Lamezia, Commissari approvano nuovo Regolamento di Polizia Urbana: E’ subito polemica

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Lamezia Terme – La Commissione straordinaria del Comune di Lamezia Terme ha approvato il nuovo Regolamento di Polizia Urbana (L’ultimo era del 1981)
Il Regolamento detta norme autonome o attuative integrative di disposizioni generali o speciali in materia di convivenza civile e sociale, sicurezza e qualità dell’ambiente urbano, tutela del patrimonio pubblico e privato, disciplina del suolo e dello spazio pubblico, tutela della quiete pubblica e privata.
La decisione della Commissione, però, non è andata giù a molti esponenti politici ed esercenti lametini. In particolare l’art. 28 prevede che “Dalle ore 22.00 alle ore 7.00 è vietata la vendita di bevande alcoliche e superalcoliche da parte di chiunque risulti autorizzato, a vario titolo, alla vendita al dettaglio, per asporto, nonché attraverso distributori automatici e presso attività di somministrazione di alimenti e bevande; dalle ore 22.00 alle ore 7.00, nelle strade pubbliche o aperte al pubblico transito e nelle aree verdi non recintate, è altresì vietato il consumo di qualsiasi bevanda in contenitori di vetro; dalle ore 23.00 alle ore 7.00 nelle strade pubbliche o aperte a pubblico transito e nelle aree verdi non recintate, è vietato il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche in ogni genere di contenitore; dalle ore 2.00 alle ore 7.00 è vietata la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche da parte di chiunque risulti – a vario titolo – autorizzato alla somministrazione medesima e nei circoli privati, anche nelle aree esterne di pertinenza di tali locali”.
Secondo Rosario Piccioni di “Lamezia Bene Comune”: “siamo tornati al proibizionismo? Così si colpiscono imprenditori”. Secondo Piccioni si “conferma ancora una volta la linea che ha contraddistinto in questi due anni l’azione di questa terna commissariale, vale a dire l’assenza di interlocuzione con i cittadini e con le realtà vive della nostra comunità. Certamente è doveroso, soprattutto per chi abita in centro e in particolare per gli anziani, tutelare la sicurezza e garantire la tranquillità dei residenti nei giorni di maggiore frequentazione del corso cittadino. Ma possibile che chi ormai da due anni rappresenta lo Stato nel nostro Comune dopo lo scioglimento, anziché attivarsi con la prefettura e il ministero per garantire un maggiore controllo del territorio attraverso l’invio di uomini e mezzi, debba introdurre incomprensibili divieti all’elemosina o limiti agli artisti di strada per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica? Il modus operandi è lo stesso che purtroppo abbiamo visto anche con gli impianti sportivi e le altre strutture pubbliche: si chiude e si lascia chiuso, anziché attivarsi per risolvere il problema. Invece di controllare di più il territorio, si limita il lavoro di giovani imprenditori con contraccolpi negativi per tutta la città”.
“Una scelta- evidenzia Piccioni – che potrebbe comportare conseguenze devastanti per le attività imprenditoriali, in particolare per quelle che si trovano sui due corsi del centro cittadino, andando a colpire il lavoro positivo realizzato in questi anni. Il centro cittadino, soprattutto nei fine settimana, è diventato un fermento di eventi e iniziative promossi proprio dai tanti titolari di locali che hanno scelto di credere nella nostra città. Ci appelliamo alla commissione straordinaria perché faccia un passo indietro, apra una discussione con gli operatori della nostra città interessati dal provvedimento e ne recepisca le istanze, almeno per quanto riguarda l’attuazione regolamento”.
Sulla stessa linea di ragionamento Dario Rocca (Giovani Democratici) secondo il quale “I commissari con l’approvazione del Regolamento di polizia urbana hanno scelto di continuare sulla loro linea di burocrati distanti dai bisogni dei cittadini, dal tessuto produttivo ma soprattutto da quella parte attiva di città che ha una grande voglia di fare. I commissari come fanno da due anni a questa parte hanno deciso di non andare incontro alla città ma di stare sulla loro unica linea: invece di coordinarsi con le istituzioni adibite al controllo del territorio si sceglie di chiudere tutto e massacrare un territorio che a fatica cerca di attivarsi e coinvolgere i giovani”.
Per Rocca, inoltre, “E` sicuramente doveroso soprattutto dopo alcuni incresciosi eventi accaduti nei mesi scorsi tutelare chi abita nelle zone adiacenti alla movida cittadina e i giovani della città, ma non e` sicuramente massacrando i giovani imprenditori che con coraggio e voglia di fare hanno deciso di investire nella nostra comunità che si tutela la cittadinanza. E` quindi anche doveroso garantire a chi ha investito energie e denaro nel nostro territorio la possibilità di poter svolgere il proprio lavoro liberamente senza creare questi inutili limiti che non faranno altro che far allontanare giovani imprenditori, capitali energie e ragazzi dalla nostra città”.
Per Antonello Stambè (Componente direttivo Associazione Viva Lamezia) l’art.28 del nuovo Regolamento al comma 4 è una vera beffa: “Su tutto il territorio cittadino è vietata l’organizzazione e la sponsorizzazione – tramite qualsiasi mezzo – di tour o percorsi che comportino la frequentazione di locali, birrerie, pub, wine-bar ed esercizi similari, finalizzati esclusivamente al consumo di bevande alcoliche e superalcoliche.” Vorrei ricordare, che la nostra ridente cittadina può vantare delle cantine, famose e rinomate in tutto il mondo, che secondo una lettura estensiva del citato comma, non potrebbero più organizzare percorsi guidati di degustazione all’interno dei loro locali”.
“Lungi da me il non voler apprezzare la genuinità dell’iniziativa, soprattutto dopo gli incresciosi episodi dei mesi scorsi, – dice Stambè – ma il mio pensiero volge, forse per ‘deformazione’ professionale in quanto commercialista all’impatto che il regolamento potrebbe avere sull’economia della nostra città. Infine, mi preme sottolineare che non è con il proibizionismo che si accresce il grado di civilizzazione di un paese. Per tali ordini di ragioni ritengo che detta delibera debba essere immediatamente revocata”.

