Diventa caso politico il bacio lesbo ne “I Bastardi di Pizzofalcone” del regista Carlo Carlei: Interrogazione parlamentare

Lamezia Terme – Dopo lo strepitoso successo di ascolto della fiction “I bastardi di Pizzofalcone” diretta dal regista lametino di fama internazionale Carlo Carlei e basata sui romanzi di Maurizio De Giovanni, che oltre ad essere l’autore dei libri è anche tra gli sceneggiatori insieme a Silvia Napolitano e Francesca Panzarella, è rimasto qualche “strascico” politico.
Infatti il presidente dei deputati di Area popolare, Maurizio Lupi ha annunciato un’interrogazione in Commissione parlamentare di vigilanza Rai: motivo del dibattito il rapporto lesbo – trattato in prima serata – tra due protagoniste.
Il riferimento è alla relazione omosessuale tra l’agente Alex Di Nardo, interpretata Simona Tabasco e il medico della scientifica Rosaria Martone, l’attrice Serena Iansiti, sfociata in momenti di effusione tra i due personaggi. Il successo strepitoso della fiction con Gassman e Crescentini (in 6 episodi sempre intorno a 7 milioni di spettatori) non esenta dunque “I Bastardi di Pizzofalcone” dalle critiche e da polemiche anche giornalistiche.
“Prima serata di Rai uno. La deriva ideologica di Pizzofalcone”, era il titolo molto critico di un articolo pubblicato da “Avvenire“, quotidiano di ispirazione cattolica, che aveva ricevuto una lettera, regolarmente pubblicata, in cui una lettrice esprimeva la propria preoccupazione di fronte ad una scena andata in onda nella quarta puntata del 23 gennaio scorso, in cui le due protagoniste si abbracciavano e baciavano.

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Un “giudizio” negativo che non è passato inosservato tanto che l’on. Maurizio Lupi (nella foto), attuale capogruppo di Area Popolare-Centristi per l’Europa, componente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi nonchè Ex Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del governo Letta, ha presentato un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai ed inviato una lettera al presidente della Vigilanza Roberto Fico per far convocare il direttore di Raiuno, Andrea Fabiano, per un’audizione.
“È troppo se chiediamo alla Rai di Campo dell’Orto – ha avuto modo di dichiarare Maurizio Lupi – di tenere la propaganda della sessualità libera, sia essa etero o omo, fuori dalla prima serata? È proprio necessario che in qualsiasi trasmissione, sia un talk show, un festival canoro, una produzione di Rai Fiction quale che ne sia il genere, commedia o poliziesco, debba contenere scene esplicite di sesso omosessuale?”.
“A quell’ora – ha proseguito l’ex ministro – i bambini davanti alla televisione sono tanti. Fino a quando noi cattolici, ma chiunque ancora creda nella funzione educativa della famiglia, dovremo finanziare con il nostro canone l’incontinenza visiva e le pulsioni ideologiche e non solo di registi e autori pagati con il denaro pubblico?”.
Al momento non è dato sapere se e quando lo “scottante” tema sarà affrontato in Commissione vigilanza. Di certo le polemiche non si sono arrestate tanto che, tra gli altri, due esponenti dei Verdi hanno inteso far sentire il loro pensiero.
La polemica ad opera di alcuni deputati di Area Popolare contro la fiction ambientata a Napoli è davvero penosa e irricevibile”, incalzano Francesco Emilio Borelli e Gianni Simioli. “Questi neo bigotti e moralisti si scandalizzano contro uno spettacolo in cui la sessualità è assolutamente marginale ma la loro mente è ossessionata solo da qualsiasi rapporto omosessuale. In tv poi in tutte le ore e in qualsiasi giorno della settimana va in onda di tutto. Su internet chiunque può collegarsi a siti porno eppure questi deputati non hanno di meglio da fare che chiedere la censura per la fiction tratta dai romanzi dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni. In tante opere cinematografiche e televisive di grande pregio artistico da sempre ci sono scene di sesso e di nudo anche forti. Basti pensare a Bertolucci, a Pasolini, ad Almodovar ed a Visconti. Non è obbligatorio vedere la fiction ma è intollerabile la censura di certi bigotti. Pensassero – concludono i due – ad approvare buone leggi e ad impegnarsi per il paese invece di fare polemiche davvero squallide e di basso profilo”.
Dal regista e dalla produzione nessuna reazione mentre Alessandro Gassmann, protagonista principale della fiction nei panni dell’ispettore Lojacono – nelle ore più calde delle polemiche – ha espresso il suo pensiero in un tweet: “Voglio ringraziare l’Avvenire per la polemica sulle scene lesbo di Pizzofalcone! Portano bene! A lunedì!!”.

Gassman