Comune in dissesto, minoranza: “E’ la fine del modello Cosenza, Occhiuto prenda atto e si dimetta”

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Cosenza – “Mario Occhiuto, inevitabilmente, sarà ricordato come il sindaco del dissesto di Cosenza. Il sindaco dovrebbe prendere atto del suo fallimento e rimettere il mandato. Nonostante il parere negativo del Collegio dei revisori, la maggioranza in Consiglio approva debiti fuori bilancio e questo a nostro giudizio determina una gestione poco oculata della macchina amministrativa”.
Lo ha detto Enrico Morcavallo, capogruppo a Palazzo dei Bruzi de ‘La Grande Cosenza’, durante la conferenza stampa degli esponenti dei gruppi di minoranza del Consiglio comunale sulla conferma dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti con la deliberazione di dissesto del Comune.
“L’iter procedurale da parte della Corte dei Conti – ha spiegato Morcavallo – è stato già avviato e dopo aver decretato il dissesto stabilirà a chi attribuire le responsabilità. Inoltre, secondo la legge, gli amministratori individuati come responsabili da parte della Corte del dissesto sono incandidabili per 10 anni. Già nel 2016 avevamo lanciato l’allarme e inviato tutto alla Corte dei conti e oggi siamo arrivati al dunque. Avevamo chiesto di tagliere le spese per i dirigenti esterni, gli innumerevoli consulenti e le spese extra, per evitare il dissesto, ma non è successo. E’ lodevole voler spendere per migliorare la città, ma lo si fa se ci sono i soldi altrimenti non si spende”.
La minoranza ha anche annunciato di disertare il prossimo Consiglio comunale. “Ognuno – ha detto Carlo Guccione – deve prendersi le proprie responsabilità e al Consiglio per l’adozione della delibera di dissesto pensiamo di non presentarci e auspichiamo non si presenti neanche la maggioranza perchè questo possa avviare lo scioglimento del Consiglio comunale”.
“La fine del modello Cosenza – ha proseguito Guccione – è evidente, così come il modello Reggio Calabria. E’ la fine di quei modelli che hanno portato ad un’espansione della spesa pubblica comunale senza le dovute coperture, che pur avendo avuto le risorse per ripianare i debiti delle vecchie amministrazioni ha accumulato ulteriori debiti per 250 milioni di euro, portando il totale a 350 milioni di euro ai quali si aggiungono, come specificato dalla Corte dei conti nella delibera 66/2019 di Catanzaro, debiti occulti per 30 milioni di euro. Un quadro preoccupante che secondo noi nasconde altro. A livello locale e anche nazionale ci batteremo per una via d’uscita per evitare che comuni come Cosenza possano rimanere schiacciati da debiti e perchè la favola che per i cittadini non cambia nulla è veramente una favola, ma anzi conosceranno una serie di misure lacrime e sangue. Se chiudiamo gli asili comunali, o riduciamo le corse dell’Amaco, o aboliamo i servizi alle persone, a rimetterci è solo la parte più debole della città”.

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