Lamezia, giornata di sciopero e corteo dei dipendenti comunali

Lamezia Terme – E’ sciopero generale è stato. Come anticipato, nei giorni scorsi, buona parte dei lavoratori del Comune di Lamezia Terme, su iniziativa dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Diccap e della Rsu aziendale, si sono astenuti dalle loro attività ed hanno manifestato nel piazzale del palazzo municipale di via Perugini. (nella foto)
“Non vogliamo essere testimoni della morte di questo comune lotteremo contro tutti perché questo non accada”, è stata la scritta apposta sullo striscione che ha aperto il corteo.
Arcinote, ma pur sempre inevase, le richieste alla base della protesta di sindacati e dipendenti: “Lo sciopero è stato indetto per rivendicare – dopo gli innumerevoli ed inutili tentativi di mediazione – i diritti calpestati dalle reiterate violazioni….mancati adempimenti alle sollecitazioni del ministero degli Interni in relazione del piano triennale del fabbisogno nonostante la costante riduzione del personale; mancanza di un segretario generale a tempo pieno; mancate risposte dopo l’audizione in prefettura lo scorso 20 settembre 2018; mancata nomina dell’Organismo indipendente di valutazione; mancata liquidazione di tutti gli istituti Contrattuali previsti già sottoscritti e riguardanti le annualità 2014, 2015 e 2016; mancata convocazione dei tavoli negoziali per l’attivazione delle corrette relazioni sindacali e l’apertura della contrattazione decentrata sull’utilizzo del fondo contrattuale per gli anni 2017 e 2018.
I sindacati, inoltre, ampliano la piattaforma delle rivendicazioni e sottolineano che lo sciopero si prefigge anche di “sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche quotidianamente vissute dai dipendenti comunali che, paradossalmente, vengono additati come ‘causa’ del malfunzionamento della macchina burocratica. Il Comune di Lamezia Terme – solo grazie all’operato dei dipendenti, che riescono a stento a fronteggiare le emergenze nonostante subiscano quotidianamente una inefficiente ed inefficace ‘governance’ – costituisce uno spaccato rappresentativo dell’intera comunità lametina che, oramai da un anno, non trova le giuste risposte alle proprie necessità”.