Lamezia, procuratore Curcio: tutti sapevano ma nessuno denunciava. Gravi fughe di notizie

Lamezia Terme – “Ci sono state varie denunce perchè purtroppo il sistema illecito era conosciuto e diffuso, e tuttavia devo stigmatizzare il fatto che pur essendo così diffuso ed essendo diventato la regola, questo sistema illecito è andato avanti per tantissimo tempo senza che i fatti fossero portati a conoscenza dell’autorità giudiziaria. Le indagini comunque proseguono”.
Sono le parole del procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio nel corso della conferenza stampa che ha svelato le truffe sulle aste giudiziarie del Tribunale.
Per Curcio, inoltre, “anche un altro aspetto ha reso le indagini ancora più complicate quanto già non fossero, e cioè l’estrema permeabilità della situazione, e quando parlo di permeabilità intendo lamentarmi delle diverse fughe di notizie che abbiamo subito in queste investigazioni e che hanno costretto a manovre investigative defatiganti sia la polizia giudiziaria che i pm”.
Anche il sostituto procuratore Giulia Scavello ha parlato di “fatica immensa a tutelare il segreto istruttorio in un contesto piccolo come quello del Tribunale di Lamezia, nonostante l’adozione di infinite cautele, fatica immensa nel definire il quadro probatorio, fermo restando che quello che il ‘dominus’ di questo sistema illecito faceva nel tribunale di Lamezia Terme era ahimè tristemente noto a moltissimi”.
Rispondendo poi a una domanda dei giornalisti, Curcio ha escluso il coinvolgimento nell’inchiesta di ex magistrati o di magistrati attualmente in servizio a Lamezia Terme: “A me non risulta, poi – ha specificato il procuratore – non è questa Procura che può rispondere a una domanda del genere”.
Curcio, infine, ha voluto rimarcare il ruolo e l’impegno dei nuovi sostituti che si sono insediati ieri e che “a distanza di nemmeno 24 ore questa notte erano già sul campo per eseguire i provvedimenti cautelari”.