Lamezia, la costruzione della concattedrale argomento di vivace discussione in città

Lamezia Terme – C’è chi con la sicumera di chi conosce chissà quali retroscena dice: l’hanno costruita per evitare di perdere la diocesi. C’è chi, invece, quasi con una smorfia si sofferma sui costi e domanda: tutti quei soldi non era meglio usarli per cose più utili alla gente?.
Diciamo la verità, la costruzione della concattedarale in località Maddame è diventato argomento di una vivace discussione tra i lametini.
Ognuno dice la sua, spesso senza nemmeno conoscere bene il progetto complessivo e non solo architettonico dell’opera.
La concattedrale, ormai prossima alla consacrazione lunedì 25 marzo ad opera del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha attirato l’attenzione anche per via della sua maestosità e per il progetto architettonico firmato dal noto architetto Paolo Portoghesi, la cui proposta è stata ritenuta la più idonea, tra un centinaio arrivate, rispetto al concorso internazionale che è stato bandito nel 2014. La prima pietra venne posata il 30 aprile 2016.
Sarà intitolata a San Benedetto da Norcia, patrono d’Europa e sarà affiancata da un vasto complesso interparrocchiale, che complessivamente si svilupperà su circa mille metri quadrati, in grado di contenere una sala mensa per i poveri gestita dalla Caritas, una serie di locali per la catechesi, una serie di alloggi per persone e famiglie in difficoltà e una sala convegni con oltre mille posti.
E’ evidente, quindi, che il complesso di San Benedetto si prefigge di diventare un centro spirituale per tutta la regione.

Per quanto riguarda l’aspetto esclusivamente religioso non sarà nuova parrocchia ma la chiesa dell’unità che raccorderà tutte le altre.
L’intervento complessivo, vale la pena sottolinearlo, è stato realizzato con il contributo dell’8 per mille alla chiesa cattolica per un importo di circa 5 milioni e mezzo di euro al netto del costo del terreno che è stato donato gratuitamente dal Comune in occasione della storica visita, nell’ottobre 2011, dell’allora Papa Benedetto XVI. Tutta l’area, infine, sarà caratterizzata da una piazza che si chiamerà “Unità di Lamezia Terme”.
Fin qui le informazioni per così dire di “servizio” che, comunque, non sembrano smuovere più di tanto quanti si pongono in posizione critica “a prescindere” verso l’opera.
Quando i fantasiosi retroscena non reggono, quando anche sui costi non si può eccepire nulla allora ecco che tutte le critiche si dirigono inevitabilmente verso l’aspetto estetico dell’opera.
Ma quei due campanili di 42 metri di altezza erano proprio necessari? Non sono un’esagerazione? Non sono “troppo”? Pensieri, valutazioni, chiacchiere. Quelle che a poche ore dalla consacrazione continuano a tenere banco nelle piazze ‘virtuali’ e in quelle ‘tradizionali’.

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