Lamezia, nuova bufera sulla SaCal per assunzioni “sospette”. Indagato anche il rappresentante del Comune

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Lamezia Terme – Si allarga ancora l’inchiesta che la Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha avviato, nel mese di agosto dello scorso anno, sulla gestione della SaCal, la società di gestione dell’aeroporto internazionale.
Le fiamme gialle anche nelle ultime ore sono tornate a fare “visita” agli uffici portando via una copiosa documentazione relativa ai contratti sottoscritti dalla società nell’ambito del progetto “Garanzia giovani” ma anche quella inerente la costruzione della nuova pista dello scalo aeroportuale in grado di garantire arrivo e partenza di aerei intercontinentali.
Gli sviluppi arrivano con l’iscrizione nel registro degli indagati di altre tre persone. Secondo le indiscrezioni di stampa si tratterebbe di Emanuele Ionà, imprenditore e rappresentante del Comune di Lamezia Terme nel Consiglio di amministrazione, della dirigente del personale della società, Sabina Mileto e della responsabile del centro per l’impiego di Lamezia, Angela Astorino.
L’ipotesi d’accusa per tutti è abuso d’ufficio con l’aggiunta per Astorino e Mileto anche dell’ipotesi di corruzione.
In questo caso al centro dell’attenzione della Guardia di Finanza, le modalità di assunzione di alcuni dipendenti che, stante le accuse, sarebbero imparentate con rappresentanti politici o con dirigenti della stessa SaCal.
Come si ricorderà il filone principale dell’inchiesta è, invece, relativo all’ipotesi di accusa di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. Tra gli indagati: Il presidente del CdA, Massimo Colosimo, imprenditore di Catanzaro, insieme al suo ex vice Giampaolo Bevilacqua, condannato lo scorso anno per concorso esterno in associazione mafiosa con il clan Giampà, Giuseppe Gatto e Floriano Noto, anche loro imprenditori catanzarese (Gatto è l’ex presidente di Confindustria Catanzaro, Noto si occupa di grande distribuzione), il direttore generale Pierluigi Mancuso, i dirigenti Ester Michienzi, Eugenio Sonni e Filippo Malafarina e il dipendente Antonio Silipo.

Lamezia, selezione per “Garanzia Giovani” alla SaCal oggetto in passato di interpellanze e polemiche

Gli sviluppi giudiziari di queste ultime ore sulle modalità di selezione da parte della SaCal di 18 lavoratori-stagisti nell’ambito del progetto “Garanzia Giovani” avevano avuto una precisa appendice politica già lo scorso anno, proprio nell’agosto 2015, quando il consigliere delegato al Turismo della provincia di Catanzaro e consigliere Comunale di Lamezia Terme, Francesco Ruberto presentò una specifica interpellanza urgente indirizzata al Presidente Amministrazione Provinciale di Catanzaro e al Sindaco di Lamezia Terme.
Riportiamo il testo integrale:
“Premesso che:
• È emerso, in seguito ad una riunione interna di Sacal spa che, nei prossimi giorni si attiveranno le procedure per selezionare n. 18 unità lavorative attraverso il progetto garanzia giovani;
• La Sacal è stata destinataria di un contributo regionale finalizzato all’apertura di un punto di informazione turistica;
• La Sacal intende gestire il punto informativo attraverso risorse interne.
Si chiede alle Signorie loro volersi attivare con urgenza al fine di conoscere:
1. Quale tipi di canali sono stati attivati al fine di dare ampia informativa, a tutti i giovani potenzialmente interessati per l’importante progetto che si intende avviare, finalizzato all’impiego di 18 unità lavorative attraverso degli stage formativi;
2. La somma e la finalità del progetto promosso dalla Regione Calabria;
3. Se la Sacal, in base alla legge 8 del 2008 sul Turismo, possiede tutti i requisiti per attivare uno sportello I.A.T. Informazioni ed accoglienza turistica.
Mi rivolgo alle Signorie loro in quanto Enti pubblici detentori delle quote di maggiore consistenza all’interno di Sacal spa.
Si richiede un intervento immediato al fine di dare ampia trasparenza ad operazioni che potrebbero creare malessere e preoccupazione nella popolazione.
Qualora non dovessero giungere informazioni esaustive mi riservo di attivarmi per denunciare all’opinione pubblica operazioni non trasparenti e non esiterò a recarmi presso le autorità giudiziarie di competenza per denunciare possibili illegalità”.

