Chi apre e chi chiude. Il Polo fieristico a Catanzaro e l’ Ente Fiera a Lamezia

Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo:
“In questi giorni mi è capitato di leggere la notizia che a Catanzaro si sta completando il Polo Fieristico Magna Grecia e già alcuni consiglieri comunali ne propongono l’intitolazione a una o più personalità della città.
Questa notizia mi ha fatto tornare in mente che anche Lamezia aveva una sua Fiera, non un Polo Fieristico, ma una organizzazione piccola e senza strutture fisse ma piena di storia che dava lustro ai contadini e agli artigiani del comprensorio. Era la vecchia FIMPA poi trasformata in Ente Fiera Lamezia.
Nonostante le difficoltà logistiche e strutturali per qualche decennio la Fiera è andata comunque avanti.
Ricordo che in tutte le consultazioni, comunali, provinciali e regionali, i partiti e tutti i candidati mettevano tra le priorità programmatiche La Grande FIERA e le Terme.
La Fiera è ormai praticamente scomparsa, alle Terme auguriamo lunga vita anche se anch’esse lottano per la sopravvivenza.
Eppure vi fu un periodo, nei primi anni novanta che la Fiera ebbe il massimo splendore. Fu organizzato il concorso per le migliori idee imprenditoriali, vennero ad esporre un bel gruppo di imprese calabresi realizzate con il finanziamento della legge 44.
Da Lamezia-Sambiase passarono imprenditori, docenti universitari, uomini di governo per partecipare ad incontri e seminari sul futuro della Fiera e di Lamezia. Eravamo tutti convinti che saremmo riusciti a fare il salto di qualità. Restammo, sperando, in attesa dell’uomo o donna della provvidenza che forse venne ma a Lamezia non si fermò.
Poi il declino politico e sociale della città e infine l’ennesimo commissariamento. La fine. Non cerchiamo alibi e responsabili al di fuori di noi. E non accusiamo Catanzaro che non ci ha rubato nulla. Peccato, noi abbiamo sprecato tante occasioni ma se la politica resta quella di oggi, verrà sprecato ancora di più: il futuro dei nostri figli e nipoti”.

Emilio Mastroianni