Conad arrotonda il conto della spesa: stop alle monete da 1 e 2 centesimi

Da alcuni giorni nei punti vendita del gruppo sono comparsi dei volantini in cui si annuncia l’arrotondamento dei prezzi al multiplo di cinque più vicino (per eccesso o per difetto). In sostanza: una volta terminata la spesa, non ci si ritroverà più ad esempio a pagare 10,37 euro, ma 10,55, oppure non 10,58 ma 10,60.

Una decisione che segue l’annuncio dello stop alla produzione delle monete da 1 e 2 centesimi deciso all’inizio del 2018. Anche in Calabria, Conad ha annunciato la sua decisione: «Non è stata una scelta presa a cuor leggero, ma purtroppo gli istituti di credito non sono più in grado di fornire questo tipo di valuta nelle quantità necessarie». I prezzi, hanno precisato «non sono stati toccati» e l’arrotondamento ai multipli di cinque riguarderà solo i pagamenti in contanti, per quelli con bancomat e carte di credito nessun arrotondamento. Così come chi si presenterà alle casse con l’importo esatto, potrà pagare senza vedere la cifra arrotondata per eccesso o difetto. Una politica che di fatto viene applicata da Esselunga già da diversi anni (sul sito del gruppo si legge che il conto viene arrotondato per difetto, sin dal 2002) ma Conad è il primo gruppo della grande distribuzione a ufficializzarlo. Al momento, e nonostante lo stop alla produzione, si calcola che in Italia ci siano ancora monetine da 1 e 2 centesimi per un valore complessivo intorno ai sette miliardi di euro.

(corriere.it)