Lamezia, indagati Paolo Mascaro e Claudio Arpaia per false fatturazioni della Vigor Lamezia

Lamezia Terme – Un avviso di conclusione delle indagini è stato notificato all’ex sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro e all’ex presidente della Vigor Lamezia calcio, Claudio Arpaia.
Secondo la tesi accusatoria sostenuta dalla Procura della Repubblica, i due, nella loro qualità di rappresentanti legali della società Vigor Lamezia srl avrebbero utilizzato fatture per operazioni inesistenti per gonfiare le spese e, di conseguenza, godere di una indebita detrazione dell’Iva, oppure per ridurre il reddito dichiarato e pagare meno tasse.
Nello specifico – come riporta il Corriere della Calabria – Mascaro da presidente del sodalizio bianco-verde (dal primo settembre 2012 al 12 giugno 2013) avrebbe fatto dichiarazioni fraudolente mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti al ne di evadere l’Iva avvalendosi di 12 fatture (da febbraio 2012 a novembre 2012) per un totale di 61.461,30 euro più iva (corrispondente a 12.906,86 euro).
Ma le fatture, tutte emesse dalla ‘Bieffe servizi alle imprese’, secondo le indagini condotte dalla Guardia di Finanza sarebbero «tutte relative ad operazioni assolutamente inesistenti e registrate nelle scritture contabili obbligatorie».
Secondo la tesi sostenuta dalla Procura in questa maniera la società vantava un credito Iva gonfiato di 12.906,86 euro ma, essendo tali fatture derivate da operazioni «assolutamente inesistenti», la società versava quasi 13mila euro di Iva in meno per l’anno 2012.
Per gli stessi reati è indagato anche l’altro ex presidente della società di via Marconi, Claudio Arpaia, in carica dal giugno 2013 al maggio 2015. Le imposte sui redditi Arpaia le avrebbe evase avvalendosi di tre fatture emesse, sempre dalla ‘Bieffe servizi alle imprese’, tra maggio e giugno 2013. E sempre «tutte relative ad operazioni assolutamente inesistenti e registrate nelle scritture contabili obbligatorie».
Grazie a questo “sistema” Arpaia avrebbe gonfiato le spese della società al fine di ridurre il reddito dichiarato con conseguente indebita detrazione dei costi ai fini delle imposte dirette per un valore di 15.667,20 euro.
Lapidario e “ironico, il commento di Paolo Mascaro attraverso il suo profilo facebook. “SENZA PAROLE. Attendo ora un avviso di garanzia per concorso in plagio per aver fatto copiare un compito in classe al mio compagno di banco all’esame di terza media. Nulla, però, fermerà il mio desiderio di Legalita’ e Giustizia. E nulla- conclude Mascaro – impedirà alla Verità di trionfare”.