Ovviamente non mancò la risposta della SaCal che con un lungo comunicato stampa a firma del Direttore Generale della Società, Pierluigi Mancuso che spiegò “Sacal ha attivato quale Azienda Ospitante (insieme ad altre aziende sul territorio), il Progetto Garanzia Giovani, finanziato dalla Regione Calabria (raccomandazione europea) per dare la possibilità a ragazzi iscritti al Centro per l’Impiego di Lamezia Terme e con le caratteristiche richieste (NEET, giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, che non studiano e non lavorano) di intraprendere un’esperienza formativa in aeroporto. Quali canali di informazione? Il Progetto, già pubblico per essere stato avviato con bando ad evidenza pubblica aperto a tutte le aziende, è stato ulteriormente reso noto da Sacal con un’evidenza sulla Homepage del sito Istituzionale della Sacal già dallo scorso 23 marzo, e ancora agevolmente rinvenibile sullo stesso sito nell’archivio “avvisi selezioni scadute” nella sezione “lavora con noi”. Il bando pubblico edito dalla Regione Calabria riconosce ai tirocinanti un rimborso spese forfettario di Euro 400,00 e obbliga l’Azienda Ospitante (Sacal) al rispetto di una convenzione posta a disciplina dell’intero stage”.
“Seppure con un evidente sacrificio organizzativo (gli stages impattano direttamente sull’attività operativa in una fase di picco stagionale), Sacal – si leggeva ancora – ha comunque, responsabilmente, prestato la propria disponibilità per consentire con il proprio contributo di know how la realizzazione di un progetto di grande apertura verso il territorio”.
Relativamente alle richieste di precisazione avanzate dal consigliere provinciale e comunale Francesco Ruberto, poi, SaCal tiene ad evidenziare “il Consigliere fa riferimento contemporaneamente all’InfoPoint così trasmettendo la propria confusione anche a chi legge. Infatti, cosa diversa e separata dallo stage formativo appena descritto, è il Progetto InfoPoint finanziato dalla Regione Calabria – Assessorato al Turismo (che il consigliere interpellante avrebbe dovuto conoscere molto bene in quanto delegato al turismo), e attivato con bando pubblico presso le tre società aeroportuali calabresi che vi hanno partecipato con identico contributo (euro 250 mila). Tale iniziativa ha lo scopo di finanziare una moderna rete di informazione ai passeggeri attraverso il coinvolgimento e l’utilizzo di infrastrutture e risorse aeroportuali che, evidentemente, posseggono tutti i requisiti previsti nel bando”.
“Le richieste di chiarimento – commentava poi il presidente della Sacal, Massimo Colosimo – quando poste sulla stampa come inquietanti e maliziosi interrogativi hanno l’effetto di destare allarme e gettare ombre sull’operato più trasparente. E’ intollerabile che a fare ciò sia un esponente del mondo politico che, per essere consigliere del Comune di Lamezia Terme nonché delegato dell’Amministrazione Provinciale (entrambi presenti nel CdA Sacal), ha indubbiamente i corretti canali istituzionali per la verifica e l’approfondimento di qualsiasi informazione e ha il dovere e la responsabilità di utilizzarli prima di porla ai suoi elettori con le fattezze di una denuncia. Se occorrerà difendersi ancora da illazioni e da una falsa, distorta e diffamatoria informazione – concludeva il presidente Colosimo – non esiteremo ad interpellare la magistratura penale contro chiunque voglia meschinamente turbare il corretto e sano svolgimento delle attività aziendali.”