I beni confiscati alla ‘ndrangheta per i migranti della tendopoli di San Ferdinando

Reggio Calabria – Nella mattinata odierna, presieduta dal Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari,(nella foto) si è svolta, presso il Palazzo del Governo, una riunione del Tavolo tecnico permanente per i lavoratori extracomunitari per fare il punto sulla situazione relativa agli interventi posti in essere per alleviare le condizioni disagio in cui versano gli immigrati presenti nell’area di San Ferdinando. Alla riunione hanno partecipato, fra gli altri, il Questore, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Rappresentante della Guardia di Finanza, Il Commissario straordinario del Comune di Gioia Tauro, i Sindaci di Rosarno e di San Ferdinando, il Rappresentante della Protezione Civile metropolitana nonché i Rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria, datoriali e dei lavoratori.
Il prefetto reggino durante l’incontro di questa mattina ha affermato: “la riunione tecnica è stata tenuta dopo l’ennesimo incendio alla tendopoli nella notte tra il 31 e l’1 gennaio dove fortunatamente non ci sono stati danni alle persone e per questo devo ringraziare il presidio fisso disposto li dei vigili del fuoco perchè quell’azione immediata ha consentito di far cessare ogni tipo di pericolo. La riunione di oggi è seguito di un’altra recente alla quale aveva partecipato il presidente della Regione dove insieme con la regione e con le organizzazioni sindacali e i sindaci dell’area, abbiamo tracciato un percorso. Questo percorso è quello di trovare una soluzione alla tendopoli di San Ferdinando che può essere possibile soltanto attraverso una sintesi di convergenti soluzioni che passano attraverso, come dice il presidente della Regione che ha dato la possibilità per istituire un fondo di garanzia per l’incentivo ai fitti, per utilizzare il patrimonio dei beni confiscati, per collocare gli extracomunitari nei progetti SPRAR. Sono tutte procedure affaticate e l’unica veloce è il collocamento in un progetto SPRAR. La novità di questa mattina è che del patrimonio immobiliare di cui si parlava tanto sia pubblico che dei beni confiscati, quello pubblico il rappresentante del demanio ci ha detto che non abbiamo immobili da usufruire, mentre per quanto concerne le unità abitative rivenienti dall’agenzia dei beni confiscati e consegnate ai comuni, ad oggi abbiamo circa 30 unità quindi nell’immediatezza ci sarà un’altra riunione previa intesa con la regione che si è resa disponibile per capire come utilizzare queste 30 unità che sono a Rosarno, Gioia Tauro, San Ferdinando ed è stato fatto il censimento di Cittanova e Taurianova e si sta valutando anche qualche altro comune come Melicucco se c’è disponibilità“.
Durante l’incontro, è stata, altresì, effettuata la ricognizione dei beni confiscati alla criminalità organizzata da poter destinare alla sistemazione alloggiativa dei migranti. Al riguardo è emersa la disponibilità di immobili nei Comuni di Cittanova, Gioia Tauro, Rosarno, San Ferdinando e Taurianova per i quali sarà effettuato un approfondimento in sede di un tavolo tecnico ristretto con la Regione Calabria.
Altre iniziative riguardano gli incentivi per il fitto di immobili, la creazione di un apposito Fondo di garanzia regionale per i proprietari che concedono un immobile in locazione e l’intensificazione dei mezzi di trasporto per agevolare gli spostamenti dei migranti sul luogo di lavoro.