“Isola felice”, la Procura lametina chiede 158 rinvii a giudizio per le patenti facili

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Lamezia Terme – Il sostituto procuratore di Lamezia Domenico Galletta ha chiesto il rinvio a giudizio per 158 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al rilascio di patenti e certificati medici di idoneità falsi, oltre che di abuso d’ufficio e concussione.
Secondo quanto accertato nel corso delle indagini svolte dalla polizia stradale di Lamezia Terme per ottenere, spesso anche senza sostenere l’esame, una patente oppure un certificato per condurre veicoli per il trasporto di merci pericolose si arrivava a pagare anche fino a tremila euro.
I candidati, nella gran parte stranieri tra cui molti cinesi, erano disposti a pagare grosse cifre pur di evitare l’esame o ottenere i certificati Adr o collaudi per le auto.
Ad insospettire i poliziotti, che hanno avviato le indagini nel 2007, anche l’alta percentuale di iscritti, provenienti da tutta Italia, in alcune scuole guida di Lamezia Terme e Curinga.
Nel corso delle indagini gli agenti della polstrada hanno avuto modo di accertare che nel giorno dell’esame molti candidati cinesi non erano presenti presso gli uffici della motorizzazione di Catanzaro perché si trovavano a lavoro in altre regioni. In altri casi è emerso che gli stranieri, pur non comprendendo la lingua italiana, riuscivano comunque a sostenere l’esame grazie alla complicità degli esaminatori che gli fornivano le risposte alle domande dei test per la patente.
Nell’operazione chiamata ‘Isola Felice‘ sono coinvolti, e adesso destinatari della richiesta di rinvio a giudizio, l’attuale direttore della Motorizzazione civile di Reggio Calabria, Gaspare Pastore; il direttore facente funzione della Motorizzazione di Catanzaro, Gaetano De Salvo; Vincenzo De Sensi, titolare di una scuola guida di Lamezia; Achille Amendola, collaboratore di De Sensi; Carmelo Tripodi, ex esaminatore; Roberto Arcadia, ingegnere; Sebastiano Fruci, titolare di una scuola guida a Curinga e Luigi Zurlo che gli inquirenti all’epoca dell’operazione definirono il “faccendiere“.
La richiesta di rinvio a giudizio verrà discussa nel corso dell’udienza preliminare fissata per il 26 maggio prossimo.