Lamezia, Procura: processate per usura l’imprenditore Giuliano Caruso e il commercialista Gianfranco Muraca

Lamezia Terme – Il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio ha chiesto il rinvio a giudizio per l’imprenditore Giuliano Caruso di 46 anni e il suo commercialista Gianfranco Muraca di 58, ritenuti responsabili secondo la Procura del reato di usura commesso in concorso tra loro, a danno di un operatore economico di Lamezia Terme.
Dalle indagini, condotte dal Gruppo di Lamezia Terme della Guardia di finanza, sarebbe emerso un complicato sistema illecito di prestito usurario, al quale gli indagati avevano tentato di dare parvenze legali. In particolare, secondo la ricostruzione effettuata, l’imprenditore vittima dell’usura, nel momento topico di difficoltà finanziaria della sua azienda, sarebbe stato costretto a sottoscrivere un contratto di associazione in partecipazione, regolarmente registrato, con il quale accettava l’apporto di capitali erogati da Caruso per 250 mila euro che avrebbe dovuto restituire mediante il versamento di rate mensili con interessi pari al 23%. Tale strumento, quindi, in apparenza del tutto lecito, secondo l’accusa ha voluto celare quella che sarebbe stata una vera e propria “pattuizione usuraria”.
L’associazione in partecipazione è un contratto di scambio con il quale, di norma, l’associato apporta un finanziamento all’impresa e come contropartita partecipa agli utili della stessa. Nel contratto stipulato tra gli indagati e la vittima, invece, la clausola derivante era quella che prevedeva, a fronte del finanziamento, un “reddito minimo garantito” annuo di 69 mila euro per sei anni, mediante rate di 5.750 euro al mese, e, al termine di tale periodo, la restituzione dell’intero capitale.
Secondo quanto é emerso dalle indagini, l’imprenditore indagato da solo non sarebbe stato in grado di formulare un tale articolato sistema di finanziamento ed è in questo contesto che entra in gioco il commercialista, il quale avrebbe dato un consistente contributo alla formalizzazione del prestito usurario. Per tale ragione il Gip di Lamezia Terme, su richiesta della Procura, aveva disposto, nell’ottobre scorso, nei confronti di Caruso e Muraca il sequestro per equivalente di disponibilità finanziarie, beni mobili ed immobili fino alla concorrenza di 217 mila euro, pari alle somme di interesse che aveva corrisposto la vittima fino a quel momento, ridotto successivamente a 110 mila euro dal Tribunale del Riesame.
Giuliano Caruso ha già subito a maggio scorso una condanna in primo grado dal Gip del Tribunale di Lamezia Terme, applicata la diminuente per la scelta del rito abbreviato, a tre anni di reclusione perché ritenuto responsabile di usura.