Lamezia, processo “Crisalide: assolto Pasqualino Ruberto. Ecco tutte le condanne

Catanzaro – 9 assoluzioni e 43 condanne. Questo l’esito del processo, celebrato con rito abbreviato, a seguito dell’operazione antimafia del 23 maggio 2017 “Crisalide” contro la cosca “Cerra-Torcasio-Gualtieri” di Lamezia Terme.
Le sentenze sono state emesse dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catanzaro, Pietro Carè. Per quanto attiene l’esponente politico coinvolto più noto, Pasqualino Ruberto candidato a sindaco nel 2015, il Gup ha deciso la sua assoluzione con la formula di rito “perché il fatto non sussiste”. Analoga assoluzione per Giovanni Paladino, padre di Giuseppe (diventato vice presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme) che, invece, viene processato con rito ordinario presso il tribunale lametino.
Non ha retto al vaglio del gup, dunque, l’ipotesi di concorso esterno che la Dda aveva contestato all’ex consigliere Ruberto e a Giovanni Paladino.
Come si ricorderà proprio il loro coinvolgimento nell’inchiesta aveva portato la Prefettura di Catanzaro a inviare la commissione d’accesso al Comune lametino la cui relazione finale aveva poi portato allo scioglimento dell’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Mascaro.
Gli imputati dovevano rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso, dedita al traffico illecito di sostanze stupefacenti, possesso illegale di armi ed esplosivi, estorsione, danneggiamento aggravato e rapina.
La condanna più pesante è stata inflitta ad Antonio Miceli, 20 anni, ritenuto a capo della cosca.
Ecco le condanne:
Antonio Miceli, 20 anni
Nicola Gualtieri detto “Nicolino”, 16 anni e 4 mesi
Giuseppe Grande “U pruppo”, 14 anni e 6 mesi (assolto associazione mafiosa)
Alessio Morrison Gagliardi, 12 anni, 10 mesi e 10 giorni
Antonio Saladino detto “birricella”, 10 anni 3 mesi e 10 giorni
Vincenzo Grande, 10 anni e 1 mese (assolto associazione mafiosa)
Rosario Muraca, 10 anni e 2 mesi
Teresa Torcasio, 10 anni e 1 mese
Domenico De Rito detto “Tutu'”, 10 anni e 20 giorni
Pasquale Caligiuri, 10 anni e 10 giorni
Massimo Gualtieri, 9 anni 9 mesi e 10 giorni
Antonio Franceschi, 9 anni 6 mesi e 20 giorni
Antonio Domenicano, 8 anni e 10 mesi
Rosario Franceschi, 8 anni e 10 mesi
Fortunato Mercuri, 8 anni 6 mesi e 10 giorni
Antonio Paola “satabanca”, 8 anni e 5 mesi
Saverio Torcasio, detto “geometra” cl.86, 8 anni 4 mesi e 10 giorni
Antonio Stella, 8 anni e 4 mesi
Antonello Amato, 8 anni 2 mesi e 20 giorni
Michele Grillo, 8 anni 1 mese e 10 giorni
Luigi Vincenzini, 8 anni 1 mese e 10 giorni
Marco Cosimo Passalacqua, 8 anni e 1 mese
Claudio Vescio inteso “caio”, 8 anni un mese e 10 giorni
Carloalberto Gigliotti, 8 e 20 giorni
Vincenzo Brizzi, 8 anni e 10 giorni
Antonio Gullo, 8 anni
Salvatore Francesco Mazzotta, 6 anni e 10 mesi
Ottavio Muscimarro, 6 anni e 8 mesi
Davide Belville, 6 anni 3 mesi e 10 giorni
Francesco Gigliotti, 6 anni 3 mesi
Giuseppe De Fazio, 6 anni
Vincenzo Catanzaro, 5 anni 6 mesi e 20 giorni
Maurizio Caruso – 5 anni e 6 mesi
Saverio Torcasio, cl. 75, 5 anni e 6 mesi
Luca Torcasio, detto “u cultellaro”, 5 anni e 6 mesi
Salvatore Fiorino, 5 anni 5 mesi e 20 giorni
Antonio Mazza, 5 anni un mese e 20 giorni
Mattia Mancuso, 2 anni e 8 mesi (assolto per associazione mafiosa)
Paolo Strangis, 2 anni e 4 mesi
Guglielmo Mastroianni, 1 anno 9 mesi e 10 giorni
Alessandro Gualtieri, 1 anno, 9 mesi e 10 giorni
Antonio Perri detto “Totò, 1 anno 9 mesi e 10 giorni
Luca Salvatore Torchia, 8 mesi e 20 giorni

Ecco le assoluzioni
Pasqualino Ruberto, assolto perché “il fatto non sussiste”
Giovanni Vincenzo Paladino, assolto perché “il fatto non sussiste”
Davide Cosentino
Daniele Grande
Pino Esposito
Smeraldo Davoli
Emmanuel Fiorino
Daniele Amato
Concetto Pasquale Franceschi.
Nel processo si sono costituiti parte civile Antonio Crapella, i fratelli Francesco e Pasquale Butera, Luigi Angotti, la Comunità Progetto Sud, l’associazione Antiracket Ala, la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dell’Interno con l’Avvocatura dello Stato e il Comune di Lamezia. Per Angotti (panificio “il fornaio distrutto da una bomba a marzo 2017) risarcimento di 30.000 euro; Comune di Lamezia 80.000 euro; Associazione antiracket 10.000 euro e presidenza del Consiglio dei ministri 50.000 euro (rigettate le richieste delle altri parti civili).