Codacons, dopo i fatti di Lamezia sospendere tutte le aste giudiziarie

Catanzaro – “Le esecuzioni immobiliari rappresentano un enorme lato oscuro del sistema giudiziario. Per come sono concepite finiscono per essere un ‘strumento’ per riciclare proventi illeciti, arricchire personaggi non “adamantini” che ruotano intorno alle procedure espropriative e ridurre sul lastrico tante, troppe famiglie”.
Lo sostiene il Codacons attraverso una nota firmata dal vice presidente nazionale Francesco Di Lieto. “Il Codacons, alla luce dei continui arresti (finanche di magistrati) che, inevitabilmente, gettano una luce sinistra sull’intero mondo delle espropriazioni, ha formalizzato la richiesta di una immediata moratoria per tutte le aste giudiziarie. I fatti di Lamezia Terme – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – non sono che la punta di un iceberg. Le aste ‘condizionate’ non si verificano soltanto a Lamezia, ma sono oggetto di un osceno chiacchiericcio in quasi tutti i Tribunali italiani. Per questo motivo invochiamo un segnale di attenzione verso un fenomeno, talmente diffuso, che non può più essere ignorato”.
A parere di Di Lieto “Il rischio che i Tribunali finiscano per trasformarsi in gigantesche ‘lavatrici’ di danaro di provenienza illecita impone provvedimenti drastici e non più differibili. E’ necessario provvedere subito, nel rispetto di coloro che subiscono ingiustamente le aste giudiziarie, ma anche nel rispetto di coloro che vantano un credito che diventa sempre più costoso riuscire a soddisfare e, soprattutto, per allontanare i ‘mercanti dal tempio’. Non foss’altro che per rinsaldare la fiducia nelle istituzioni. Per questi motivi il Codacons ha chiesto al Governo precise iniziative a garanzia della trasparenza e della legalità:
1- Istituire una banca dati, unica in tutta italia, che possa consentire di verificare tutte le operazioni incoerenti rispetto alle disponibilità di chi acquista.
2- Individuare un valore soglia, al di sotto del quale è inutile, oltre che antieconomico, procedere alla vendita.
3- Prevedere controlli successivi allo svolgimento delle aste e propedeutici alla firma dei decreti di aggiudicazione, per verificare se è stata, concretamente, rispettata la normativa antiriciclaggio.
Abbiamo, infine, chiesto alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri ed all’ANAC di verificare tutti i fascicoli delle vendite giudiziarie per accertare il rispetto della normativa antiriciclaggio nonché acquisire le eventuali segnalazioni poste in essere dai Tribunali su operazioni e condizionamenti sospetti”.
In conclusione Di Lieto rimarca che “Non deve neppure esistere il sospetto che le espropriazioni siano il regno del malaffare, così come, purtroppo, sembra emergere da innumerevoli procedimenti penali e, solo da ultimo, dall’operazione condotta dal Procuratore di Lamezia Terme”.