Lamezia, estorsione ai dipendenti: chiesto rinvio a giudizio per Alberto Statti

Lamezia Terme – La Procura di Lamezia Terme, nel corso dell’udienza svoltasi questa mattina, ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio per il presidente di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti.
Come si ricorderà Stati venne coinvolto con l’accusa di estorsione continuata il 3 luglio 2017 nell’operazione “Spartaco” coordinata dalla stessa Procura lametina e portata a compimento dalla Guardia di Finanza.
Quella operazione si inseriva in un più vasto dispositivo delle “fiamme gialle” mirato a reprimere ogni forma di sfruttamento dei lavoratori che inquina il mercato del lavoro e danneggia notevolmente gli imprenditori ed i contribuenti onesti.
Sin dalle prime indagini i finanzieri, acquisendo una serie di elementi indiziari circa l’illecito sistema retributivo adottato dall’imprenditore oggi indagato, informavano la locale Procura, che delegava alle stesse “fiamme gialle” l’esecuzione di specifiche attività investigative.
Le conseguenti indagini permettevano di far luce su un più vasto fenomeno di sfruttamento illecito dei dipendenti, sfociante in vere e proprie estorsioni, attuato nel corso degli anni in maniera sistematica, dallo stesso Statti.
In particolare, i finanzieri hanno scoperto, fra l’altro, che da anni l’imprenditore costringeva sistematicamente i propri dipendenti ad accettare retribuzioni minori (ridotte di circa un terzo) di quelle formalmente risultanti in busta paga oppure non corrispondenti a quelle previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro ed a rinunciare, di fatto, alle somme di t.f.r. previste, con la minaccia dell’immediato licenziamento o, prima dell’instaurazione del rapporto lavorativo, con l’esplicito rigetto della richiesta di assunzione avanzata da coloro che aspiravano all’impiego secondo le regole.