Grillo ai calabresi “o lavorate in nero o siete tutti della ‘ndrangheta”

“O lavorate in nero o siete tutti della ‘ndrangheta”. Beppe Grillo ora insulta chi non chiede il reddito di cittadinanza. E lo fa dal palco del “Politeama” di Catanzaro, dove è andato in scena il suo show Insomnia.

Il “guru” dei 5 Stelle se la prende in particolare con i calabresi, rei – a suo dire – di aver presentato poche domande per il sussidio grillino. “La Calabria è una terra strana”, ha detto il comico aprendo il suo spettacolo, “La Calabria è la regione che ha fatto meno domande per il reddito di cittadinanza. C’è il paese più povero d’Italia, che si chiama Dinami, e a Dinami neanche una domanda di reddito di cittadinanza. E allora non rompetemi più i c…i perché o lavorate in nero o siete tutti della ‘ndrangheta. Va bene? Cominciamo bene?”.

Parole che hanno ovviamente scatenato la bufera. “Non si possono offendere tutti in Calabria per i maledetti delinquenti calabresi che sono sempre meno grazie alla magistratura”, ha detto il senatore di Forza Italia, Marco Siclari, “Grillo ha superato ogni limite ed ancora una volta confonde i ruoli. Non può fare il comico violentando la dignità di milioni di calabresi. Grillo rappresenta un movimento politico che è al governo e non può permettersi di etichettare i cittadini calabresi, anziani, giovani incensurati e neonati come ‘ndranghetisti per “sillogismo” o soltanto perchè nati in Calabria. Torni a fare il comico, che è una vera professione, perchè come politico ha dimostrato di non essere all’altezza del nostro Paese“.

Un altro esponente di Forza Italia, il consigliere regionale Domenico Tallini, parla di “inaccettabile teorema del povero comico che ha fondato il Movimento Cinquestelle”. Per Tallini è come dire: “Calabresi non cercate un lavoro onesto, non chiedete allo Stato di promuovere l’occupazione, non studiate. C’è il reddito di cittadinanza che risolve tutto. State seduti sul sofà di casa e vi arrivano 780 euro. Che vi devono bastare”. Insomma, un invito all’assistenzialismo. “Ci sarà un motivo se c’è un crollo verticale nei sondaggi per un ex movimento diventato partito, con tanto di poltrone, ministri e sottosegretari, presidenti di commissione”, continua Tallini, “Meditino i calabresi che un anno fa hanno assegnato ai Cinquestelle il 40% dei voti. Anzi, hanno già riflettuto, a giudicare dal teatro semivuoto che ha accolto il re dei ciarlatani