Di Bella: “Detenuti 41bis ci ringraziano per ciò che facciamo per figli degli ‘ndranghetisti”

Reggio Calabria – “Credo che uno degli strumenti migliori per dare continuità politica e sociale all’infiltrazione culturale da parte dello Stato e della società contro il fenomeno mafioso, potrebbe essere la cristallizzazione all’interno di un impianto normativo nazionale dei contenuti dei protocolli che abbiamo sottoscritto con la Procura nazionale antimafia e con associazioni come Libera”.
Lo ha detto all’ANSA il Presidente del Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, cui è stata ispirata la fiction di Rai1 “Liberi di scegliere”. Di Bella è stato ospite del liceo scientifico statale “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria per incontrare gli studenti e i docenti sull’esperienza che ha avviato con i figli di affiliati alla ‘ndrangheta togliendoli alle loro famiglie per dare loro un futuro svincolato da qualsiasi contesto criminale.
“Ricevo lettere e messaggi di detenuti al 41 bis – ha aggiunto Di Bella – in cui mi viene espressa gratitudine per il lavoro che stiamo facendo in favore dei figli minorenni di ‘ndranghetisti. Sono lettere per me incoraggianti, che denotano sofferenza umana ma anche speranza di una vita diversa per tanti ragazzi e ragazze che vogliono liberarsi da grandi pericoli a cui lo Stato deve una risposta, come stiamo facendo”.
“Voglio inoltre, ancora una volta ringraziare – ha detto ancora il presidente del Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria- il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho che ha sempre sostenuto con convinzione questa esperienza, che è assimilabile alla parabola del Buon seminatore che lancia i suoi chicchi sapendo che non tutti si interreranno perchè alcuni finiranno in pasto ai corvi o sulla nuda pietra. Ma altri si interreranno e daranno i frutti sperati, un esempio inverato di come si possa vivere in altro modo senza rischiare continuamente la morte o la prigione”.
Commentando la fiction di Raiuno “Liberi di scegliere” ispirata alla sua attività di giudice, trasmessa il 22 gennaio su Rai 1, Di Bella ha affermato: “Alessandro Preziosi è riuscito a descrivere con molta intensità il ruolo di giudice minorile, un lavoro che richiede molta empatia e capacità di intercettare le emozioni dei giovani. E’ un lavoro duro che va comunque perseguito con coerenza per offrire una diversa opportunità di vita a chi, altrimenti, è destinato a perpetuare meccanismi sociali e culturali che danneggiano profondamente i singoli e le comunità”.
“A molti di noi giudici minorili – ha aggiunto Di Bella – accade spesso di volere abbracciare i ragazzi che ci troviamo dinanzi, conoscendone le vicissitudini familiari ed i legami naturali, aspetti che inducono forti emozioni”