Vibo Valentia – Continuano le grandi manovre politiche e i posizionamenti in vista delle prossime elezioni regionali in programma a novembre 2019.
La notizia di oggi è che il presidente di Anci Calabria e sindaco di Pizzo Calabro (Vv), Gianluca Callipo, lascia il Pd per sostenere la corsa del primo cittadino di Cosenza, Mario Occhiuto, alla guida della Regione Calabria con Forza Italia.
“Accolgo l’appello al civismo lanciato ai Sindaci dal governatore Mario Oliverio, ma lo faccio scegliendo di sostenere il collega Mario Occhiuto come candidato alla presidenza della Regione. Cambiare – spiega Callipo– significa prendere atto che la politica non può più essere inquadrata secondo i canoni tradizionali, esaltando l’appartenenza fine a se stessa. Se vogliamo andare avanti, oggi bisogna puntare sulle persone più che sui partiti”.
Gianluca Callipo, nel 2014, è stato candidato alle primarie del Pd per la scelta del presidente della Giunta regionale in contrapposizione all’attuale governatore, Mario Oliverio, raccogliendo 55.000 preferenze pari al 42% dei voti delle primarie.
Callipo ha fatto parte della commissione interna del Pd che nelle ultime settimane ha gestito le elezioni provinciali a Vibo Valentia che, però, ad urne aperte, ha fatto registrare i voti dei sei consiglieri comunali di Vibo-città finiti al candidato di Forza Italia. Un altro caso per il quale il Pd, nel Vibonese, ha investito la commissione di garanzia del partito per i provvedimenti del caso.
Intanto il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio afferma “Francamente c’è poco da dire o da commentare nella scelta di Gianluca Callipo. Egli sceglie di collocarsi come gregario del Centrodestra in Calabria a sostegno di una ipotesi di candidatura a Presidente che, a quanto risulta, non è stata neanche formalizzata in quella coalizione. È stupefacente, poi, la interpretazione che Callipo dá del civismo. Il suo è un artificio: è per lui civismo l’inciucio più bieco e il trasformismo più inquietante. Nei giorni scorsi, in occasione dell’appello che la maggioranza dei sindaci calabresi mi ha rivolto per una mia ricandidatura, si era dichiarato neutrale come presidente dell’ANCI. Abbiamo scoperto oggi che il suo star sopra le parti vale solo a giorni alterni”.
Per Oliverio, inoltre, “Nel suo atteggiamento emerge una questione etica. Lui smentisce la sua terzietà dichiarata qualche giorno addietro, ma anche le dichiarazioni fatte al momento della sua elezione alla presidenza ANCI. Ha ingannato, dunque, prima di tutto i sindaci. Per quanto riguarda la sua mancanza di coerenza e lealtà verso il PD non vorrei fosse stato condizionato da un sopito e tardivo sentimento ritorsivo per aver subito la sconfitta alle primarie del 2014 o, ancor peggio, dalla così detta sindrome rancorosa del beneficato per essere stato votato a presidente ANCI esclusivamente da circa 200 sindaci che solo un anno fa hanno condiviso i giudizi politici che lui dava su Abramo e Mario Occhiuto. Il suo gesto è, comunque, anche un gesto che fa chiarezza”.
Secondo Oliverio “Non è più sopportabile la grande melassa delle ambiguità che da tempo implodono il PD ed il campo progressista. Sotto questo aspetto si può forse dire che Callipo oggi abbia rivelato la sua collocazione naturale.
Ciò è fattore di serenità per lui ma anche per tutti i cittadini che ancora vogliono avere fiducia nella sinistra e nelle forze democratiche e progressiste”.

7 novembre 2018