Consiglio dei Ministri scioglie l’Asp di Catanzaro per infiltrazioni mafiose

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Roma – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, a norma degli articoli 143 e 146 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una commissione di gestione straordinaria.
Nell’Asp di Catanzaro, la commissione prefettizia di accesso antimafia era stata insediata agli inizi di dicembre 2018, all’indomani di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, l’operazione “Quinta Bolgia”, che aveva svelato presunte infiltrazioni di cosche di Lamezia Terme nella gestione di alcuni servizi aziendali: oggi, quindi, è arrivata la decisione del nuovo governo di sciogliere l’Asp catanzarese per “accertati condizionamenti” da parte della criminalità organizzata. In passato altre aziende sanitarie locali e provinciali della Calabria, come l’Asl di Locri e la stessa Asp di Reggio Calabria nel 2008, erano state sciolte per infiltrazioni della criminalità organizzata. Stessa sorte il Consiglio dei Ministri ha riservato dal marzo 2019 all’Azienda provinciale di Reggio Calabria sempre con la stessa motivazione: infiltrazioni mafiose.