Consiglio regionale compatto contro decreto governo su commissariamento sanità

Reggio Calabria – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il governatore Mario Oliverio e il presidente della massima Assemblea calabrese “ad attuare ogni iniziativa finalizzata a non rendere operativo il decreto che non permette di assicurare la continuità dell’erogazione delle prestazioni sanitarie concernenti i livelli essenziali di assistenza”.
Il riferimento è al cosiddetto “Decreto Calabria” approvato il 19 aprile scorso dal Governo in materia di rafforzamento dei poteri commissariali sulla sanità regionale.
Il presidente della Regione, Oliverio ha annunciato, nel corso dei lavori, che è stato impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale il Decreto speciale sulla sanità in Calabria.
“Un provvedimento, quello del Governo – ha sostenuto Oliverio – di chiaro stampo coloniale, adottato per rappresentare la Calabria come terra di malaffare e una sanità regionale allo sbando. Nel Decreto del Governo si aumentano le indennità ai commissari straordinari di 50 mila euro e, in aggiunta, si impinguano di 20 mila euro le spese per la loro logistica e si bloccano le assunzioni e il turn-over, con gli organici ospedalieri ormai ridotti al lumicino”.
In apertura di seduta, inoltre, il consigliere regionale del Pd, Domenico Bevacqua aveva chiesto di discutere una sua interrogazione per chiedere al governatore Mario Oliverio “un chiarimento immediato in merito alle affermazioni dell’ex commissario Scura in relazione alle presunte mancate o, peggio, errate comunicazioni della Regione rispetto al disavanzo e, ancor di più, rispetto ai Lea”. Ad aprire la discussione è stato il capogruppo di Forza Italia, Claudio Parente, tra i promotori dell’ordine del giorno sul provvedimento adottato dal Cdm a Reggio Calabria: “Il decreto del governo è incostituzionale, perché viola le prerogative della Regione.
Inoltre – ha spiegato Parente – è un provvedimento contraddittorio perché in realtà certifica il fallimento dei commissariamenti disposti dal governo nazionale in questi ultimi anni. Da qui la nostra richiesta al presidente della Giunta di assumere tutte le misure necessarie a bloccare questo provvedimento”.
E’ intervenuto anche il capogruppo dei Moderati, Antonio Scalzo, che ha parlato di “passerella del governo e di manovra del governo di controllare le nomine e di creare il più grande della Calabria fuori della nostra regione. Ed è grave non aver sbloccato il turn over”.
Tallini, di Forza Italia, ha rilevato che “ci sono state sicuramente colpe del presidente Oliverio ma è assolutamente da condannare l’atteggiamento del governo nazionale, che ancora una volta colonizza la Calabria e la giudica ancora con stereotipi e luoghi comuni, mortificandola con un decreto assurdo, che creerà situazioni ancora più drammatiche. Il decreto della ministro Grillo poi non prevede alcuna risorsa per le strutture sanitarie e ospedaliere, prevedendo poi risorse aggiuntive solo per i commissari: più offesa di questa alla Calabria non ne vedo. E – ha aggiunto Tallini – devo dire che nella polemica con l’ex commissario Scura Oliverio aveva ragione, in quanto nelle volte che ho incontrato il dialogo era impossibile, forse Scura aveva qualche problema mentale perché nel giro di pochi minuti cambiava idea e alzava la voce”.
A parere di Baldo Esposito, di Ncd, “il primo fallimento del Cdm in Calabria è il fatto che è aumentato il distacco dei cittadini dalla politica, e poi è stato uno sfregio non invitare il governatore alla seduta del Consiglio dei ministri. Ora – ha aggiunto Esposito – bisogna capire cosa vogliamo fare insieme, se del caso anche portare l’intero Consiglio regionale a mobilitarsi a Roma contro un decreto governativo che peggiora la situazione della sanità calabrese. Mi sarei aspettato una sorta di decreto come quello per salvare Roma, cioè un decreto che sbloccasse il turn over nella sanità calabrese”.
Per Sebi Romeo capogruppo del Pd “Oggi il Consiglio regionale ha scritto una pagina importante, con un ordine del giorno forte, chiaro e condiviso: un primo passo verso la necessaria mobilitazione che la Calabria deve mettere in campo contro un provvedimento inutile nel merito e grave nel metodo”.
“La verità – ha aggiunto Romeo – è che il governo che si dice del cambiamento sulla sanità calabrese ha deciso di non cambiare nulla. Sotto questo aspetto, la linea del presidente Oliverio è sempre stata lineare e coerente con tutti i governi, anche quelli precedenti, laddove ha sempre chiesto il ritorno alla gestione ordinaria della sanità. E poi dobbiamo ricordare che a controllare i conti in questi anni c’è un advisor, Kpmg: bene, quando l’advisor Kpmg sarà chiamato a rispondere della sua attività? E’ vero – ha sostenuto il capogruppo del Pd in Consiglio regionale – che ci sono interessi di gruppi imprenditoriali del Nord che stanno succhiando la sanità calabrese? Perché il governo mantiene contro la Calabria un commissariamento chiaramente incostituzionale?”.