Lamezia al voto il 26 maggio? Per il Ministero sì anche se non accadrà. Ecco perchè

Lamezia Terme – Un altro “papocchio” è servito. Il ministero dell’interno ha pubblicato l’elenco dei Comuni chiamati al voto per la tornata primaverile, in programma domenica 26 maggio 2019.
Nel folto elenco compare incredibilmente anche la città di Lamezia Terme. Si tratta di un errore? Oppure il ministero si è determinato a chiudere l’assurda situazione lametina?
Niente di tutto questo. Ad uno sguardo attento e non superficiale, infatti, non può sfuggire che accanto all’indicazione di Lamezia Terme fanno bella mostra tre asterischi che rimandano alla seguente spiegazione: “i comuni il cui consiglio viene rinnovato per scadenza del periodo di durata del medesimo scioglimento, salvo proroga del periodo stesso”.
Ecco, appunto salvo proroga. E qui che bisogna cominciare a fare un pò di chiarezza. Il decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia Terme porta la data del 24 novembre 2017 e l’indicazione che il provvedimento avrà la durata di 18 mesi salvo proroga.
I 18 mesi, numeri alla mano, scadrebbero proprio ad aprile per cui, all’atto di notifica dello scioglimento, anche la città di Lamezia Terme è stata inserita in “automatico” nell’elenco di quelle chiamate alle urne.
Ora, stante che il prossimo 11 aprile il Consiglio di Stato dovrà entrare nel merito della richiesta formulata dallo stesso ministero dell’interno, attraverso l’Avvocatura generale, di revoca dell’annullamento da parte del Tar Lazio dello scioglimento del consiglio comunale, appare davvero paradossale che si possa prendere per buona l’ipotesi di un ritorno al voto dei lametini.
In primo luogo perchè se venisse data ragione all’Avvocatura in via Perugini tornerebbero i tre commissari già nominati dal ministero e, a quel punto, non ci sarebbero le condizioni minime nemmeno per raccogliere le firme dei sottoscrittori delle liste per partecipare alla competizione elettorale. Termine minimo fissato dalla normativa in 30 giorni prima del voto. E quindi si renderebbe più che logico prorogare di altri 6 mesi il commissariamento per completare l’opera di “risanamento” e portare la città alle urne nella tornata autunnale.
In secondo luogo, se invece il Consiglio di Stato prendesse per buona la tesi di Paolo Mascaro e gli restituisse la fascia tricolore a quel punto per Lamezia Terme non ci sarebbe alcuna ragione per tornare al voto a maggio in quanto alla scadenza naturale del mandato elettivo del sindaco iniziato a giugno 2015 mancherebbero ancora alcuni mesi.
Insomma, non è una fake news in quanto il documento del ministero dell’interno (foto sotto) è chiaro, ma non è nemmeno possibile, comunque, per le ragioni che abbiamo provato a spiegare che la città possa tornare al voto a scadenza così ravvicinata.