Cittanova, violenza sessuale su ragazzino: padre Borelli indagato per “false dichiarazioni”

Cittanova (RC) – Chiede aiuto al parroco, ma il religioso invece di aiutarlo nega davanti ai magistrati di avere saputo della vicenda. È quanto emerge dalla lettura dell’ordinanza con la quale il 9 marzo scorso i carabinieri hanno arrestato Maurizio Fazzalari, un 53enne di Cittanova, con la grave accusa di violenza sessuale aggravata in danno di un minorenne.
La vicenda viene denunciata dal padre del 16enne, affetto da una lieve forma di autismo, il 24 aprile dello scorso anno quando apprende da suo figlio della violenza della quale era rimasto vittima: «L’ho sentito in stato confusionale – dichiara il genitore ai carabinieri – non sapeva indicarmi con precisione dove si trovava e con chi stava… Mi ha riferito che si trovava all’interno del comitato San Girolamo, veniva avvicinato da Fazzalari il quale gli chiedeva di accompagnarlo a casa dove avrebbe preso delle birre e delle sigarette; mio figlio, ingenuamente e tranquillo delle rassicurazioni fatte da don Giuseppe Borelli, seguiva Fazzalari. a casa sua, che dista a pochi metri dal comitato; una volta dentro casa, M.F. chiudeva i chiavistelli del portone d’ingresso dell’abitazione e lo faceva sedere».
Quella sera, secondo il racconta del 16enne, Fazzalari avrebbe abusato di lui.
Uscito dalla casa dell’uomo, il ragazzo si dirige in chiesa e, finita la messa, attende il parroco e gli racconta tutto: «Mi ha detto mio figlio – racconta il padre agli investigatori – che il parroco gli ha detto di andare a casa che si sarebbe occupato della cosa e di non raccontare nulla a nessuno…».
La versione che il giovane ha fornito agli inquirenti è la stessa confermata da alcuni ragazzi che frequentano il comitato San Girolamo.
Sulla base di queste dichiarazione la Procura della Repubblica di Palmi ha deciso «Vista la falsità delle dichiarazioni rese da Giuseppe Borelli al pm, quest’ultimo procedeva alla sua iscrizione nel registro delle notizie di reato per l’ipotesi delittuosa di “false informazioni rese al pubblico ministero”, sospeso fino alla pronuncia della sentenza di primo grado».