Inchieste “Why Not” e “Poseidone”, de Magistris: “Abuso d’ufficio è fatto, storia non si cambia”

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Napoli – “Leggo dichiarazioni molto affrettate da parte degli imputati senza ancora leggere la motivazione. Però ci sono alcune cose chiare dalle quali non si può scappare: il fatto storico è ricostruito in via definitiva”. Lo dichiara il sindaco di Napoli Luigi de Magistris commentando la sentenza della Cassazione che ha annullato il pronunciamento della Corte d’Appello di Salerno sul caso Why Not.
“La Cassazione – aggiunge de Magistris – non può entrare nel fatto. La sentenza della Corte d’Appello di Salerno in cui si parla di condotte, seppur prescritte, di abuso d’ufficio, quindi di sottrazioni illecite delle inchieste Why not e Poseidone, al fine di danneggiarmi e avvantaggiare gli indagati, è un fatto storico acclarato e la storia non può essere cambiata, qualunque sia la motivazione della Corte di Cassazione”.
De Magistris spiega di voler attendere la motivazione “perché ci possono essere tante ragioni per l’annullamento, la Cassazione potrebbe anche ritenere che non erano necessarie determinate statuizioni della Corte d’Appello e che quindi io mi posso avvalere nelle sedi civili, perché ricordiamo che la Procura generale non impugnò, siamo stati solo noi a impugnare. Quindi – prosegue de Magistris – potrebbe anche ritenere che l’annullamento riguarda solo gli aspetti e gli effetti civili, oppure potrebbe essere un annullamento per un mero cavillo formale. Stiamo parlando di fatti di legittimità e non di merito”.
De Magistris ribadisce che “la storia è questa, per il resto dicessero quello che vogliono: da una parte ci sono le persone perbene, dall’altra le persone che hanno commesso fatti molto gravi”. “Anche se dovessimo mettere una pietra tombale e, nella peggiore delle ipotesi, io non potrò avere diritto ad alcun risarcimento. La storia rimane per sempre: la revoca dell’inchiesta Poseidone da parte del procuratore Lombardi e l’avocazione dell’indagine Why Not da parte del procuratore generale facente funzioni Favi furono illecite, furono condotte di abuso d’ufficio, seppur prescritte, quindi – conclude l’ex pm – non si è dimostrata la corruzione ma l’abuso, e furono fatte al fine di danneggiare il pubblico ministero titolare dell’indagine Luigi de Magistris”.

(AdnKronos)