E’ morto Mario Gullace. La tragedia della madre calabrese Teresa ispirò “Roma città aperta”

Roma – E’ scomparso oggi a Roma Mario Gullace, figlio di Teresa Gullace, uccisa dai soldati nazisti il 3 marzo del 1944, durante l’occupazione della Capitale. Fu freddata da un colpo di pistola alla schiena mentre cercava di parlare al marito prigioniero dei tedeschi.
La figura di Teresa Gullace (a sinistra nella foto) fu interpretata da Anna Magnani nel film di Roberto Rosellini ‘Roma città aperta’. Ad annunciare la morte di Mario Gullace è stato un esponente dell’Anpi, avvisato della scomparsa dai parenti, durante l’iniziativa organizzata in Campidoglio per celebrare i 75 anni dalla liberazione di Roma.
Teresa Gullace era nata a Cittanova in provincia di Reggio Calabria, si trasferì a Roma in gioventù. Poco tempo dopo il suo arrivo, incontrò Girolamo, che divenne suo marito e da cui ebbe cinque figli. Suo marito, Girolamo Gullace, venne arrestato dai nazisti il 26 febbraio 1944 nel corso di un rastrellamento e portato nella caserma dell’81º di fanteria in Viale Giulio Cesare, insieme a molti altri sospettati di attività sovversiva nei confronti degli occupanti.
Teresa Gullace, insieme a molte altre mogli e donne, si recò fuori dalla caserma, chiedendo spiegazioni e protestando contro l’ennesimo rastrellamento arbitrario nella città.
Scorgendo la figura del marito, aggrappato ad una grata, tentò di avvicinarsi a lui, forse per consegnarli del pane o semplicemente per parlargli, ignorando il comando di un SS di allontanarsi dell’edificio, in pochi istanti venne raggiunta da un colpo di pistola esploso dal milite.
Teresa Gullace, accasciandosi al suolo, secondo i testimoni, si strinse il grembo, dove portava il sesto figlio, che sarebbe nato qualche mese dopo.
La rabbia montò immediatamente. Tanto che la partigiana Carla Capponi, presente in via Giulio Cesare, estrasse immediatamente una pistola puntandola contro l’uccisore. Venne arrestata e solo grazie alla pronta reazione di Marisa Musu, gappista anche lei, venne liberata.
Le partigiane Laura Lombardo Radice, che divenne poi moglie di Pietro Ingrao, Adele Maria Jemolo e Marcella Lapiccirella, adagiarono il corpo della Gullace, sul marciapiede e allestirono una sorta di camera ardente a cielo aperto, invitando la popolazione e le donne a ricoprire il manto stradale di fiori.
Teresa Gullace divenne uno dei simboli della resistenza romana e in seguito, nel 1977, fu insignita della medaglia d’oro al merito civile dalla Presidenza della Repubblica italiana.
La figura e la vicenda di Teresa Gullace ispirarono il film “Roma Città aperta”, interpretato da Anna Magnani e diretto da Roberto Rossellini.