Comunali Vibo, Stefano Luciano sferra l’attacco a Mangialavori: “La sua politica ha distrutto il centrodestra”-VIDEO

VIDEO Vibo Valentia – Negli ultimi anni è stato tra i grandi protagonisti della vita politico-amministrativa del comune di Vibo Valentia. Dapprima come fautore e sostenitore del progetto civico “La città che vorrei” con il quale vinse le elezioni amministrative del 2015. Già presidente del consiglio comunale di Vibo, Stefano Luciano ha poi deciso, all’indomani delle elezioni politiche del 2018, di abbandonare la nave e non sostenere più il sindaco Elio Costa. Ora, da fondatore ed ispiratore della lista civica “Vibo Unica” punta ad essere punto di riferimento di una larga area moderata in vista delle imminenti elezioni comunali della prossima primavera. Poco meno di quarant’anni, avvocato amministrativista, Luciano esprime, attraverso un’intervista esclusiva rilasciata al microfono di Calabria News, le sue riflessioni in vista dell’imminente tornata elettorale:
Qual è l’orientamento di “Vibo Unica” in vista delle prossime elezioni comunali?
L’obiettivo di Vibo Unica – ha sottolineato Luciano – è quello di ragionare con tutte le forze politiche moderate che sono presenti sul territorio e che trovano come unico obiettivo quello di ricostruire, ricomporre la città di Vibo Valentia sia dal punto di vista culturale, sia dal punto di vista politico. Vogliamo far nascere un progetto politico-amministrativo per rilanciare questo territorio. Per fare ciò non siamo disponibili a discutere a 360°, ci sono delle preclusioni nei riguardi delle forze populiste e di Forza Italia, in particolare a quell’area che fa riferimento al Senatore Mangialavori. Quest’ultimo negli ultimi anni ha interpretato una politica che ha determinato una forte crisi d’identità di questo territorio. E’ stata una politica egocentrica, autoreferenziale, poco produttiva per il territorio, una politica che ha distrutto sia l’amministrazione D’Agostino e sia il progetto che era stato elaborato attorno al Dott. Costa. Certamente Vibo Unica si presenta come alternativa alla politica di Mangialavori”.
Vibo Unica, dunque, movimento baricentrico di una più larga area che guarda al centro sinistra?
“La politica di Mangialavori ha distrutto il centrodestra perché, come è noto, Mangialavori ha chiuso con alcune realtà che affondavano le loro radici nel centrodestra ed ha aperto alla componente Pitaro, determinando una fuga di tutte le realtà del centrodestra. In realtà il centrodestra a Vibo – ha proseguito il leader di Vibo Unica – non esiste perché la Lega vuole andare per conto suo, Fratelli d’Italia ha una posizione fortemente critica e ci sono molto sensibilità che fanno parte di questo mondo che vogliono far parte di un progetto moderato, riformista. Vibo Unica vuole allargare anche a quelle forze moderate del centro destra e del centro sinistra affinchè si possa creare un fronte repubblicano, popolare, moderato che abbia la forza di contrapporsi alla politica populista dei Cinquestelle e alla politica autoreferenziale di una parte di Forza Italia”.
In questi giorni, il circolo Pd di Vibo Marina ha espressamente fatto il suo nome come possibile candidato a sindaco ed anche dai vertici provinciali del partito vi sono state delle aperture. Che analisi fa al riguardo?
“Ci sono delle prove dialogo tra forze moderate. Il movimento cosiddetto dei Sovranisti è guidato da Arena e Bulzomì che per lungo tempo hanno ricoperto incarichi importanti all’interno di forze moderate. L’apertura del consigliere regionale Mirabello e del segretario provinciale del Pd, Insardà, vanno in questa direzione. Una direzione nella quale Vibo Unica può determinare l’aggregazione di forze moderate intorno a sé per la costituzione di questo fronte che sappia essere competitivo contro la politica del team di Mangialavori. Lo sforzo e le aperture di questi giorni vanno nella direzione di un dialogo aperto e di un forte senso di responsabilità da parte di tutti affinchè si possa trovare una sintesi e proporre un progetto valido e credibile per la città”.
I “Progressisti per Vibo”, con il loro leader Lo Schiavo, non sono stati troppo morbidi negli ultimi giorni nei suoi confronti. Si può aprire anche con loro un dialogo?
“Ritengo che con Antonio Lo Schiavo ci siano dei punti in comune importanti. Il mio è un atteggiamento di apertura, non vedo l’opportunità di perdermi in delle polemiche ed invito Lo Schiavo a ragionare insieme perché ritengo che sia un moderato di sinistra e sono convinto che la sua presenza possa rafforzare questo progetto”.
Sabato pomeriggio prime prove di campagna elettorale con un’iniziativa che la vedrà protagonista. Si parlerà della “Vibo del futuro”. Lei che futuro immagina per la città?
“Una città che sappia riscoprire la sua identità, che sappia ritrovarsi da un punto di vista culturale, politico ed amministrativo per far sì che questa città torni ad essere la Vibo che era al centro delle dinamiche economiche, sociali e politiche della Calabria e presente anche nei circuiti che contavano in ambito nazionale”.
Francesco Iannello