Avviare un’attività economica in Italia è difficile, ma ancor di più tenerla in vita. E’ con amara sorpresa che stamani apprendo dai quotidiani locali che è stato approvato, con deliberazione della Commissione Straordinaria, il nuovo Regolamento di Polizia Urbana, che rischia, di dare un duro colpo alle attività commerciali di somministrazione di alimenti e bevande del centro storico di Lamezia, cuore pulsante dell’economia e della movida lametina. Ai sensi dell’art. 28, co. 1, del Regolamento in oggetto, si applicheranno le seguenti disposizioni:
“a) dalle ore 22.00 alle ore 7.00 è vietata la vendita di bevande alcoliche e superalcoliche da parte di chiunque risulti autorizzato – a vario titolo – alla vendita al dettaglio, per asporto, nonché attraverso distributori automatici e presso attività di somministrazione di alimenti e bevande;
b) dalle ore 22.00 alle ore 7.00, nelle strade pubbliche o aperte al pubblico transito e nelle aree verdi non recintate, è altresì vietato il consumo di qualsiasi bevanda in contenitori di vetro;
c) dalle ore 23.00 alle ore 7.00 nelle strade pubbliche o aperte a pubblico transito e nelle aree verdi non recintate, è vietato il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche in ogni genere di contenitore;
d) dalle ore 2.00 alle ore 7.00 è vietata la somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche da parte di chiunque risulti – a vario titolo – autorizzato alla somministrazione medesima e nei circoli privati, anche nelle aree esterne di pertinenza di tali locali.”
Vorrei anche sottolineare la lett. b , che in barba alla direttiva UE 2019/904, che promuove la riduzione dell’incidenza dei prodotti in plastica, vieta l’uso dei contenitori totalmente riciclabili come il vetro, per qualsiasi bevanda, anche della salubre acqua.

Dott.