Concorsi al “Pugliese-Ciaccio”, Consiglio di Stato respinge ricorso: venerdì prove selettive regolari

Catanzaro – La terza sezione del Consiglio di Stato (presidente Giulio Veltri, estensore Pierfrancesco Ungari) ha respinto il ricorso dei candidati che avevano superato le prove preselettive di luglio dei concorsi per Oss e Infermieri (18 e 30 posti) all’Ao Pugliese-Ciaccio avverso la sentenza breve del Tar del 7 agosto che in sostanza confermava l’annullamento dei quiz stessi determinato da un provvedimento della dirigenza dell’Azienda Ospedaliera. Le preselezioni erano state considerate non valide in seguito ad irregolarità ravvisate in aule evidenziate nei dettagli dalla stampa locale nei giorni e nelle settimane successive. In seguito al pronuciamento odierno sono confermate per domani all’Università Magna Graecia le nuove prove dei concorsi alle quali potranno partecipare tutti i candidati legittimati a prendere parte alle prime prove preselettive della scorsa estate. Gli interessi dei candidati promossi erano difesi dallo studio legale di Giuseppe e Francesco Pitaro, quelli dell’Azienda Ospedaliera dall’avvocato Demetrio Verbaro.
“In riferimento al contenuto della valutazione di legittimità dell’annullamento operata dal TAR – si legge nel dispositivo del Cds che respinge le obiezioni degli appellanti – si è detto che la circostanza secondo la quale le operazioni di correzione delle prove e di attribuzione dei punteggi ai fini della preselezione sarebbero state svolte integralmente da un soggetto esterno all’Azienda, ha suggerito (se non addirittura imposto) l’adozione di particolari modalità di svolgimento, previste ed offerte dalla società di consulenza.
Poco importa che, come sottolineano gli appellanti, il documento che indicava dette modalità non fosse stato predisposto per i concorsi in questione, dato che, come sottolinea l’Azienda, esse corrispondevano al modus operandi consueto, essendo tratte dal manuale di qualità ISO 90001:2008 sul quale la società aveva ottenuto la relativa certificazione, e, dunque, si trattava di un presupposto sostanziale dell’affidamento all’esterno delle attività della preselezione. L’utilizzo di lettori ottici e la conseguente mancanza di discrezionalità nella valutazione delle schede dei quiz non mutano la conclusione, perche è la stessa mera possibilità che vi fossero schede consegnate in Bianco e compilate ovvero modificate dopo le prove, a non poter più essere esclusa alla radice, essendo venuta meno quella fondamentale garanzia costituita dalla correzione automatica “immediatamente al termine di ciascuna selezione, con la presenza di una rappresentanza di candidati che potranno assistere ed ottenere informazioni sulle attività svolte” (cosi il documento prot. 506/2018, citato; meno significativa, in tal senso, risulta l’altra circostanza della mancata vidimazione dell’elenco della corrispondenza tra nominativi e schede).
Sembra poi evidente che, pur non essendo esplicitato – si legge ancora nella sentenza- un obbligo per i candidati di costituire una rappresentanza e farla assistere alle correzioni, tale possibilità dovesse essere pubblicizzata e, come minimo, formalmente offerta ai candidati (i quali, una volta consapevoli, avrebbero anche potuto scegliere di non utilizzare detta opportunità), mentre non risulta che ciò sia avvenuto. Come pure é evidente che nessuna rilevanza potevano assumere i chiarimenti: quelli della Commissione, poichè, a quanto sembra, rimasta estranea alle operazioni svolte dopo la conclusione della prova; quelli della società di consulenza, in quanto si discute delle conseguenze di un inadempimento di cui e corresponsabile, e comunque relativo ad una modalità finalizzata proprio a garantire la correttezza della sua attività.
Non puo’ dunque ritenersi priva di presupposti, illogica o sproporzionata la valutazione dell’Azienda che, volendo agire con la massima cautela — anche a seguito di notizie stampa e segnalazioni di irregolarità nello svolgimento delle prove — – sottolineano ancora i giudici di Palazzo Spada- ha ritenuto che l’abbassamento delle garanzie procedimentali prefissate fosse sufficiente ad inficiare la preselezione e ne ha disposto l’annullamento in autotutela; tanto più, se si tiene conto che gli appellanti, al pari di ogni controinteressato all’annullamento, conservano comunque intatte le proprie chance di competere per i posti a concorso nell’ambito delle prove selettive vere e proprie”.