Da Lamezia i pediatri al ministro Grillo: “Serve incontro per definire nuovi modelli assistenziali”

Lamezia Terme – “Un incontro urgente con le parti interessate per definire nuovi modelli assistenziali capaci di garantire nelle strutture sanitarie regionali adeguati standard di funzionalità e efficaci processi di cura in condizioni di sicurezza per i bambini e gli operatori sanitari”.
E’ quanto chiedono in un documento inviato, tra gli altri al Ministro della Salute, Giulia Grillo al Commissario ad Acta, Saverio Cotticelli, al direttore generale del Dipartimento Salute della Regione, Antonio Belcastro e al Garante per l’Infanzia, Antonio Marziale, le Società scientifiche dell’Area Pediatrica (Società Italiana di Pediatria-Sip, Società Italiana di Neonatologia-Sin), e le Associazioni rappresentative delle sue articolazioni professionali, pediatri ospedalieri, del territorio e universitari (Coordinamento dei Direttori delle Unita’ Operative di Pediatria-Cuop, Federazione Italiana di Medici Pediatri- Fimp, Confederazione Italiana Pediatri-Cipe, Associazione Pediatri Ospedalieri Italiani-Aspoi), riunitesi a Lamezia Terme su invito del presidente regionale della Sip, Domenico Sperlì.
“Una situazione drammatica – si legge in un documento congiunto – resa ancora più preoccupante dall’assenza di un piano adeguato di riqualificazione dell’assistenza pediatrica regionale nel contesto di un progetto piu’ ampio ed organico di una rete socio-sanitaria integrata ospedale-territorio”. Già nel maggio 2015 le stesse organizzazioni presentarono sia al Commissario ad acta di allora che al Dipartimento Tutela della Salute della Regione un documento dal titolo ‘Linee di indirizzo per il miglioramento dell’appropriatezza clinica ed organizzativa dell’assistenza pediatrica ospedaliera nella Regione Calabria’, in cui erano riportate proposte concrete per una riorganizzazione dell’assistenza pediatrica ospedaliera e territoriale calabrese. Proposte che, purtroppo, non ebbero alcun seguito”.
“I problemi allora segnalati si sono aggravati nel tempo fino a giungere all’insostenibile situazione attuale – e’ detto ancora nella nota – caratterizzata da una condizione strutturale e tecnologica delle Unita’ Operative di Pediatria non sempre adeguata agli standard assistenziali e, soprattutto, da una grave crisi degli organici delle stesse. Infatti, negli ospedali ‘Spoke’ con annesso punto nascita, a causa dello scarso numero di medici in servizio, aggravato ancora di più dal blocco del turn-over e dall’applicazione delle nuove norme per il pensionamento (quota ‘cento’), si e’ spesso costretti a ricorrere a personale esterno per la copertura dei turni notturni a discapito della qualità dell’assistenza e con aumento del rischio clinico”.