Crotone, vertenza lavoratori call center: Il sindaco vuole portarla a Roma

Crotone – Portare la vertenza Abramo a Roma e renderla prioritaria per il governo: questo l’obiettivo dichiarato dal sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e dalle rappresentanze sindacali, nel corso di un incontro con l’azienda che nei giorni scorsi ha annunciato il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato per 400 persone.
Il primo cittadino ha convocato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali provinciali e regionali ed i vertici della società Abramo. All’incontro, che si è svolto al Comune, hanno partecipato la consigliera regionale Flora Sculco, l’assessore comunale alle Attività Produttive, Sabrina Gentile e il presidente di Confindustria Crotone, Michele Lucente. Per la società Abramo erano presenti il vice presidente Antonio Abramo, dal responsabile amministrativo Giovanni Pipita, il site manager Massimo Labonia. Presenti per le organizzazioni sindacali i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil.
“Questa città non può permettersi di perdere neanche un posto di lavoro. Quanto sta avvenendo presso l’Abramo è un segnale preoccupante che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare. È necessaria una interlocuzione con il Ministero e con il Governo” ha detto il sindaco Ugo Pugliese in apertura dell’incontro.
“L’azienda – ha sottolineato il primo cittadino – è una ricorsa economica e professionale irrinunciabile, e che anzi va tutelata e difesa”.
Pugliese “non ha nascosto ai presenti le difficoltà di dialogo con il Governo, difficoltà che si è presentata anche nella gestione di altri temi e problematiche del territorio. Il governo ed il ministero guidato da Di Maio sono le uniche sedi in cui il problema può essere discusso, gestito e risolto, ed è per questo che tutti i presenti hanno auspicato il superamento di divisioni anche a livello di rappresentanza parlamentare sul territorio. La società da parte sua – si legge nel comunicato – ha evidenziato le difficoltà dovute sia alla crisi del settore sia all’applicazione del decreto dignità. I committenti, purtroppo, preferiscono esternalizzare all’estero, penalizzando così le aziende italiane e in particolar modo quelle del Sud. I costi elevati inoltre non consentono di riassumere e neanche stabilizzare il personale”.
“La comunità di intenti tra parti datoriali e sindacali – ha ricordato nel corso del suo intervento Michele Lucente – ha già in passato prodotto risultati importanti per il territorio, ed è per questo che si deve necessariamente fare squadra”.
Dello stesso avviso la consigliera regionale Flora Sculco che ha ribadito la disponibilità di sostenere “questa difficile ma importante battaglia che deve vedere – ha aggiunto – tutti uniti per difendere i posti di lavoro e per rilanciare l’attività di un’azienda che negli anni ha dimostrato solidità e serietà”.
Il sindaco della città di Pitagora ha intanto coinvolto l’Anci regionale in considerazione del fatto che la Calabria rappresenta uno dei poli più importanti nel settore dei call center. “Il tavolo che resterà permanente si è determinato nella necessità di un confronto immediato con il Ministero dello Sviluppo Economico e con il Governo, ed è per questo che il sindaco chiederà al Prefetto la convocazione di un tavolo di confronto con tutti gli attori per ottenere in tempi brevi un incontro presso il Ministero competente”.