Expo 2015, intervista alla presidente del comitato scientifico Claudia Sorlini

Milano – “EXPO 2015, Nutrire il pianeta, energia per la vita”. E’ questo il titolo dell’esposizione mondiale che nei prossimi mesi porterà Milano e l’Italia al centro del dibattito mondiale. Intorno al cibo si consumano strategie, alleanze geopolitiche, sviluppo, democrazia ma anche truffe e frodi alimentari.
Di questo particolare aspetto abbiamo voluto parlare con la presidente del Comitato scientifico Expo 2015, prof.ssa Claudia Sorlini.

Claudia Sorlini con il pres.ACU Calabria, avv. Sergio Tomaino
Claudia Sorlini con il pres.ACU Calabria, avv. Sergio Tomaino

Di cosa si occupa il Comitato Scientifico di EXPO 2015?
«Il Comitato Scientifico di Expo 2015 si occupa di contenuti, di valori e tende a sollecitare il dibattito e la presentazione di proposte su questioni importanti non ancora risolte, sia a livello nazionale che internazionale, sul tema dell’alimentazione. Cercheremo risposte a problemi comuni: come continuare a produrre bene cibo di qualità senza distruggere le risorse alimentari (sviluppo sostenibile); come ridurre gli sprechi alimentari; come contenere l’obesità dilagante; come cercare di sfamare circa 850 milioni di persone che nel mondo soffrono ancora la fame. Il nostro obiettivo è far emergere soluzioni da sottoporre alle Autorità nazionali e internazionali».
Quale risultato si attende l’Italia da EXPO 2015?
«Ci aspettiamo che per la prima volta arrivi il mondo intero: 145 Paesi, più due grandi Agenzie Internazionali; quelle delle Nazioni Unite che si occupano di alimentazione, più l’Europa.
A noi interessa che sul palcoscenico del Mondo, il cibo Italiano possa essere presentato nella sua qualità e modalità di produzione, che dovrebbe essere rigorosamente garantita. Noi abbiamo una legislazione abbastanza forte su tanti temi della sicurezza igienico-sanitaria; facciamo moltissimi controlli, più di tanti altri Paesi. Vorremmo che tutto questo fosse ben evidenziato al mondo intero perché si apprezzino le nostre eccellenze, garanzia di un’aspettativa di vita tra le più lunghe del pianeta
».
Cosa possono aspettarsi i consumatori?
«Credo che sia un elemento importante confrontare le eccellenze dei nostri cibi con quelle degli altri Paesi, per poter capire cosa abbiamo già perso nella biodiversità e acquisito in tecnologia, rispetto a tanti Paesi che invece hanno conservato la biodiversità non avendo tecnologie avanzate. È importante che i consumatori vedano e comprendano questi aspetti, ed eventualmente sappiano scegliere le integrazioni alimentari che ritengono opportune. Ma i consumatori potranno anche dibattere con i consumatori degli altri Paesi per confrontarsi sui problemi comuni, per studiare possibili alleanze, per affrontare questioni ed esperienze simili».

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Perché invitare i cittadini-consumatori a partecipare ad EXPO 2015?
«Credo che i Consumatori Italiani possano acquisire consapevolezza, che in buona misura hanno già, che la nostra Dieta Mediterranea (condivisa con gli altri Paesi del bacino del Mediterraneo) rappresenti un modello alimentare migliore rispetto a quelli provenienti da Stati Uniti e Nord Europa, dove l’aspettativa di vita è molto più bassa. Soprattutto in un momento in cui i giovani stanno abbandonando la Dieta Mediterranea, abbracciando modelli non salutistici. E allora, poter mettere a confronto davanti a tutto il mondo la nostra tradizione, i nostri alimenti e la nostra dieta salutistica dà ulteriore consapevolezza ai consumatori e può aiutare i genitori ad orientare i gusti dei figli nella direzione di consumare i prodotti del bacino del Mediterraneo: ciò contribuirebbe anche a tenere in piedi la fragile economia di queste regioni. Inoltre, venire all’EXPO è per i consumatori italiani un’occasione di conoscenza e di aperura verso culture gastronomiche diverse dalle nostre, ma altrettanto salutistiche: la dieta Coreana e quella Giapponese, ad esempio, sono ricchissime di verdure, alghe, vegetali, garantendo una vita molto lunga e un’ottima salute. Senza abbandonare le nostre radici e le nostre tradizioni, è importante vedere come gli altri consumatori si rapportano nei confronti dei cibi, del consumo, dell’organizzazione della società civile e delle Istituzioni, e come cercare di ottenere vantaggi nel campo della difesa dei diritti dei consumatori: in alcuni casi, sia in Italia che in Europa, siamo ancora lontani dall’aver raggiunto gli obiettivi che ci siamo prefissati».
EXPO 2015, come combattere la contraffazione?
«La contraffazione è una piaga che sta distruggendo tutte le società che producono onestamente.
Si divulgano modelli non etici, dannosi per la salute, per l’economia, per l’identità nazionale dei nostri cibi. Una scarsa qualità di alimenti può comportare un valore nutrizionale scadente, se non la presenza di agenti dannosi, patogeni, tossici. Tutti i consumatori del mondo devono lavorare insieme per ottenere più trasparenza, contrasto e lotta contro la contraffazione a livello internazionale. Da soli non si arriva da nessuna parte: occorre creare una rete internazionale e di alleanza tra i consumatori, non solo europei ma del mondo intero»
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