca in Politica società e cultura presso il Dipartimento di sociologia e Scienza Politica dell’Università della Calabria. E’ Docente a contratto di Sociologia generale presso l’Univerità Magna Grecia di Catanzaro. Negli ultimi anni, si è occupata di formazione e ricerca per “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” in Calabria.
“Le storie raccontate in questo libro – scrivono le autrici Sabrina Garofalo e Ludovica Ioppolo – rappresentano solo uno spaccato della grande realtà quotidiana delle mafie. Abbiamo scelto di immergerci in una dimensione nuova, quella delle relazioni private ed intime, per mettere a tema come quelle che per noi sono “le piccole storie di donne e uomini” possano fornire nuovi modi di leggere il fenomeno e di raccontarlo a partire dalle soggettività. Partire dal piccolo, dalle passioni, dai sentimenti, dai desideri. Una scelta precisa, quella di guardare e ascoltare, in una prospettiva di genere, le storie di uomini comuni che si innamorano di donne che non possono amare. Donne che non possono in nessun modo passare il confine della famiglia e della ’ndrangheta. E che invece rompono il tabù dell’onore e della “dignitudine”, contro ogni logica, oltre il controllo mafioso totale e totalizzante. Raccontare è anche fare memoria, e non è solo il monito del “non dimenticare” a fare la differenza.
È un gesto politico quello di contribuire a decostruire l’immaginario mafioso legato all’onore, alla narrazione macro che descrivendo le grandi operazioni e i grandi traffici, non permette di considerare che di ’ndrangheta – ma anche di amore, di onore e di dignitudine – si muore”.