“Navi dei veleni” e gli intrecci con la morte di Natale De Grazia: un mistero da 23 anni

Lamezia Terme – Il capitano Natale De Grazia comandante della capitaneria di Reggio Calabria muore il 13 dicembre 1995, improvvisamente a Nocera Inferiore, mentre si trasferiva dalla città  dello stretto a La Spezia nell’ambito delle indagini relative al traffico di rifiuti tossici e/o radioattivi su espressa richiesta del procuratore capo dott. Francesco Scuderi, il quale ritenne preziosa ed essenziale la collaborazione del De Grazia con il sostituto procuratore Francesco Neri, titolare delle indagini.
Sono passati 23 anni ma sulle reali cause della morte di De Grazia permangono ancora dubbi e lati oscuri.
Natale De Grazia nasce a Catona di Reggio Calabria il 19 dicembre 1956.
Consegue il titolo professionale di Capitano di lungo corso nell’anno 1981 dopo aver effettuato quattro anni di navigazione in acque nazionali ed internazionali in qualità  di 2° e 1° ufficiale di coperta su navi mercantili e petroliere.
Nell’anno 1982/83 supera il concorso pubblico per ufficiali nella marina militare, corpo capitanerie di porto ruoli normali, raggiungendo di anno in anno condizioni di avanzamento di carriera da guardia marina fino ad arrivare a capitano di corvetta.
Concluso l’anno di studio-formazione all’Accademia navale di Livorno, viene imbarcato sulla nave militare Sagittario, in missione in Libano nel dicembre 1983. Presta successivamente servizio c/o la Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina e dopo due anni viene trasferito al Compartimento Marittimo di Reggio Calabria, dove rimane per sei anni. Nel 1991 viene disposto il suo trasferimento a Carloforte (Cagliari) per assumere il comando del Circomare per circa due anni. Poi un nuovo trasferimento al Compartimento di Reggio Calabria, dove assumerà  diversi incarichi: Capo sezione Tecnica, Sicurezza navigazione, Antinquinamento, Elaborazione dati statistici e Responsabile della sala operativa. A partire dal 1994, collabora attivamente col pool investigativo della procura di Reggio Calabria relativamente al traffico di rifiuti tossici e/o radioattivi.

Le tre navi

Il capitano morirà dopo aver consumato un pasto in una stazione di servizio sull’autostrada Salerno- Reggio Calabria. Il certificato di morte riporta quali cause del decesso le troppo generiche motivazioni “arresto cardio-circolatorio”. Il suo corpo fu sottoposto ad autopsia solo dopo una settimana dal decesso e presso l’ospedale di Reggio Calabria, anzichè a Nocera Inferiore dove era deceduto. Agli esami autoptici non è stato concesso di assistere al consulente medico della famiglia che chiese di ripetere gli esami. La seconda autopsia fu assegnata allo stesso perito che condusse la prima e i risultati di questi ulteriori esami, che confermarono ovviamente i dati della prima, furono trasmessi alla famiglia dopo circa dieci anni.
Dopo la sua morte le indagini subirono un duro colpo e da allora la verità  sulle “navi a perdere” non è mai stata rivelata fino agli sviluppi di questi ultimi tempi.
Il 24 Maggio 2001, l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi concesse la medaglia d’oro al merito di marina. Il risultato del lavoro investigativo condotto dal capitano De Grazia è contenuto nei fascicoli dell’inchiesta giudiziaria sull’affondamento della nave Rigel e altre “navi a perdere” presso la procura di Reggio Calabria archiviata nell’anno 2000.
Risulta documentato che il capitano Natale De Grazia aveva trovato nella casa di Giorgio Comerio, un noto faccendiere investigato per smaltimento illecito di scorie radioattive, un’agenda con l’appunto “Lost the ship“ (la nave è persa) il giorno 21 settembre 1987, il giorno in cui è affondata proprio la nave Rigel.
Quel giorno, secondo quanto stabilito dall’International maritime organization è affondata soltanto quella nave. Inoltre nella casa del Comerio pare esser stata ritrovata copia del certificato di morte di Ilaria Alpi, la giornalista italiana del TG3, assassinata in Somalia insieme all’operatore Miran Hrovatin mentre si occupava di traffico di rifiuti pericolosi e di armi.

La Kolly Rosso sulla spiaggia delle Formiciche a Campora
La Jolly Rosso sulla spiaggia delle Formiciche a Campora

Comerio è l’ingegnere ideatore del progetto O.D.M. (Oceanic disposal management) che prevedeva di stipare rifiuti radioattivi in siluri (telemine) da sparare sotto i fondali marini con l’ausilio di navi Ro-ro. Gli investigatori di Reggio Calabria, tra cui il De Grazia, avevano scoperto che Comerio aveva trattato l’acquisto della motonave Rosso (nave Roro). Nel corso delle indagini Natale De Grazia ed i suoi collaboratori, maturarono la convinzione, che laJolly Rosso” doveva essere affondata al largo del Golfo di Sant’Eufemia per smaltire un carico di rifiuti pericolosi e per lucrare sul premio di assicurazione.
Secondo gli inquirenti l’affondamento non riuscì e il 14 dicembre 1990 la nave si arenò sulla spiaggia di Amantea in località  Formiciche e il carico della nave seppellito nell’alveo del fiume Oliva, poco distante il luogo della spiaggiamento.
L’inchiesta è stata riaperta dalla procura di Paola nell’anno 2004 e poi ma per mancanza di prove è stata archiviata a maggio 2009 perchè l’ipotesi accusatoria non fu supportata da prove. Attualmente (anno 2010) sono in corso sempre presso la Procura di Paola altra indagini per capire comunque il tipo di inquinanti trovati nell’alveo del fiume Oliva, la loro incidenza sulle malattie diffuse nella zona e per trovare i responsabili di tali illeciti smaltimenti.
Tra l’altro è stato più volte ipotizzato che dietro il fenomeno delle “navi a perdere” e quindi sulla morte del comandante De Grazia, possano essere stati coinvolti i servizi segreti deviati, la massoneria e i poteri mafiosi della nostra regione.
Natale De Grazia è morto in circostanze sospette il 13 dicembre 1995, mentre era in missione per conto della procura della Repubblica di Reggio Calabria. Si stava recando a La Spezia e Massa Carrara per raccogliere importanti deposizioni e documenti nautici relativi ad affondamenti sospetti nel Mediterraneo.

(informazioni tratte da www.comitatodegrazia.org)