Cosenza, Vigile del Fuoco colto da malore sul posto di lavoro, salvato dai colleghi

Cosenza – 7.30 del mattino. Una giornata apparentemente come le altre per l’ingegnere Francesco Citrigno, funzionario nonchè vice comandante del comando provinciale dei vigili del fuoco di Cosenza. Non poteva immaginare che la sua vita oggi sarebbe non solo cambiata, ma soprattutto sarebbe dipesa dai colleghi. Citrigno a quell’ora è nel suo ufficio, in fondo ad un lungo corridoio, al secondo piano dell’edificio, in viale della Repubblica, dove sono ubicati tutti gli uffici del funzionari. E’ sempre stato il suo ufficio e non ha voluto cambiarlo neanche quando fu investito della carica dirigenziale un anno fa, o poco più.
Raccontano i colleghi che a quell’ora parlava con un altro funzionario e un caposquadra dei vigili del fuoco, istruttore Saf che oggi era in caserma per effettuare formazione e mantenimento agli specialisti del reparto Speleo Alpino Fluviale. E’ stato un attimo: il vice comandante si accascia a terra e sbatte la testa violentemente.
Immediato è scattato il soccorso al collega. Ma l’uomo rimane a terra, inerme e incosciente….non c’è più battito. I vigili danno l’allarme. Nonostante per loro le emergenze siano pane quotidiano, a terra si trova in quel momento il vice comandante del comando provinciale, un uomo e un funzionario amato davvero da tutti. Potrebbe giocare l’emotività, ma i vigili del fuoco ci combattono da una vita con l’emotività: quando sono in soccorso, quando estraggono persone incastrate, bambini….e non si perdono d’animo neanche in quel momento.
In caserma ci sono due defibrillatori, uno dei quali è posizionato proprio al secondo piano. E i vigili del fuoco nella formazione di base hanno effettuato il corso per salvare la vita con le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore.
Nel frattempo tutti i funzionari sono corsi verso la stanza in cui il collega giaceva a terra portando il defibrillatore. Sono stati attimi concitati, ma perfetti e lucidi: la prima scarica e poi il massaggio manuale. A turno hanno effettuato le manovre salvavita nel frattempo che giungesse l’ambulanza del 118. Frazioni di secondo…il vice comandante rimane incosciente ma torna il battito….Ce l’abbiamo, ce l’abbiamo….nonostante la preoccupazione viva tra i colleghi, c’era la speranza certa che era stato strappato a sorella morte.
Poi la corsa in ospedale, all’Annunziata, a poche decine di metri dalla caserma. La sagoma del vice comandante Citrigno, sulla barella prima e sul lettino dopo, sparisce tra i corridoi dell’ospedale. Portato d’urgenza in rianimazione e sottoposto a tutti gli esami medici, dalle ultime notizie giunte sembra sia fuori pericolo anche se attualmente rimane ricoverato in rianimazione.
Un plauso sentiamo di rivolgerlo ancora una volta ai vigili del fuoco, per essere sempre pronti ed incisivi dovunque operino; un plauso ai vigili del fuoco per esserci sempre. Non citiamo i nomi perchè hanno scelto di rimanere anonimi; al telefono hanno risposto: “E’ il nostro lavoro, siamo chiamati a vestire una divisa che ci chiede di essere pronti per il prossimo sempre”.
Questo episodio che poteva finire drammaticamente ci porta a riflettere anche sull’importanza della presenza dei defibrillatori e soprattutto sull’importanza di essere preparati ad utilizzarli: dall’operatore sanitario, al soccorritore, alle forze dell’ordine, al semplice cittadino.

(fonte Quicosenza.it)