Comunali Vibo: il M5S e la “rivoluzione gentile” di Domenico Santoro

Hanno coraggio, voglia di fare e di stupire, hanno entusiasmo e hanno anche una buona programmazione. Sono gli attivisti del M5S di Vibo Valentia che da mesi, ormai, stanno lavorando alla costruzione di una lista e di un programma da sottoporre ai cittadini in vista dell’imminente competizione elettorale delle elezioni comunali di Vibo Valentia. Per la prima volta, la compagine pentastellata si presenta con una sua lista ed un proprio candidato a sindaco nella corsa verso Palazzo “Luigi Razza”. Da mesi ormai, il deputato del collegio vibonese, Riccardo Tucci, ha intravisto nell’architetto Domenico Santoro la figura giusta per provare a stupire in una campagna elettorale che si preannuncia difficile sotto tutti i punti di vista. Ma i Cinque Stelle sono pronti e sono stati i primi ad ufficializzare il candidato a sindaco e ad iniziare la loro campagna d’ascolto in mezzo alla gente.

Il progetto di Santoro è imperniato su quella che egli stesso definisce la “Rivoluzione Gentile”:10 passi per la grande Vibo del 2025. La sua ultima tappa d’ascolto (immancabile al suo fianco il deputato Riccardo Tucci) è stata a Vibo Marina, la più popolosa ed importante frazione del comprensorio delle marinate vibonesi dalla quale Santoro si aspetta molto anche in termini di consenso. Un territorio che alle ultime elezioni ha massicciamente votato per l’ex sindaco Costa, ma che, ben presto, si è ritrovato con un pugno di mosche in mano. Una cittadinanza profondamente delusa dall’operato dell’ultima amministrazione comunale e che punta ad essere il vero asset pivotale della competizione elettorale. Ergo, chi vuole vincere, dovrà necessariamente fare il pieno a Vibo Marina e/o, guardando all’altra faccia della medaglia, provare a limitare i danni.

Vibo Marina soffre di degrado e di quegli incastri tra usi non consoni tra petrolio e turismo, tra petrolio e commercio.Vibo Marina dovrà essere la città del divertimento, del turismo, bisogna recuperare il Pennello e dargli una connotazione turistica, bisogna riportare riportare il porto ai fasti di un tempo. Con i gazebo stiamo andando sul territorio frazione per frazione, con i thè del sindaco sto andando nelle case della gente e ci stiamo confrontando con i cittadini sui punti del nostro programma. Questa città non ha soldi – ha sottolineato Santoro – e l’unico modo per rivoluzionarla è il volontariato. La città la cambieranno i mille volontari che chiedo, o ad esempio l’assessore di quartiere (volontario, che non paghiamo) e che volta per volta risolve le criticità presenti. Io mi onoro – ha proseguito – di correre con una sola lista. Chi parte con 10 liste sa di non poter amministrare. Votare un famigliare senza un  programma significa votare contro la propria famiglia”.

Francesco Iannello